Loison vola alto con ITA Airways: quando l’artigianalità italiana conquista i cieli
Il pastry chef vicentino racconta le sfide del mercato globale tra tensioni geopolitiche e materie prime alle stelle
di Alessandra Favaro
Ultima Modifica: 12/11/2025
C’è un biscotto al burro che da questo mese solca i cieli italiani. Non un biscotto qualunque, ma il Canestrello firmato Loison, selezionato tra cinque produttori per accompagnare i viaggiatori di ITA Airways sui voli nazionali. Una vittoria che Dario Loison racconta con l’umiltà di chi “fa più che dire”, ma che nasconde una strategia imprenditoriale sofisticata: quella di un’azienda che dal 1938 ha saputo trasformare l’esperienza artigianale in un modello di crescita globale, coniugando qualità intrinseca e percezione del valore.
“La qualità del servizio che offriamo fa sì che i clienti ci preferiscano rispetto ad aziende meno reattive”, spiega Loison. Un approccio che ha conquistato non solo ITA Airways – con milioni di pezzi prodotti e il marchio Loison visibile accanto a quello della compagnia – ma anche 70 mercati di esportazione diretta e oltre 600 clienti internazionali.
È un momento importante e positivo per l’imprenditore veneto, che questo autunno, ha lanciato i prodotti per il Natale e ha fatto incetta di riconoscimenti: Motore Italia Awards e Golosaria: due riconoscimenti prestigiosi, a pochi giorni di distanza, hanno celebrato Loison Pasticceri dal 1938 come una delle realtà simbolo dell’eccellenza veneta e del Made in Italy nel mondo. Il laboratorio pasticceria di Costabissara (Vicenza) continua a distinguersi per la sua capacità di unire radici profonde e respiro globale, portando la cultura del dolce artigianale italiano nel mondo. Ma anche con un impegno e una curiosità costanti.
Indice
I Premi

Il primo riconoscimento è arrivato mercoledì 29 ottobre, a Palazzo Repeta di Vicenza, nell’ambito di “Motore Italia- Le imprese che fanno correre il Paese – Veneto”. Parte integrante della manifestazione è stata la consegna dei “Motore Italia Veneto Awards 2025” e in questa occasione Dario Loison ha ricevuto il Premio Export by Capital, riconoscimento che celebra le imprese venete capaci di eccellere sui mercati internazionali per solidità, performance e valore del brand.
questo importante traguardo si è aggiunto, il 1° novembre a Milano, il premio “Campioni ilGolosario 2026”, assegnato da Paolo Massobrio e Marco Gatti nell’ambito di Golosaria, dove Loison Pasticceri dal 1938 è stata riconosciuta come “interprete de Il Gusto della Contemporaneità
L’export che vale il 65% del fatturato
I numeri parlano chiaro: due prodotti Loison su tre varcano i confini nazionali, generando il 65% del fatturato aziendale. “In pratica, due prodotti su tre raggiungono più di 70 Paesi”, precisa Loison, che può contare su un modello operativo distintivo: il contatto diretto con ogni singolo cliente. “Grazie alle moderne attività di scouting digitale e alla condivisione di informazioni strategiche, applichiamo il modello ‘one to one’ che ci consente di instaurare un contatto diretto, efficace e produttivo”.
Francia, Spagna, Inghilterra e Germania guidano la classifica europea, ma è oltreoceano che emergono le sorprese: il Canada supera gli Stati Uniti (“ci sono molti più italiani”), l’Australia rappresenta un mercato consolidato, mentre in Brasile – nonostante dazi proibitivi – un panettone Loison può arrivare a costare 80-100 euro.
Le new entry? Senegal, Sudafrica e Polinesia Francese, dove al secondo anno di attività gli ordini sono già raddoppiati. Una crescita che continua nonostante le tensioni geopolitiche: “L’Ucraina sta soffrendo, la Russia sta soffrendo, ma probabilmente chiudiamo la campagna in crescita anche sul mercato americano”, dove l’eliminazione dell’esenzione per acquisti sotto gli 800 dollari ha richiesto un rafforzamento del lavoro con gli importatori locali.
La tempesta perfetta delle materie prime: strategia e resilienza
“Negli ultimi tempi abbiamo visto le materie prime subire oscillazioni mai registrate negli ultimi vent’anni”, ammette Loison. I numeri sono impietosi: il burro è cresciuto del 60-70% negli ultimi due anni mantenendosi su livelli elevati per tutto il 2025, il cioccolato è passato da 2.000 a 10.000 sterline alla borsa di Londra (ora stabilizzato intorno alle 6.000), l’uva sultanina turca è praticamente introvabile con prezzi raddoppiati, mentre mandorle e nocciole registrano aumenti del 50%.
Sul cacao, Loison non usa mezzi termini: Ghana e Costa d’Avorio, i principali produttori, hanno fatto lievitare i prezzi. Ma l’azienda ha risposto con una strategia articolata: “Nonostante ciò, abbiamo deciso di rafforzare il nostro impegno verso la qualità, investendo in cioccolato monorigine e materie prime di altissimo livello. La nostra filosofia è semplice: se investiamo, lo facciamo per offrire un prodotto superiore”.
La resilienza passa attraverso infrastrutture strategiche: magazzini climatizzati di proprietà, acquisti diretti senza intermediari, disponibilità finanziaria per fare scorte quando i prezzi lo consentono. “La solidità dell’azienda e la disponibilità di magazzini climatizzati di proprietà ci permettono di lavorare con maggiore flessibilità e visione”.
Il digitale nel DNA: dal 1996 all’e-commerce da mezzo milione
“Il digitale in Loison risale al 1996”, rivela l’imprenditore, sfatando il mito dell’artigiano analogico. Una visione lungimirante che oggi genera circa mezzo milione di euro attraverso l’e-commerce proprietario – “un risultato di assoluto rilievo nel panorama nazionale” – con una crescita del 15% e un’integrazione perfetta tra B2C e B2B.
Ma la digitalizzazione va oltre la vendita online: “L’innovazione digitale è un pilastro della nostra visione strategica, rendendo il lavoro più snello, veloce e vincente”. Un approccio che si traduce in gestione digitalizzata della produzione, monitoraggio costante della qualità, packaging tridimensionale visualizzabile online, e persino un’agenzia creativa interna che produce video e contenuti multimediali.
Sostenibilità: l’efficienza come filosofia
L’efficienza energetica è prioritaria dal 2011, con un impianto fotovoltaico potenziato a 144 kW che copre metà del fabbisogno aziendale. “Abbiamo inoltre introdotto soluzioni di domotica e tecnologie LED già da oltre 15 anni”, sottolinea Loison, inserendo questi investimenti in una filosofia aziendale ispirata alla Lean Production.
La logistica, gestita internamente in 3.500 metri quadri di proprietà, garantisce “tempestività, reperibilità e disponibilità continua, anche il sabato”. Un modello che permette di servire direttamente anche il singolo negozio europeo, bypassando i distributori quando necessario.
Sul fronte della sostenibilità sociale, l’azienda sostiene 300 associazioni del territorio, collabora con 20 scuole locali e altrettante università (metà italiane, metà estere), ma “senza questo non ne parliamo molto”, conferma la filosofia del fare più che del dire.
Oltre la stagionalità: la sfida della continuità
Il 65% del fatturato deriva ancora dalla campagna natalizia, il 15-20% dalla Pasqua, ma Loison guarda oltre: “Papà Alessandro produceva circa l’85% dei suoi prodotti tutto l’anno e solo il 15-20% era legato al Natale”. Il ritorno alle origini passa attraverso i biscotti al burro – come il Canestrello di ITA Airways – ma anche filoni, torte Tose e Veneziane: “prodotti non stagionali, venduti in modo continuativo e capaci di garantire sviluppo e stabilità”.
L’innovazione di prodotto continua con il Peach Mary (pesca e rosmarino), marchio già registrato, il nuovo gusto di panettone presentato per quest’anno, che segue il successo dell’albicocca e basilico e del Black Cabana. “Non abbiamo più frutta, non sappiamo più cosa inventarci”, scherza Loison, che lavora con i presidi Slow Food da vent’anni, facendo conoscere piccole specialità di nicchia al grande pubblico.
La visione strategica: pensare globale, agire digitale
“Non affrontiamo mai un mercato o un cliente pensando solo alla vendita immediata: cerchiamo sempre di elaborare strategie di medio-lungo periodo”, sintetizza Loison la filosofia aziendale. Una visione che si traduce in numeri concreti – quei “cinque numeri che fanno la differenza” pubblicati nel catalogo aziendale – e in investimenti significativi in “vari digital project per integrare i più avanzati concetti di impresa connessa”.
Il consolidamento passa attraverso l’Europa centrale (“spesso più semplice da raggiungere e servire rispetto ad alcune aree del Sud Italia”), l’espansione nei mercati extraeuropei già presidiati da 30 anni, l’attenzione ai mercati più piccoli con “una politica commerciale mirata e dinamica”.
Mentre il settore dolciario naviga tra volatilità delle materie prime e tensioni geopolitiche, Loison mantiene la rotta con una bussola precisa: “Riusciamo a coniugare qualità intrinseca e qualità percepita attraverso una strategia che unisce minuziosa cura della materia prima, grande artigianalità e identità distintiva”.
I numeri di Loison
-
- 70 mercati di esportazione diretta (90 con l’indiretta)
- 600 clienti internazionali serviti direttamente
- 65% quota export sul fatturato totale
- 500.000€ fatturato e-commerce annuo
- 144 kW potenza impianto fotovoltaico
- 3.500 mq di logistica di proprietà
- 300 associazioni territoriali supportate
- 20 scuole e 20 università partner
- +15% crescita e-commerce 2024
Condividi L'Articolo
L'Autore