A Paestum i paesi produttori di nocciole hanno raccontato la storia della loro economia agricola - InformaCibo

A Paestum i paesi produttori di nocciole hanno raccontato la storia della loro economia agricola

di Informacibo

Ultima Modifica: 22/11/2012

Paestum 22 novembre 2012. Un evento importante quello che si è tenuto dal 15 al 18 Novembre a Paestum dove i territori della nocciola italiana delle diverse regioni italiane hanno raccontato la storia della loro economia agricola.

Le regioni che prevalgono nel panorama italiano di produzione di nocciole doc e dop sono: Campania, Piemonte, Sicilia, Lazio, Calabria, Umbria. Al centro dell’iniziativa – organizzata dall’Associazione Città della Nocciola – la valorizzazione del patrimonio rurale, paesaggistico ed enogastronomico di questi luoghi, sempre più ricercati tra gli appassionati del turismo made in Italy.

L’evento si è svolto in concomitanza con la Borsa Nazionale del Turismo che non ha potuto ignorare l’importanza del turismo della nocciola. Proprio durante la conferenza del 16 Novembre si è discusso sull’importanza del rapporto tra turismo enogastronomico, turismo della nocciola e quello archeologico o dei beni culturali.

Il Turismo della Nocciola

L’importanza di questo frutto in guscio è riscontrabile nella sua capacità di canalizzare il turismo verso centri e borghi considerati “minori” eppure decisamente caratteristici per quanto concerne il patrimonio culturale ed enogastronico. Succede a Giffoni sei casali, paesino del salernitano famoso non solo per la sua nocciola Giffoni ma anche per il Festival del cinema. Assieme a Giffoni tra i paesi consederati “minori”, ma importantissimi in fatto di produzione di frutti in guscio abbiamo il territorio delle Langhe, Roero, Monferrato ai Monti Picentini, la valle del Lauro al Baianese, i Cimini ed i Nebrodi. Si tratta in sostanza della medio-alta collina lo sfondo naturale che fa da cornice alla coltivazione della nocciola italiana.

Il turismo della nocciola viene alimentato per il 98% da 4 regioni: Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia. Nel 2012 queste regioni hanno prodotto complessivamente 90.00 tonnellate assicurando all’Italia un ruolo di primo piano nel panorama produttivo mondiale di questo frutto particolarmente evocativo e caratterizzante di suggestivi paesaggi. In particolare “la culla” della corilicoltura italiana è identificata con le province di Viterbo, Avellino, Salerno, Cuneo, Asti e Messina, dove fioriscono da centinaia di anni varietà tipiche di straordinario valore: dalla Nocciola del Piemonte I.G.P. alla Nocciola Tonda Romana D.O.P., dalla Nocciola di Giffoni I.G.P. a quella delle Nebrodi.

“Il nostro obiettivo è far sì che la nocciola italiana possa attrarre sempre più consumatori nei luoghi di produzione”, afferma Rosario D’Acunto, Presidente dell’Associazione Città della Nocciola.”

“Grazie alle strategie di marketing territoriale intraprese in questi anni, oggi c’è un turismo che cresce anche tra i noccioleti e coinvolge l’imprenditoria rurale e turistica nei borghi incontaminati di cui è ricca l’Italia della nocciola. L’altra risorsa fondamentale legata alla nocciola – prosegue D’Acunto – è la comunità locale particolarmente ospitale che soprattutto con i giovani ha ben compreso che è possibile integrare il reddito agricolo puntando a creare un’offerta turistica autentica e innovativa”. 

Uno stand dell’Associazione nazionale città della Nocciola a Paestum (Credit foto Irma Brizi)

IL BOOM DEL TURISMO NEL SUD ITALIA – In quest’ultimo anno si è assistito ad un boom del turismo enogastronomico in alcune zone del centro e Sud Italia. tra i paesi che hanno vissuto questa esplosione abbiamo il Clento (+25% di turismo in zone balneari e montuose o collinari), Salerno e Chianti. La Campania vanta circa 20 marchi tra d.o.p. e i.g.p. e 19 vini d.o.c.

L’on Pietro Foglia assessore turismo Regione Campania ha sottolineato come il turismo ha subito un’inflessione nelle zone interne rispetto alle costiere che invece hanno registrato incremento e questo per mancanza di strutture. La colpa è delle istituzioni. Grazie alla delibera di pochi giorni fa c’è un bando di 50 milioni a favore degli operatori turistici al fine di innovare l’accoglienza promuovere l’ecosostenibilità dei siti e valorizzare il patrimonio culturale.

I BENI CULTURALI – La Regione Campania ha inoltre misurato l’impatto del settore dei beni culturali nel settore turistico e sull’enogastronomia. Il pil della provincia di Salerno è molto vicina ai 3 miliardi ed è chiaramente notevolissimo. Dobbiamo fare un’operazione di marketing molto accurata in modo da privilegiare la qualità dei nostri prodotti e la distribuzione in modo da avere un rapporto di 1 a 1.

I territori della nocciola si candidano a diventare le nuove località turistiche grazie alla loro ospitalità, ma certamente i 24 miliardi di tagli all’agricoltura non aiutano.

Alfonso Angria presidente commissione turismo senato ha dichiarato che i tagli al settore agricolo creano una sorta di concorrenza sleale perché nell’export vengono privilegiate alcune specialità provenienti da altri paesi, come le nocciole della Turchia e molti altri prodotti. Importantissimo anche il fattore delle alfatossine presenti nelle nocciole. L’Italia ha innalzato le soglie del livello di alfatossine e quindi non può privilegiare la qualità del proprio prodotto in alcuni paesi che fissano la soglia di alfatossine ad un livello molto più basso. ne viene quindi penalizzato anche l’export.

La tavola rotonda “Il Turismo della Nocciola” –  15 novembre a Paestum (Credit foto Irma Brizi)

COME VALORIZZARE IL TURISMO ENOGASTRONOMICO – La produzione tipica locale di alcuni prodotti, come in questo caso quella della nocciola, è si fruttuosa e notevole, ma non riesce a rendere in termini economici quanto ci si aspetterebbe da una produzione unica e di pregione come quella vantata da molte regioni italiane. Come fare dunque per incrementare gli introiti di questo settore?

Secondo l’onorevole Foglia e d’Acunto il segreto è nell’associazione del patrimonio culturale all’enogastronomia. E’ infatti impossibile promuovere l’enogastronomia dissociandola dal patrimonio culturale.

IL FATTORE “AGGREGAZIONE” – Durante la conferenza stampa del turismo della nocciola è stato sollevato un problema fondamentale: la nocciola italiana non rende in termini economici quanto dovrebbe e questo avviene per due fattori: la qualità del prodotto (che in Italia è elevatissima) e l’aggregazione. 

Sandro Chirotti, tour operator di TourGourmet ha insistito sul fattore aggregativo e sull’abbandono del “campanilismo” che spesso crea una concorrenza tra i vari paesi produttori col fine di privilegiare i propri prodotti. Ma il Campanilismo riesce a raggiungere un raggio molto breve e la sua potenza di attivazione del motore turistico è sicuramente limitata. Tutti i piccoli paesi dunque dorrebbero “vendere” le proprie offerte culturali ed enogastronomiche unendosi in un fattore indentitario comune pur mantenendo intatte le proprie peculiarità. Se si riesce a far fronte a questo problema si incrementerebbe l’introito del tour turistico, secondo alcune stime, di circa il 50%.

PRESENTAZIONE DELLA GUIDA TURISTICA DEI TERRITORI DELLA NOCCIOLA

Durante la Borsa Nazionale del Turismo della Nocciola è stata inoltre presentata una guida dei territori della nocciola italiana presenti alla Borsa, consultabile online sul sito internet www.nocciolaitaliana.it,che si articolerà come un racconto ricco di emozioni per accompagnare il lettore in posti lontani dal turismo di massa. La nocciola mostrerà aspetti di unicità e di differenziazione tali da suscitare una nuova attrattività nei suoi territori di produzione ove le esperienze possono essere vissute come eventi memorabili che coinvolgono l’ospite.

Da Castellero d’Asti a Cortemilia, da Bevagna a Caprarola a Baiano, da Giffoni Sei Casali a Ucria, a Montalbano: sono solo alcuni dei straordinari borghi segnalati nella guida. Nell’Italia delle mille identità, i territori rurali della Nocciola Italiana si presentano al noccioturista come luoghi ospitali con comunità locali orgogliose di un prodotto che il mondo ci invidia.

L’Associazione Nazionale Città della Nocciola

Si è svolta il 15 – 16 – 17 – 18 novembre 2012 al Centro Espositivo Ariston Paestum (Salerno) la Borsa dell’offerta turistica dei Comuni aderenti alla rete Città della Nocciola

Per ulteriori informazioni: Borsa Turismo Paestum

Associazione Nazionale Città della Nocciola

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Capo Redattore