Settimane della Pesca Sostenibile 2026: il 93% degli italiani teme per il mare e chiede etichette certificate
di Alessandra Favaro
Ultima Modifica: 22/10/2026
Una persone su due teme che, fra vent’anni, il suo pesce preferito non arrivi più in tavola. È uno dei numeri più netti della nuova ricerca che GlobeScan ha realizzato per MSC – Marine Stewardship Council e che accompagna le Settimane della Pesca Sostenibile 2026, la campagna nazionale partita il 12 ottobre e in corso fino a domenica 25 ottobre nei supermercati, nei negozi e online. Restano quindi pochi giorni per vederla all’opera: materiali informativi a scaffale, attività digitali e promozioni sui prodotti con il marchio blu MSC, l’etichetta che identifica il pesce proveniente da pesca sostenibile certificata.
Indice
Il 93% dei consumatori di pesce è preoccupato per gli oceani
Il dato di partenza è quasi un plebiscito: il 93% dei consumatori italiani di pesce si dice preoccupato per la salute del mare. E il 51% pensa che il proprio pesce o frutto di mare preferito potrebbe non essere più disponibile tra 20 anni.
Cambia, rispetto al passato, la percezione delle minacce. L’inquinamento resta al primo posto, indicato dal 55% degli intervistati, ma in calo rispetto al 67% del 2022. Sale invece l’attenzione per la pesca eccessiva, citata dal 44% contro il 38% di quattro anni fa. Segno che il tema dello sfruttamento degli stock ittici, a lungo rimasto sullo sfondo, comincia a entrare nel modo in cui gli italiani guardano a quello che mettono nel carrello.
C’è poi un elemento di fiducia nelle proprie scelte: il 74% è convinto che le decisioni prese quando acquista e consuma pesce possano fare la differenza per la salute degli oceani.
Più informazioni e garanzie indipendenti: cosa chiedono gli italiani al banco del pesce
Preoccupazione, però, non significa sapere come muoversi. La ricerca registra una forte domanda di chiarezza:
- l’82% vuole saperne di più sulla sostenibilità del pesce che compra;
- il 78% vuole sapere se il prodotto è tracciabile fino a una fonte sostenibile, conosciuta e affidabile;
- il 77% ritiene che le affermazioni di sostenibilità di supermercati e marchi debbano essere certificate da un’organizzazione indipendente.
In altre parole, uno slogan sulla confezione non basta più.
Direttiva Empowering Consumers: stop ai claim ambientali generici
Questa richiesta arriva in un momento in cui anche le regole stanno cambiando. Con l’entrata in vigore della direttiva europea Empowering Consumers (EmpCo), le dichiarazioni ambientali rivolte ai consumatori devono essere chiare, verificabili e fondate su criteri trasparenti, per rafforzare la tutela contro il greenwashing.
«L’entrata in vigore di EmpCo segna un passaggio importante: la sostenibilità non può più essere comunicata con un’affermazione generica, ma deve essere sostenuta da informazioni chiare, verificabili e certificate», spiega Paola Guglielmo, responsabile delle relazioni con le aziende per MSC in Italia. Secondo Guglielmo il programma MSC risponde a questi principi: «è aperto a tutti, si basa su uno Standard scientifico, viene definito insieme agli stakeholder, prevede verifiche indipendenti di terza parte, un sistema di tracciabilità lungo la filiera e regole chiare per le non conformità. In un momento in cui consumatori e istituzioni chiedono più chiarezza e garanzie indipendenti, il marchio blu MSC offre uno strumento semplice per riconoscere i prodotti da pesca certificata».
“Con il marchio blu, siamo tutti bravi a pescare”: la campagna 2026
Giunte alla sesta edizione, le Settimane della Pesca Sostenibile riuniscono in un ambito precompetitivo aziende di trasformazione, distribuzione e ristorazione. Il claim di quest’anno, Con il marchio blu, siamo tutti bravi a pescare, gioca su un parallelo: come i pescatori che rispettano lo Standard MSC lavorano per preservare le popolazioni ittiche e l’ambiente marino, così chi fa la spesa può “pescare bene” tra gli scaffali, riconoscendo a colpo d’occhio i prodotti certificati.
I partner dell’edizione 2026 sono 24: ALDI, Bennet, Bofrost, Carrefour, Conad, Consilia, Consorcio, Coraya, Delicius, Eismann, Eurospin, Findus, FRoSTA, IKEA Italia Retail, Ipermercati Tosano, Lidl Italia, Mareblu, Ocean47, Rio Mare, Rizzoli, Sapore di Mare, Selex Gruppo Commerciale, Sheba® (Gruppo Mars) e Talatta.

Cos’è il marchio blu MSC e cosa garantisce
Il marchio blu MSC identifica i prodotti ittici che provengono da attività di pesca certificate in modo indipendente secondo lo Standard MSC, costruito su tre principi:
- la salute degli stock ittici, cioè pescare in modo che le popolazioni di pesci possano rinnovarsi;
- la riduzione dell’impatto sugli ecosistemi marini;
- una gestione efficace e responsabile dell’attività di pesca.
In Italia il 53% degli intervistati dichiara di conoscere il marchio blu e, tra chi lo riconosce, l’86% dice di fidarsi. Il beneficio che gli viene associato più spesso è la protezione degli oceani.
A livello mondiale sono più di 716 le attività di pesca coinvolte nel programma MSC: insieme rappresentano il 19,3% del pescato globale. I prodotti ittici con il marchio blu sono oltre 20.000.
Domande frequenti sulla pesca sostenibile
Quando si svolgono le Settimane della Pesca Sostenibile 2026?
Dal 12 al 25 ottobre 2026, nei punti vendita e sui canali digitali delle aziende partner.
Come si riconosce il pesce da pesca sostenibile al supermercato?
Cercando in etichetta il marchio blu MSC, che indica un prodotto proveniente da una pesca certificata da enti indipendenti secondo lo Standard MSC e tracciato lungo tutta la filiera.
Che cos’è la direttiva Empowering Consumers?
È la direttiva europea (EmpCo) che impone dichiarazioni ambientali chiare, verificabili e basate su criteri trasparenti, per contrastare il greenwashing.
Info utili
Marine Stewardship Council – msc.org/it
Come MSC risponde ai requisiti della direttiva EmpCo
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