Spreco alimentare: in Italia in pattumiera 257 kg di cibo al secondo

Spreco alimentare: in Italia finiscono in pattumiera 257 kg di cibo al secondo

Ogni anno in Italia si sprecano 8,1 milioni di tonnellate di cibo lungo la filiera agroalimentare. Un fenomeno che pesa sulle risorse naturali

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 28/09/2026

In Italia si sprecano ogni anno oltre 8 milioni di tonnellate di cibo lungo l’intera filiera agroalimentare. Su scala temporale, il dato equivale a circa 257 chilogrammi di alimenti persi ogni secondo, 15 tonnellate al minuto e 925 tonnellate ogni ora. Un fenomeno che incide sull’impiego delle risorse necessarie alla produzione e sui bilanci ambientali del Paese.

I numeri, elaborati su dati Eurostat e diffusi da Too Good To Go in occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulle Perdite e gli Sprechi Alimentari del 29 settembre, fotografano la portata di un fenomeno che va ben oltre la sola perdita di prodotto.

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Spreco alimentare e clima

Per arrivare fino al consumatore, ogni prodotto richiede acqua, suolo ed energia, oltre alle risorse necessarie per produzione, trasformazione, confezionamento e trasporto. Quando quel cibo viene gettato, anche queste risorse sono state utilizzate senza arrivare al loro scopo.

Secondo le stime di Too Good To Go, le 925 tonnellate di alimenti sprecate ogni ora corrispondono alle risorse necessarie per circa 308 piscine olimpioniche d’acqua e 373 campi da calcio di suolo.

Pesa anche il capitolo emissioni. Le rilevazioni del WWF attribuiscono allo spreco alimentare circa il 10% delle emissioni complessive di gas serra generate dalle attività umane su scala globale. Non a caso, il Policy Brief pubblicato dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) nel 2026 ha inserito la riduzione dello spreco alimentare tra le cinque aree prioritarie d’intervento strategico per accelerare l’azione climatica e contenere le emissioni che contribuiscono al riscaldamento climatico.

Un aiuto dalla tecnologia

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Tra le leve che il documento UNEP indica per gestire in modo efficiente il surplus spicca l’adozione di soluzioni digitali a sostegno di sistemi alimentari circolari. Le piattaforme di redistribuzione fanno da connettori di mercato tra vendita al dettaglio, GDO e consumatore finale, mettendo in rete i volumi in eccedenza e riducendo i costi di smaltimento per gli operatori. 

Dal suo ingresso nel mercato italiano nel 2019, l’app Too Good To Go ha permesso di recuperare 37 milioni di pasti. Le 26mila attività partner hanno riassorbito il surplus commerciale ridistribuendolo tra i 13 milioni di utenti registrati. Sul piano ambientale, il bilancio supera le oltre 100mila tonnellate di CO₂ equivalente evitate e 30 miliardi di litri d’acqua risparmiati, pari a 13mila piscine olimpioniche. Solo nel 2025 i volumi redistribuiti hanno raggiunto circa 8 milioni di pasti, una media di 15 chilogrammi di cibo salvati ogni minuto. 

“Ridurre lo spreco non significa necessariamente fare grandi rivoluzioni – spiega Mirco Cerisola, country director di Too Good To Go Italia -: può significare valorizzare un’eccedenza, modificare un’abitudine di consumo o semplicemente scegliere di recuperare un alimento che altrimenti andrebbe sprecato”.

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L'Autore

giornalista

Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici