Microplastiche nell'acqua minerale: tra scienza e comunicazione, il dibattito che divide - InformaCibo

Microplastiche nell’acqua minerale: tra scienza e comunicazione, il dibattito che divide

La controversia tra Matteo Bassetti e Mineracqua alza il sipario sui limiti della divulgazione scientifica in tempi di social

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 31/10/2025

Tutto è iniziato sui social, come spesso accade quando si tocca un argomento che fa paura e magari lo si tocca riassumendo un po’ troppo i concetti.. Il dottor Matteo Bassetti, volto noto della comunicazione sanitaria italiana (soprattutto per il suo ruolo durante la pandemia), ha diffuso un video che parlava di microplastiche  nell’acqua minerale in bottiglia e conservazione delle acque poco “sicura” diciamo (il video integrale lo potete vedere sotto qui nell’articolo). Temi che hanno immediatamente generato preoccupazione velocemente.

Mineracqua — la federazione italiana che rappresenta i produttori di acque minerali naturali — ha risposto oggi con un comunicato stampa che smonta le affermazioni di Bassetti ricorrendo ai dati più recenti della letteratura scientifica.

Ma quello che dovrebbe interessarci non tanto (o non solo almeno) è la lite tra due portavoce, bensì la domanda che ogni lettore si pone davanti allo schermo: chi sta dalla parte della ragione? E soprattutto: cosa diciamo realmente della sicurezza di ciò che beviamo?

L’EFSA entra in campo: cosa dice la scienza fino ad oggi

Nel settembre 2025, l’EFSA ha pubblicato una revisione sistematica della letteratura scientifica su microplastiche e nanoplastiche nei materiali a contatto con gli alimenti — comprese le bottiglie di plastica. Lo studio ha esaminato 130 ricerche scientifiche condotte tra il 2015 e il 2025.

La conclusione è netta: gli studi che alimentano gli allarmismi sul tema non poggiano su metodologie solide.

L’EFSA segnala problemi ricorrenti:

  • Contaminazione dei campioni: molti studi hanno usato procedure di campionamento non adeguate, introducendo microplastiche dall’ambiente circostante
  • Limiti analitici: i laboratori hanno difficoltà nel distinguere cosa viene dalle bottiglie e cosa era già presente nell’ambiente
  • Mancanza di standardizzazione: metodologie diverse hanno portato a risultati molto diversi tra loro — alcuni studi hanno sovrastimato le quantità di molti ordini di grandezza

E il verdetto finale dell’EFSA è questo: “Non esistono basi scientifiche sufficienti per stimare un rischio per la salute umana legato al consumo di acqua imbottigliata”.

È un’affermazione importante, ma non è uno “scudo di sicurezza assoluta” — è uno spazio di incertezza dove la ricerca deve continuare.

A cosa stare attenti

Detto questo, ci sono aspetti che meritano e devono essere approfonditi.

Anche se i dati dell’EFSA oggi dicono “non c’è rischio documentato”, il tema delle microplastiche in generale rimane valido e merita ricerca continua.

Sarebbe utile fornire pubblicamente dati specifici sulla filiera italiana dell’acqua minerale:  tempo medio di conservazione, procedure di controllo qualità, certificazioni. Sarebbero informazioni importanti per  costruire credibilità ed evitare allarmismi o fraintendimenti

Tra certezza e incertezza

Qui arriviamo al nucleo della questione.

In un’epoca dove Internet amplifica ogni dubbio in allarmismo, e dove la comunicazione sanitaria è spesso politicizzata, il messaggio scientifico viene distorto da entrambi i lati.

Bassetti ha semplificato forse eccessivamente un dubbio legittimo— creando ansia tra i consumatori. Mineracqua ha risposto con certezza assoluta — creando l’impressione opposta che tutto vada bene e non ci sia niente da studiare.

Cosa dovremmo sapere davvero sulle bottiglie di plastica?

Ecco alcuni temi su cui ragionare

Sulla sicurezza oggi:

  • L’EFSA ha esaminato la letteratura disponibile e non ha trovato evidenze di rischio documentato
  • La ricerca continua, perché il tema è rilevante globalmente
  • Questo non significa “nessun rischio”, significa “rischio non quantificabile su dati attuali”

Sull’impatto ambientale:

  • L’aspetto più urgente oggi del “problema “della bottiglia di plastica non è la salute del bevitore, ma l’inquinamento ambientale se usate in modo eccessivo e smaltite senza criterio.

Sulle alternative:

  • L’acqua del rubinetto in Italia è sicura e controllata secondo standard europei.
  • Le bottiglie di vetro eliminano il problema della microplastica, ma hanno maggiore peso (più CO2 nel trasporto)
  • La scelta consapevole è quella che bilancia: sicurezza, impatto ambientale, praticità

Dopo questa controversia, una domanda lecita è: come faccio a capire se una fonte è affidabile?

Ecco alcuni segnali:

  • Le fonti sono citate? Un’affermazione seria rimanda sempre a studi specifici, non a generici “lo dicono gli scienziati”
  • Viene riconosciuta l’incertezza? La scienza autentica dice “con i dati attuali sappiamo questo, ma la ricerca continua su quest’altro”
  • C’è potenziale conflitto di interesse? Mineracqua ha interesse che tu non abbia paura dell’acqua minerale. L’EFSA è un organo indipendente europeo, ma anche lei opera in un contesto politico
  • I numeri vengono forniti nel loro contesto? “Tracce di microplastiche” significa quanto, esattamente?

Il ritorno al senso critico

Quello che emerge da questa vicenda non è tanto una verità definitiva sulla sicurezza dell’acqua minerale — quella farà il suo corso nella ricerca scientifica dei prossimi anni.

Emerge invece l’importanza di sviluppare un senso critico diffuso. 

La scienza seria continua a indagare. Noi intanto possiamo bere consapevolmente — sapendo che stiamo scegliendo, non che ci viene imposta una certezza.

Le fonti

Il video di Bassetti

Il comunicato stampa di Mineracqua integrale

Mineracqua risponde alle gravi e risibili affermazioni del dottor Matteo Bassetti

Roma, 31 ottobre 2025 – Mineracqua è sconcertata e allibita per le recenti dichiarazioni del dottor Matteo Bassetti, diffuse sia sui suoi canali social sia dai microfoni di Un giorno da pecora, che – senza alcun fondamento scientifico e in totale assenza di riscontri oggettivi – ha lanciato allarmi infondati sulla sicurezza delle acque minerali in bottiglia.

È inaccettabile che un medico diffonda pubblicamente informazioni prive di fondamento scientifico, contribuendo a generare allarme e disinformazione in un settore che opera nel pieno rispetto delle più rigorose normative italiane ed europee.

Le affermazioni del dottor Bassetti vengono smentite dai fatti. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha infatti pubblicato di recente una revisione completa della letteratura scientifica sul rilascio di micro e nanoplastiche dai materiali a contatto con gli alimenti – comprese le bottiglie dell’acqua minerale (130 studi realizzati tra il 2015 e il 2025) – evidenziando che gli studi che hanno alimentato allarmismi sul tema non poggiano su basi scientifiche solide.

Secondo l’EFSA, tali ricerche presentano importanti incertezze e carenze metodologiche: problemi di contaminazione dei campioni, limiti analitici nel distinguere le microplastiche effettivamente originate dai materiali da quelle già presenti nell’ambiente, oltre a metodologie non standardizzate che hanno portato a individuare quantità di microplastiche ben superiori a quelle effettivamente presenti.

La stessa Autorità precisa che non esistono basi scientifiche sufficienti per stimare un rischio per la salute umana legato al consumo di acqua imbottigliata.

«Intervenendo nella trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”, il dottor Matteo Bassetti – ripetendo quanto già affermato sui social – si è prodotto in uno sciocchezzaio non degno di un medico e di un professionista della comunicazione, mestiere al quale sembra provi a dedicarsi, forse più remunerativo del primo, dopo l’archiviazione del Covid. Se solo avesse letto la recentissima revisione della letteratura scientifica pubblicata dall’EFSA si sarebbe risparmiato una gran brutta figura. Sicuramente più preciso e puntuale il dottor Bassetti è stato quando in una delle sue frequenti apparizioni sui social ha invitato le massaie a cambiare spesso le “pezzette” per lavare i piatti perché si contaminano facilmente. Ecco, dottor Bassetti, parli di “pezzette” e succedanei e lasci stare l’acqua minerale, vanto del nostro Paese che dà lavoro a cinquantamila famiglie ed è apprezzato all’estero, dove ne esportiamo più di un miliardo e mezzo di litri», dichiara Ettore Fortuna, Consigliere Delegato e Vice Presidente di Mineracqua.

Ancora più sconcertanti, false, risibili e contro la legge prosegue Fortuna – sono le affermazioni diffuse sui canali social dallo stesso Bassetti in cui afferma che nelle bottiglie di acqua minerale si troverebbe acqua del rubinetto e che l’acqua all’interno delle bottiglie di plastica rimarrebbe mediamente tra uno e cinque anni. Considerazioni su cui il dottor Bassetti sarà chiamato a rispondere

Mineracqua è la Federazione che – all’interno di Confindustria – associa le imprese delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente. Attiva da 35 anni (è stata costituita nel maggio del 1990), Mineracqua rappresenta e promuove la filiera italiana dell’acqua minerale naturale. L’Italia, insieme a Francia e Germania, è tra i primi Paesi produttori di acqua minerale naturale, che in maniera diffusa e radicata è percepita dagli italiani come prodotto direttamente funzionale al benessere personale e ad uno stile alimentare sano.

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L'Autore

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