Vino Vermentino: storia, caratteristiche e abbinamenti del bianco mediterraneo per eccellenza
di Alessandra Favaro
Ultima Modifica: 21/03/2025
Il Vermentino è uno dei vitigni bianchi più apprezzati d’Italia, caratterizzato da freschezza, profumi intensi e un legame profondo con i territori costieri del Mediterraneo. Coltivato principalmente in Liguria, Toscana e Sardegna, questo vitigno affonda le sue radici in un passato affascinante, che racconta di scambi commerciali, colonizzazioni e contaminazioni culturali tra le sponde del mare. Oggi il Vermentino si conferma un vino di grande versatilità gastronomica e di crescente successo sul mercato internazionale.
Ecco una piccola guida-riassuntiva per scoprire in breve la storia del Vermentino, le sue principali caratteristiche enologiche, le zone di produzione più importanti e gli abbinamenti gastronomici consigliati, con un approfondimento sui metodi di vinificazione e sulle tendenze del mercato contemporaneo.
Indice
Storia del Vermentino
Le origini del Vermentino non sono del tutto certe, ma molte ricerche lo collocano storicamente nel bacino del Mediterraneo occidentale. Secondo alcune fonti, potrebbe discendere da vitigni spagnoli o portoghesi (altri ipotizzano un’origine medio-orientale), diffusi gradualmente sulle coste della Francia meridionale e poi approdati in Italia tra il XIII e il XIV secolo, in parallelo agli scambi marittimi di Genova e Pisa.
•Prima attestazione: Il nome Vermentino compare in documenti risalenti al XVII secolo; la coltivazione su larga scala in Italia ebbe però un vero slancio tra il XIX e il XX secolo.
•Differenti denominazioni: In alcuni territori, il Vermentino era chiamato anche “Favorita” (in Piemonte), “Pigato” (in Liguria) e “Rolle” (in Francia). Le ampelografie moderne hanno chiarito che questi nomi spesso si riferiscono a cloni o biotipi molto vicini tra loro.
Oggi il Vermentino è un protagonista assoluto del panorama enologico nazionale, con un successo crescente anche a livello internazionale, trainato dalla fama delle sue denominazioni più blasonate, come il Vermentino di Gallura DOCG in Sardegna, il Colli di Luni Vermentino DOC in Liguria e il Vermentino di Toscana in varie sottozone.
Caratteristiche del vitigno Vermentino
Il vitigno Vermentino è in genere vigoroso e predilige i climi miti, con estati soleggiate e una benefica influenza delle brezze marine. Presenta grappoli medio-grandi, con acini di colore giallo-verde, a volte sfumati di dorato nelle fasi di piena maturazione.
•Resistenza: Teme gli eccessi di umidità, ma sopporta abbastanza bene il vento e la siccità.
•Suoli ideali: I terreni sabbiosi e granitici conferiscono al Vermentino note sapide e minerali, mentre i suoli argilloso-calcarei donano sfumature più morbide e fruttate.
•Climi: Ben si adatta alle zone costiere, dove è mitigato dall’influenza del mare, responsabile di sviluppare la spiccata nota salina e sapida tipica di molti Vermentino.
Profilo organolettico
•Colore: Giallo paglierino con possibili riflessi verdognoli.
•Bouquet aromatico: Sentori floreali (fiori bianchi, ginestra), erbacei (macchia mediterranea, timo, rosmarino) e fruttati (mela verde, pesca, agrumi). Spesso emergono sfumature più complesse come le note iodate e saline, soprattutto nelle versioni sarde e liguri.
•Sapore: Fresco, con acidità vivace ma ben integrata. In bocca risulta di buona struttura, accompagnato da un finale sapido e persistente.
Zone di produzione principali in Italia
1. Sardegna
La Sardegna è tra le regioni più importanti per la coltivazione del Vermentino. Qui si trova l’unica DOCG Vermentino di Gallura, riconosciuta nel 1996. Questa denominazione si estende nella provincia di Olbia-Tempio, in un territorio caratterizzato da suoli granitici e da un microclima unico, che regala al vino note marcate di macchia mediterranea, salinità e un profilo aromatico complesso.
•Vermentino di Gallura DOCG: La massima espressione di questo vitigno, con versioni talvolta affinate in acciaio, talvolta in legno, ma sempre orientate a esaltare la tipicità minerale e la freschezza.
2. Liguria
Nella regione Liguria, il Vermentino è coltivato lungo le coste, spesso in terrazzamenti a picco sul mare. La denominazione di riferimento è il Colli di Luni DOC, che insiste su un territorio al confine con la Toscana. Anche la Riviera Ligure di Ponente DOC include versioni di Vermentino di buona qualità, caratterizzate dalla presenza di note floreali e una marcata sapidità.
•Colli di Luni Vermentino DOC: Produzioni che combinano eleganza e aromaticità, con sentori di fiori di campo e agrumi, ottimi da degustare con pescato ligure e piatti a base di verdure locali.
3. Toscana
In Toscana, il Vermentino è coltivato in diverse aree della costa, da Massa Carrara alla Maremma, passando per la zona di Bolgheri. Il Vermentino Toscano offre interpretazioni variegate, a seconda dei suoli e dello stile produttivo.
•Bolgheri DOC Vermentino: Un bianco di carattere, con buona struttura e longevità, prodotto in una zona celebre nel mondo per i suoi grandi rossi, ma che sta ritagliandosi un meritato spazio anche sui bianchi.
•Maremma Toscana DOC Vermentino: Caratterizzato da profumi spiccati di frutta a polpa bianca e note agrumate, è un vino perfetto per la gastronomia costiera.
Vinificazione e stili di Vermentino
La maggior parte dei produttori punta su una vinificazione in acciaio inox, per preservare la freschezza, i profumi primari e la salinità tipica del vitigno. Tuttavia, non mancano interpretazioni più complesse, con brevi passaggi in legno o metodi di vinificazione in anfora, che conferiscono struttura, morbidezza e una gamma aromatica più ampia.
•Vermentino fermo: La versione classica, secca e fragrante, indicata per accompagnare antipasti di mare, primi piatti e secondi di pesce.
•Vermentino frizzante o spumante: Più rari, ma in crescita, questi metodi mettono in luce la freschezza e l’acidità del vitigno, creando bollicine dal carattere mediterraneo.
•Vermentino macerato: Alcuni produttori sperimentano macerazioni sulle bucce per amplificare la struttura e i profumi del vino.
Abbinamenti gastronomici
Il Vermentino è un vino estremamente versatile. Grazie alla sua freschezza e alla spiccata nota sapida, si abbina magnificamente ai piatti di pesce e alla cucina mediterranea in generale. Qualche esempio:
1.Antipasti di mare: Tartare di tonno, insalate di polpo, carpacci di pesce bianco.
2.Primi piatti: Pasta con frutti di mare, trofie al pesto (in Liguria), spaghetti con bottarga (in Sardegna).
3.Secondi di pesce: Orata al forno, branzino al sale, triglie alla livornese.
4.Cucina vegetariana: Ottimo con verdure grigliate, sformati di zucchine, torte salate.
5.Formaggi freschi: Pecorini giovani, formaggi vaccini a bassa stagionatura, formaggio di fossa non troppo stagionato (per contrapporre la sapidità).
Come servire il Vermentino
•Temperatura: Servire tra 8 e 10 °C, leggermente più calda se il vino ha subito un affinamento in legno.
•Calice consigliato: Un bicchiere da vino bianco di media ampiezza, che consenta la concentrazione degli aromi.
•Conservazione: I Vermentino più semplici vanno consumati entro 1-2 anni. Quelli di maggiore struttura o con affinamento possono evolvere positivamente fino a 3-5 anni, pur mantenendo vivaci note di freschezza.
Trend di mercato
Il Vermentino sta vivendo un trend positivo, sia a livello nazionale sia internazionale. Gli appassionati ricercano sempre più vini che raccontino il territorio e la cultura mediterranea, e il Vermentino soddisfa perfettamente queste aspettative. Dalla Sardegna alla Liguria, passando per la Toscana, le diverse interpretazioni del vitigno seducono con profumi di macchia, agrumi e fiori, regalando un’esperienza gustativa che sa di sale e di sole.
Questo successo è trainato non solo dalle denominazioni storiche (Vermentino di Gallura DOCG, Colli di Luni DOC, Bolgheri DOC), ma anche da nuove realtà che sperimentano tecniche agronomiche e di cantina d’avanguardia, per offrire vini sempre più eleganti, complessi e di carattere.
Perché si chiama Vermentino?
L’origine del nome “Vermentino” non è del tutto certa, e diverse ipotesi sono state avanzate nel corso del tempo. Una delle teorie più diffuse collega il termine alla parola italiana “vermene”, che indica un tralcio giovane, flessibile, oppure un ramo sottile: l’idea è che questa radice facesse riferimento all’aspetto stesso della vite o dei suoi tralci.
Un’altra interpretazione fa risalire il nome alla radice latina “ver” (primavera) o “viridis” (verde), in riferimento al colore degli acini ancora non del tutto maturi o alla loro tonalità giallo-verdognola. Alcune ricerche ipotizzano anche un collegamento con vocaboli di area provenzale o catalana, poiché questo vitigno è stato verosimilmente introdotto in Liguria e Sardegna attraverso antichi scambi marittimi nel Mediterraneo.
Sebbene non esista una certezza assoluta, è comunque concordato che il termine “Vermentino” richiami la morfologia o il colore caratteristico del vitigno, e che abbia un’origine che si intreccia con la storia dei traffici commerciali e delle influenze linguistiche fra le coste mediterranee.
Condividi L'Articolo
L'Autore