La Carta di Milano è una bussola per capire dove stiamo andando, vera eredità di Expo
di Informacibo
Ultima Modifica: 09/02/2015
Milano 9 febbraio 2015. All’Hangar Bicocca, nella giornata di sabato scorso dedicata alle idee per Expo, mentre nell'ampia area dell'hangar continuavano i lavori dei 42 tavoli (QUI i temi dei tavoli) l si è svolta in contemporanea la presentazione ufficiale della ‘Carta di Milano, l’eredità di Expo 2015”.
A presentarla ai giornalisti un parterre d'eccezione: il filosofo Salvatore Veca, coordinatore dei 42 tavoli tematici per la stesura della Carta e capo del Laboratorio Expo, il ministro Maurizio Martina, Deus ex machina di un Expo attraversata da troppe incertezze e ora in rampa di lancio, la ministra Maria Elena Boschi e Massimiliano Tarantino di Lab Expo e Fondazione Feltrinelli.
La prima versione della Carta di Milano sarà consegnata il 28 aprile, quando sarà presentata la prima versione, che poi sarà sottoposta all'esame dei ministri dell'agricoltura e infine a ottobre sarà consegnata nelle mani del segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon.
Sarà un'Esposizione Universale unica nella storia, perché, a differenza che in passato, lascerà un'eredità concreta: la Carta di Milano.
“Non sarà un atto come il Protocollo di Kyoto sull'ambiente, che era un atto intergovernativo, ma questa Carta sarà -ha precisato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina- sottoscrivibile da singoli cittadini, imprese, istituzioni e associazioni che insieme disegneranno un futuro più sostenibile”. Dopo “un lavoro collettivo” -ha detto il ministro, costruiremo ”una bussola per sapere dove andare”.
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Per la prima volta nella storia un’esposizione universale lascia un’eredità, la Carta di Milano, un manifesto, un grande mosaico che si sta componendo qui, oggi, e che porta ad un’assunzione di responsabilità”, ha detto il filosofo Salvatore Veca, ricordando che si è ispirato al principio che ha guidato Picard per l'Exposition universelle del 1900 a Parigi: "Picard disse voglio non solo un'esposizione di prodotti, come era allora, ma di idee e del pensiero. La missione di questo Expo potrebbe essere rilanciare la sfida di un'eredità che sarà fatta di idee, pensieri, teorie e pratiche per un mondo migliore".
Quattro le macro aree attorno a cui si articolerà la Carta che nascerà: sviluppo della sostenibilità, cultura delle identità e degli stili alimentari, scienze agroalimentari, per comprendere come il pianeta possa nutrirci, e sviluppo urbano con il tema della città del futuro, la smart e slow city.
La Carta sarà divisa in tre sezioni, come spiega Massimiliano Tarantino, direttore di laboratorio Expo: "Un preambolo emozionale perché vogliamo che l'adesione di tutti sia consapevole, una parte di articoli dedicati ai diritti e agli impegni che ciascuno si deve prendere per dare seguito ad esempio al diritto al cibo come diritto fondamentale di tutti i cittadini, e una terza di apparati".
Martina ha dato la parola anche al ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, che si è soffermata sul lavoro collegiale del governo a sostegno dell'Expo.
Infine il Ministro delle Politiche agricole Martina ha posto l’accento sull’unicità del ruolo che l’Italia sta ricoprendo nella preparazione di questa Expo che apre il prossimo 1 maggio.
"Dobbiamo essere all'altezza di questa sfida -ha detto il ministro. 'Le idee di Expo' serve a tutti noi a rendere evidente che l'anima di questa Esposizione è nel messaggio più dirompente che possiamo dare".

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