A Modena il Corso Agrichef che salva i cibi dimenticati

In Emilia Romagna, Modena è seconda, dopo Parma, per valore dei prodotti Dop e Igp

di Redazione

Ultima Modifica: 09/11/2018

Prosciutto di Parma Dop, Aceto Balsamico di Modena Igp, Parmigiano Reggiano Dop, Mortadella Bologna Igp sono solo alcuni dei nomi che fanno dell’Emilia Romagna la regina dei prodotti di qualità, prima sul podio per numero di certificazioni (45 in totale per il comparto Food) e valore della produzione (2,7 miliardi di euro).

Di questi quasi la metà (1,27 miliardi) sono generati nella sola provincia di Parma, che si piazza in testa alla classifica, segue poi la provincia di Modena (623 milioni di euro). Completa il podio un’altra emiliana, Reggio Emilia, con 534 milioni di euro legati a prodotti di qualità, ma con un incremento dell’11% di questo valore tra 2015 e 2016.

InformaCibo mette in ordine questi dati, ripresi dal rapporto Ismea/Qualivita, proprio mentre la Coldiretti Emilia Romagna annuncia che si terrà anche a Modena il corso di formazione denominata “Agrichef”. Il primo Corso in Emilia Romagna si è svolto l’anno scorso a Bologna.

Il corso Agrichef a Modena dal 12 al 15 novembre 2018

Il corso si svolgerà in provincia di Modena, dal 12 al 15 novembre prossimi presso l’agriturismo la Baccelliera di Modena, strada Baccelliera 84, promosso da Terranostra, l’associazione agrituristica di Coldiretti, e da Campagna Amica per formare agrichef che in cucina sappiano sempre più valorizzare le eccellenze dell’agricoltura del territorio.

Il valore dei prodotti certificati della provincia di Modena

La filiera dei prodotti a denominazione d’origine in provincia di Modena – informa Coldiretti Emilia Romagna – è basata principalmente sull’Aceto Balsamico Igp che da solo rappresenta il 47% dei 623 milioni di valore prodotti in provincia, seguito a ruota dal Parmigiano Reggiano con il 41%. Il restante 12% del valore viene ripartito tra Cotechino, Zampone, Aceto Balsamico tradizionale, Prosciutto di Modena, ciliegia di Vignola, Amarene Brusche e anche prodotti a denominazione d’origine interprovinciali, come Pera Igp dell’Emilia Romagna o la Mortadella di Bologna (prodotta in piccola parte anche a Modena).

Albo nazionale dei prodotti tradizionali: 30 sono nel territorio modenese

Se i prodotti Dop e Igp sono l’eccellenza riconosciuta anche dall’Unione europea, c’è anche – ricorda Coldiretti regionale – una lunga lista di prodotti di Modena e provincia che si sono inseriti stabilmente nell’Albo nazionale dei prodotti tradizionali: su 5.056 prodotti nazionali, ben 393 sono dell’Emilia Romagna e 30 di queste riguardano il territorio modenese, dal Nocino al Borlengo, dal Bensone alla Sulada e ai Calzagatti.

Alcuni sono prodotti conosciuti almeno agli esperti, molti sono ancora da riscoprire e “salvare”. Ed è proprio su questi prodotti – informa Coldiretti Emilia Romagna – che si basa il corso di Agrichef promosso da Terranostra che al termine dei quattro giorni di formazione impegnerà i futuri agrichef in una disfida per la realizzazione di 12 ricette della nonna, salvate dal “dimenticatoio” grazie all’attenzione di tante rezdore che hanno continuato a mantenerne viva la tradizione nelle fattore e negli agriturismi, recuperando molti dei prodotti dell’albo tradizionali come la Sulada, una sorta di pane acqua farina e sale, cotto in padella, i Calzagatti a base di polenta, fagioli e pancetta, i ciacci di castagne, ma anche prodotti quasi totalmente scomparsi, come la minestra vedova, lo Scarpasot o le polpette dolce-brusco.

I docenti e i temi del corso modenese

Il corso – informa Coldiretti Emilia Romagna – avrà come docenti l’agrichef Diego Scaramuzza, presidente nazionale di Terranostra, gli chef Silvia Cappellazzo, Gabriella Gasparini e Roberto Carcangiu, il segretario nazionale di Terranostra, Toni De Amicis, l’addetto dell’ufficio Comunicazione e Relazioni esterne di Coldiretti nazionale, Massimiliano Paoloni, il responsabile della Sicurezza Alimentare di Coldiretti Emilia Romagna, Dennis Calanca.

I temi del corso – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – vanno dalle tecnologie e tecniche di cottura all’ottimizzazione dei tempi di preparazione, dall’impiattamento all’abbinamento di vini e piatti, fino al pricing dei piatti e dei menu. Il tutto con l’attenzione ai menù tipici della tradizione locale e contadina e ai prodotti del territorio a km 0.

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