Andrea Vavassori: cosa mangia un tennista professionista?
Il tennista racconta cosa mangia prima di un match, la sua colazione preferita e perché siamo tutti dei Carota Boys
di Oriana Davini
Ultima Modifica: 31/07/2025
Cosa mangia un tennista prima di una partita importante? Qual è la sua colazione tipo? E qual è il comfort food con cui ogni tanto “sgarra”? Perché sì, anche i professionisti ogni tanto si concedono qualche eccezione.
Lo abbiamo chiesto ad Andrea Vavassori, uno che sul campo ha già detto molto: otto titoli ATP in doppio, due titoli Slam in doppio misto, due finali agli Australian Open, una finale al Roland Garros con Sara Errani e la storica vittoria in Coppa Davis 2024 con l’Italia. L’ultimo trofeo? L’ATP 500 di Washington, conquistato in coppia con Simone Bolelli.
Indice
L’alimentazione per uno sportivo
A intervistare Andrea Vavassori è qualcuno che lo conosce bene: il suo nutrizionista Giacomo Astrua, del team Noritura. Una figura professionale che ha aiutato Andrea a raggiungere diversi traguardi e che è entrata a far parte del team di Vavassori insieme a una consapevolezza: l’alimentazione è una parte fondamentale della performance del tennista.
“Volevo qualcuno che mi aiutasse nella gestione della parte alimentare – spiega il tennista -: non tanto per mangiare bene, perché sono sempre stato attento, ma per avere una completa conoscenza del mio corpo e di come aiutarlo a dare il meglio”.
Prima del match: cosa mangia un tennista professionista?
La risposta è “Dipende”. E non sempre da lui.
Nel tennis, niente è davvero prevedibile. Men che meno gli orari. “Scopriamo lo schedule delle partite solo il giorno prima”. Il che significa che l’alimentazione va pianificata e adattata con grande flessibilità: “Entrare in campo sapendo di aver fatto il pasto giusto mi dà molta tranquillità, così come l’integrazione di acqua e sali minerali”.
Il piatto che non manca mai? Il riso, mangiato un’ora o un’ora e mezza prima di scendere in campo.
Quando il programma è stabile, tutto fila liscio. “Alla finale del Roland Garros, per esempio, sapevamo che avremmo giocato come primo match, alle 12. Quindi fai colazione tra le 7.30 e le 8, vai in palestra alle 9, alle 10 ti scaldi, mangi un piatto di riso ed entri per la finale. Hai tutto programmato”.
Ma quando si gioca a seguire, dopo altri incontri, l’incertezza torna. “Magari pensi di entrare in campo alle 14, ti scaldi, sei pronto… e poi il match prima va al terzo set. In quei casi serve qualcosa in più: un altro piatto di riso, una barretta o della frutta, che ti fanno stare bene per 3-4 ore”.
E a volte succede anche di non giocare affatto. “Durante un doppio, stavamo per entrare in campo ma c’è stato un blackout al sistema di live score. Dovevamo scendere in campo alle 12 e alla fine ci hanno cancellato il match verso le 17.30-18. Intanto, continuavamo a passare dalla palestra al ristorante: avrò mangiato tre piatti di riso”.
Colazione tipo di un tennista: cosa mangia Vavassori al mattino
Tra i pasti della giornata, la colazione occupa un posto speciale nella routine di Andrea Vavassori. “È il mio preferito: cerco sempre di mangiare tanto perché mi alleno spesso la mattina ed è importante arrivare in campo con la giusta energia”, racconta.
La sua è una colazione completa e variegata, che unisce il gusto personale alle esigenze sportive. Alterna il dolce al salato, ma spesso preferisce mescolare: “Di solito inizio con yogurt greco e cereali, a cui aggiungo fette di pane: a volte con burro d’arachidi, altre con uova e bresaola. Oppure entrambe, mescolo dolce e salato. Mi piace cambiare, ma tengo sempre presente l’apporto energetico: i carboidrati non mancano mai”.
Insomma, niente è lasciato al caso: anche il primo pasto della giornata, apparentemente semplice, diventa una leva fondamentale per la prestazione. E a giudicare dai suoi risultati, funziona.
Pranzi, cene e vita da torneo
Fuori dai pasti gestiti direttamente dal torneo, i tennisti si arrangiano come possono, soprattutto durante gli Slam: “Nei tornei normali, tipo ATP o Masters 1000, siamo ospitati da un hotel del torneo. Facciamo colazione lì, pranziamo di solito al circolo e per la cena ci muoviamo nei ristoranti vicini. Negli Slam invece abbiamo una cifra pattuita con cui dobbiamo organizzarci l’alloggio. Io ho scelto un appartamento con il mio team, così ci gestiamo in autonomia: colazione fatta da noi, pranzi e cene li scegliamo sul momento, al circolo o fuori”.
Dietro le quinte dei tornei: come si mangia nei templi del tennis
Girare il mondo per oltre 130 match l’anno significa anche testare ogni tipo di cucina, ogni mensa e ogni circolo tennistico. E Vavassori ha le sue preferenze: “Io amo molto il cibo italiano e la mensa di Roma quest’anno è stata tra le migliori, forse al top”. La peggiore? “Posso dire che Wimbledon non è stata un granché”.
Comfort food con papà Vavassori
Anche un tennista professionista può concedersi qualche sgarro, soprattutto dopo una bella vittoria. Vavassori ne ha due, entrambi condivisi con il padre, che è anche il suo allenatore: “La pizza oppure hamburger e patatine. È il nostro pasto di celebrazione. Mio padre è un amante del fast food, ma se riusciamo, andiamo in posti buoni”.
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Sinner e il futuro del tennis italiano
Andrea Vavassori è un Carota Boy? La risposta è immediata e sicura:
“Siamo tutti Carota Boys! Dobbiamo essere grati per ciò che Jannik Sinner rappresenta. Ha una lucidità incredibile, sia in campo che fuori, anche dopo aver perso una finale Slam. Mi sbilancio nel dire che credo diventerà lo sportivo italiano più grande di sempre e sarà una figura importante per educare le nuove generazioni”.
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