Metà del tonno pescato a livello globale proviene da fonti certificate sostenibili - InformaCibo

Metà del tonno pescato a livello globale proviene da fonti certificate sostenibili

Il futuro del tonno e del mare passa anche dalla nostra lista della spesa

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 01/12/2025

Dalla costa australiana alle acque del Senegal, passando per il Giappone: la mappa globale del tonno sostenibile si arricchisce di nuove rotte e protagonisti. E l’Italia? Corre veloce, segnando un +256% in quattro anni nel consumo di tonno certificato MSC. Un segnale forte, in un settore sotto pressione tra inflazione, crisi produttive e una crescente sensibilità ambientale.

Il mare del cambiamento: la rivoluzione blu del tonno

Come ogni anno, il 2 maggio si è celebrata la Giornata Mondiale del Tonno, un’occasione per fare il punto su un alimento tanto amato quanto discusso, tra sostenibilità, certificazioni e nuove abitudini di consumo. Secondo i dati più recenti diffusi dal Marine Stewardship Council (MSC), – organizzazione non profit internazionale che promuove la salute degli oceani attraverso uno standard riconosciuto per la pesca sostenibile – oggi metà del tonno pescato a livello globale — 2,8 milioni di tonnellate — proviene da attività certificate sostenibili.

Un dato in forte crescita rispetto agli anni passati, reso possibile anche dalla certificazione di otto nuove attività di pesca negli ultimi cinque anni. Tra queste spiccano realtà significative come la Kyowa-Meiho, la prima pesca giapponese del tonno con reti a circuizione a ottenere la certificazione, la filiera del tonno rosso australe in Australia e quella del tonno atlantico del Senegal, la prima dell’Africa occidentale a raggiungere questo traguardo.

Il messaggio è chiaro: la sostenibilità nel settore ittico non è più un’opzione, ma un criterio sempre più centrale per chi produce, vende e consuma.

L’Italia risponde presente: +256% di tonno sostenibile in 4 anni

E il nostro Paese non resta a guardare. Il consumo di tonno sostenibile (con il marchio blu di MSC) in Italia ha visto un vero e proprio boom, con un +256% dal 2021 al 2025. Si tratta di oltre 13mila tonnellate di materia prima che finiscono nelle nostre dispense, soprattutto sotto forma di conserve, che rappresentano il 91% dei prodotti certificati MSC nel nostro mercato.

Oggi il tonno sostenibile rappresenta circa il 20% del totale dei prodotti ittici MSC venduti in Italia. E sugli scaffali della grande distribuzione troviamo oltre 200 referenze, tra marchi noti come Rio Mare, Mareblu, Grupo Consorcio e numerosi prodotti a marchio privato (private label), che ormai valgono il 15% del volume totale.

Interessante anche il cambiamento delle preferenze di specie: per la prima volta il tonnetto striato ha superato il classico tonno a pinne gialle, arrivando al 56% del tonno certificato venduto in Italia. Un segnale che i consumatori stanno imparando a scegliere anche in base alla tracciabilità e all’impatto ambientale.


pesca del tonno certificata

Dalla teoria del cambiamento alla scelta sullo scaffale

Il cuore del programma MSC sta in una teoria tanto semplice quanto ambiziosa: se aziende, pescatori e consumatori collaborano, la domanda può guidare la trasformazione della filiera. “Grazie alla grande disponibilità di tonno certificato, le aziende hanno ancora di più la responsabilità di offrire prodotti sostenibili ai consumatori, in modo tale che essi abbiano la possibilità di compiere scelte consapevoli e giuste per l’oceano”, afferma Paola Guglielmo, responsabile relazioni aziendali MSC Italia.

Questo approccio non è solo una strategia ambientale, ma anche un’opportunità commerciale. Infatti, il volume di tonno MSC venduto nel mondo è cresciuto del 24% in un solo anno, raggiungendo le 300.000 tonnellate (in tutte le forme: fresco, surgelato, in scatola, pronto o pet food). Numeri che parlano chiaro.

Una sfida che riguarda tutti: noi, il mare, il futuro

Dietro ogni lattina che mettiamo nel carrello si nasconde una decisione che può fare la differenza per il nostro pianeta. Scegliere tonno certificato – e più in generale pesce da pesca sostenibile – significa sostenere un’attività che rispetta l’equilibrio degli oceani e tutela il lavoro di chi opera con responsabilità. Cercare il marchio blu sulla confezione è un piccolo gesto quotidiano, ma potente, per essere parte di un cambiamento che coinvolge tutti.

Il futuro del tonno e del mare passa anche dalla nostra lista della spesa.

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L'Autore

Giornalista

Scrivo "nel bere e nel mare". Mi piace raccontare le storie che finiscono nei nostri bicchieri e tutto ciò che riguarda il prezioso Mediterraneo. Ne parlo su testate di settore come Informacibo.it e Osserva Beverage (La Repubblica). Curo "Onde", una newsletter dedicata ai temi della comunicazione e "Blu Mediterraneo", community per gli amanti del mare.