C’è un birrificio piemontese che produce una birra al sapore di pane e cioccolato
di Oriana Davini
Ultima Modifica: 19/11/2025
Si può racchiudere il sapore universale della merenda in un bicchiere di birra? La risposta arriva da una nuova collaborazione tra Piemonte e Svizzera, che celebra il comfort food per eccellenza: pane e cioccolato.
Nasce così Comfort Snack, il cui nome da solo dice tutto, la nuova pastry stout firmata dal birrificio piemontese Granda e dagli svizzeri di Whitefrontier: una collaborazione che sembra fatta apposta per evocare il momento più semplice della giornata, quello in cui bastavano una fetta di pane e un quadratino di cioccolato per sentirsi al mondo.
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Birra, pane e cioccolato
Nella ricetta della nuova birra Comfort Snack entra cacao in ogni fase del mosto, in dosi generose, come se fosse il vero filo conduttore. A completare il quadro, una scelta insolita: pane vero, selezionato in pagnotte dal profumo intenso, con la crosta scura e ben tostata. Il risultato? Una stout da 5,7%, corposa ma equilibrata, con un carattere comfort che richiama la fragranza del pane appena sfornato e la golosità del cioccolato.
Granda: radici piemontesi, sguardo internazionale

Granda non è solo il nome di un birrificio. È l’affettuoso appellativo dialettale con cui i cuneesi chiamano la loro provincia, la “grande” per estensione e per orgoglio. Scegliere questo nome significa firmare ogni bottiglia con un’identità territoriale precisa, inconfondibile.
Eppure, Granda ha fatto di questa apparente contraddizione, ovvero essere profondamente locali mentre si guarda al mondo, la propria cifra distintiva. Il claim “Land of Beer” non è un caso: è la rivendicazione di un territorio che, pur non avendo la tradizione birraria storica di altre regioni europee, si è costruito negli ultimi anni una reputazione solida nella scena craft internazionale.
I numeri parlano chiaro: sei collaborazioni nel 2025, di cui cinque internazionali. Prima di Whitefrontier, Granda ha lavorato con New Realm (Stati Uniti), De Ranke (Belgio), Wild Racoon (Paesi Bassi), Jopen (Paesi Bassi) e Braufactum (Germania). Non si tratta di collaborazioni spot o di operazioni di marketing: ogni progetto nasce da un dialogo vero, da uno scambio di competenze, da una volontà condivisa di esplorare nuovi territori gustativi senza tradire la propria identità.
È un approccio che ricorda molto quello dei migliori produttori DOP e IGP: custodire il territorio mentre si apre al confronto internazionale, portare il Piemonte nel mondo senza snaturarlo, farlo diventare linguaggio universale pur mantenendone l’accento inconfondibile.
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Cos’è una Pastry Stout?
Il termine pastry stout identifica una famiglia di birre scure, derivate dalle imperial stout, caratterizzate dall’aggiunta di ingredienti tipici della pasticceria: cioccolato, vaniglia, caffè, zuccheri complessi, a volte anche biscotti o torte vere e proprie. Il risultato è una birra densa, dolce, cremosa, che ricorda più un dessert liquido che una bevanda tradizionale.
È un trend esploso negli ultimi anni nella scena craft americana e poi approdato in Europa, dove ha trovato terreno fertile soprattutto nei birrifici più sperimentali. L’appellativo “pastry” non è casuale: queste birre hanno davvero la complessità gustativa di un dolce al cucchiaio, pur mantenendo la struttura e la carbonatazione tipiche della birra.
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