Caffè, quanto ci piace! Crescono le famiglie italiane che lo acquistano e aumenta la spesa media
L'indagine YouGov Shopper fotografa un mercato in salute. Boom di capsule e cialde, mentre l'espresso fuori casa resta un rito irrinunciabile
di Simone Pazzano
Ultima Modifica: 07/10/2025
Se c’è una certezza che attraversa generazioni e mode passeggere, è questa: gli italiani e il caffè sono un binomio inscindibile. E i numeri del 2025 lo confermano con una forza che sorprende persino gli analisti di settore. Altro che crisi dei consumi: quando si tratta della tazzina, le famiglie del Belpaese non fanno marcia indietro. Anzi, investono di più, comprano più spesso e si concedono anche qualche lusso in più tra capsule gourmet e blend d’autore.
L’ultima fotografia scattata da YouGov Shopper – su uno shopper panel di quasi 17.000 famiglie rappresentative – restituisce un quadro chiaro: il caffè non è solo una bevanda, è un pilastro culturale ed economico che resiste alle turbolenze del mercato e continua a macinare (è il caso di dirlo) numeri rilevanti.
Indice
Oltre 22,6 milioni di famiglie acquistano caffè
Il dato di partenza è un record: nel 2025 sono 22,6 milioni le famiglie italiane che hanno acquistato caffè, una crescita significativa rispetto ai quasi 22 milioni del 2024 e il valore più alto registrato nell’ultimo triennio. Per intenderci, stiamo parlando di una penetrazione dell’86% – un punto percentuale in più rispetto al 2024 – che significa che praticamente nove famiglie su dieci non possono fare a meno dell’oro nero nella loro dispensa.
Ma non è solo questione di quanti comprano: è anche quanto spesso lo fanno. La frequenza d’acquisto media è salita a 11,1 atti all’anno, contro i 10,7 dell’anno scorso. Un incremento che sembra piccolo sulla carta, ma che moltiplicato per oltre 22 milioni di nuclei familiari restituisce un volume d’affari considerevole.
Il vero salto, però, si vede nel portafoglio. La spesa media familiare per il caffè ha raggiunto gli 81,83 euro nel 2025, con un balzo del 17% rispetto ai 70,11 euro del 2024. Guardando al quadriennio, la progressione è ancora più evidente: si partiva da 59,50 euro nel 2021. Certo, una parte di questo aumento è legata all’inflazione e ai rincari delle materie prime, ma non solo: gli italiani stanno anche scegliendo prodotti di qualità superiore, capsule premium e formati più costosi.
Il rito generazionale: gli anziani battono i giovani (ma tutti bevono)
Chi ama di più il caffè? Senza dubbio le generazioni più mature. L’analisi per fasce d’età rivela che la penetrazione raggiunge il picco tra i 55 e i 64 anni (90%) e resta altissima tra gli over 65 (88,2%), ben sopra la media nazionale. Gli under 34, invece, mostrano una penetrazione del 76,1%: ancora significativa, ma evidentemente meno radicata.
Questo non significa che i giovani non amino il caffè – lo bevono eccome, soprattutto fuori casa – ma che le nuove generazioni lo acquistano meno frequentemente per consumarlo a domicilio, preferendo magari il bar sotto casa o le soluzioni “on-the-go” durante la giornata lavorativa. Un dato che invita produttori e distributori a riflettere su come intercettare meglio questo target, magari puntando su formati pronti da bere, sostenibilità e storytelling digitale.

Multicanalità vincente: il 57% delle famiglie compra su più fronti
Un altro elemento di vitalità del comparto è la diversificazione dei canali d’acquisto: ben il 57% delle famiglie italiane compra caffè utilizzando due o più canali. Supermercati, discount, negozi specializzati, e-commerce: l’offerta è ampia e i consumatori ne approfittano, cacciando le migliori offerte o cercando prodotti di nicchia che non trovano ovunque.
Questo comportamento multicanale è un segnale di maturità del mercato e anche di una crescente consapevolezza: il caffè non è più un acquisto di routine indifferenziato, ma una scelta ragionata, dove qualità, prezzo e disponibilità giocano un ruolo strategico.
La rivoluzione delle capsule (e delle cialde): il macinato regge, ma arretra
Il segmento che più di tutti sta vivendo una fase d’oro è quello delle capsule, ormai entrate in quasi una famiglia su due. La penetrazione ha raggiunto il 49,4%, con un acquisto medio di 4,11 kg a nucleo familiare. Anche le cialde mostrano una traiettoria positiva, arrivando al 15,3% di penetrazione e 2,63 kg di acquisto medio.
Di contro, il caffè macinato classico – pur restando il formato più diffuso con una penetrazione del 59,4% e 4,22 kg di acquisto medio – è in calo. Il sorpasso è ormai una questione di tempo, e probabilmente avverrà nei prossimi due anni se il trend continuerà. La spiegazione è semplice: le macchine per capsule sono ormai presenti in una casa su due, mentre quelle per cialde hanno conquistato il 26,4% delle famiglie italiane.
Comodità, rapidità, standardizzazione del risultato, pulizia: sono questi i fattori che stanno spostando sempre più consumatori verso i sistemi monodose. Ma c’è anche una componente estetica e aspirazionale: avere una macchina per capsule di design in cucina è diventato quasi un elemento d’arredo, e i brand lo sanno bene.
Fuori casa, il rito dell’espresso non tramonta
Se il consumo domestico si evolve, quello fuori casa resta una pietra miliare della cultura italiana. La penetrazione è salita all’82% (contro l’80,1% del 2024), con un consumo che si concentra soprattutto al mattino e dopo i pasti principali.
Le scelte? L’espresso domina incontrastato con il 63,5%, seguito a distanza dal cappuccino (41,5%) e dal caffè macchiato (33,4%). Ma gli italiani stanno anche sperimentando: tra i sostitutivi, il ginseng guida con il 12,8%, seguito da orzo (5,9%) e cappuccino alla soia (3,9%). Quest’ultimo dato, in particolare, testimonia una crescente attenzione verso opzioni plant-based e alternative salutistiche, un trend che i bar più avveduti stanno già intercettando con proposte ad hoc.
L’analisi dell’esperto: «Un rito quotidiano irrinunciabile»
A commentare i dati è Marco Pellizzoni, Commercial Director di YouGov Shopper: “Il caffè si conferma una categoria solida e dinamica, capace di mantenere una penetrazione elevata e al tempo stesso di rinnovarsi con formati innovativi come capsule e cialde. I dati testimoniano non solo la forza del mercato, ma anche la capacità del caffè di adattarsi a contesti e stili di vita diversi, mantenendo intatto il suo ruolo centrale nelle abitudini di consumo degli italiani quale rito quotidiano irrinunciabile in grado di accompagnarli in ogni momento della giornata“.
Una fotografia, insomma, che restituisce l’immagine di un comparto fondamentale per l’economia del nostro Paese. Perché il caffè, in Italia, non è solo una commodity: è identità, cultura, piacere condiviso. E finché la moka borbotterà sui fornelli e le macchine per espresso sibilaranno nei bar, questa storia d’amore continuerà.
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