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Birra da asporto: metà degli italiani la acquista nei locali vicino a casa

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 23/12/2020

Non solo amano la birra ma dimostrano il loro sostegno acquistandola anche da asporto nei punti vendita vicino a casa, soprattutto bar, locali e pizzerie: gli italiani non rinunciano al luppolo, anzi supportano le attività locali anche in un momento difficile come l’attuale emergenza sanitaria, che ha duramente colpito i consumi.

È quanto emerge dalla terza edizione del Centro Informazione Birra – CIB di Assobirra, che ogni anno fotografa i cambiamenti in atto nel settore birraio italiano in collaborazione con BVA Doxa.

Birra e lockdown

Inutile nasconderlo: la pandemia ha avuto un impatto senza precedenti sulle nostre abitudini di consumo in ogni ambito. La birra non fa eccezione, soprattutto per quanto riguarda il consumo fuori casa, crollato tra chiusure imposte e coprifuoco. Un dato su tutti arriva dal Centro Studi della Fipe, secondo il quale le perdite stimate per le imprese made in Italy del settore Ho.Re.Ca. potrebbero superare i 33 miliardi di euro a fine 2020.

Com’è cambiato l’acquisto di birra negli ultimi mesi?

Il supermercato rimane il luogo deputato all’acquisto della birra per il pasto nell’87% dei casi ma aumenta la percentuale di italiani che acquista birra in qualsiasi punto vendita vicino a casa (23%), dai piccoli negozi di quartiere (15%), dai bar di fiducia (11%) o da ristoranti diversi (10%).

Rimane costante al 10% invece l’acquisto online di birra tramite siti e-commerce delle principali catene di distribuzione e dei piccoli produttori.

La birra da asporto

birra

Il 52% degli italiani negli ultimi mesi ha acquistato birra da asporto: per nove persone su 10, dicono i dati dell’indagine, si tratta di un’azione concreta per supportare le realtà imprenditoriali locali, soprattutto le più piccole, duramente colpite dalle misure di contenimento del Covid (il 5% ha dovuto chiudere definitivamente l’attività, mentre il 53% si è organizzato per le consegne a domicilio).

Ancora una volta – commenta Andrea Bagnolini, direttore generale di Assobirra – si conferma indissolubile il legame tra la birra e gli italiani, che non solo non rinunciano a questa bevanda da pasto ormai diventata consuetudine sulle nostre tavole, ma sono disposti a fare ciò che è loro possibile, ad esempio acquistando birra e cibo da asporto, per dare il proprio sostegno alle realtà imprenditoriali del settore in più grave difficoltà. In vista del Natale poi, la ricerca indica che il 60% degli italiani considera importante regalare birra per le feste”.

Il ruolo della birra per rilanciare il territorio

Il 2020 peserà gravemente sulla filiera dell’agroalimentare e del turismo, settore strettamente collegato al consumo di birra. Basta pensare al mondo alberghiero e termale, che ha visto un drastico stop agli arrivi, così come fiere, congressi, eventi e convegni.

In questo contesto, la produzione birraria italiana (che nel 2019 ha generato quasi 10 miliardi di euro di ricchezza, dando lavoro a 144mila persone e incidendo sul Pil per lo 0,53%) potrebbe essere un’opportunità per far conoscere ai turisti italiani e stranieri le eccellenze del territorio e le più belle e storiche destinazioni d’Italia.

“In questi mesi abbiamo lavorato con forza per dialogare proattivamente con Governo, Istituzioni e Associazioni di categoria con l’obiettivo di salvaguardare le centinaia di imprese del settore birra che sono un valore inestimabile del tessuto imprenditoriale del nostro Paese – sottolinea Bagnolini -. In particolare, abbiamo chiesto misure concrete a supporto della filiera, quali una riduzione delle accise che gravano ingiustificatamente sulla birra e il riconoscimento di un credito d’imposta per i punti di consumo. Allo stesso tempo abbiamo fatto squadra con le Associazioni di categoria che rappresentano altri settori, alla birra collegati e come noi altrettanto colpiti dall’emergenza Covid-19. Siamo convinti che soltanto un’azione congiunta di sistema potrà consentire di non disperdere l’enorme patrimonio di questo settore”.

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L'Autore

giornalista