Che fatica la “vita” da chef: in Italia arriva lo psicologo

E’ una delle professioni più faticose e a rischio esaurimento, così l’associazione “Ambasciatori del gusto” ha deciso di attivare dal 2020 un servizio di assistenza psicologica

di Vito de Ceglia

Ultima Modifica: 17/12/2019

“Se mi tolgono una stella, finisco dallo psicologo”. Bruno Barbieri, sette stelle Michelin nel curriculum (nessuno come lui in Italia), da anni giudice di MasterChef e alla guida di 4Hotel, programma televisivo in cui gli albergatori si sfidano su chi è il migliore, rispondeva così a chi gli chiedeva che cosa lo avrebbe fatto soffrire di più nella sua vita professionale. Parole che in apparenza potevano sembrare una boutade, evidentemente sono state prese sul serio dall’associazione italiana “Ambasciatori del gusto”, che qualche giorno fa ha annunciato di aver siglato con l’Ordine degli Psicologi del Lazio un protocollo d’intesa per dare attenzione ai livelli di stress che vivono chef, titolari e dipendenti del mondo dell’accoglienza e della ristorazione.

 

Servizio di consulenza

 

Che fatica fare lo chef: ritmi troppo veloci nelle brigate di cucina e nella preparazione dei piatti, turni notturni e festivi, pressione della critica e del singolo avventore sono tutti motivi che mettono sotto pressione i professionisti del cibo. Da qui la decisione dell’associazione di avviare nel 2020 un percorso di ricerca sui livelli di stress da lavoro nell’ambito della ristorazione e un servizio di assistenza dedicato per gli associati. Il gruppo di lavoro, costituito dagli psicologi aderenti all’Ordine e dagli Ambasciatori del Gusto di tutta Italia, realizzerà nello specifico uno studio analizzando i fattori che contribuiscono a creare stress all’interno dei diversi ambienti di lavoro del comparto e i conseguenti esiti, con l’obiettivo, nel medio-lungo termine, di fotografare le condizioni psichiche di lavoro alle quali i professionisti sono sottoposti.

 

“Patologia riconosciuta”

 

La ricerca permetterà la stesura di un documento d’informazione e di prevenzione per la categoria. “Lo stress da lavoro – commenta la presidente dell’associazione italiana Ambasciatori del gusto, Cristina Bowerman – è una patologia riconosciuta e un segnale d’allarme quanto mai attuale anche nel mondo della ristorazione di cui noi Ambasciatori siamo da sempre portavoce. Il nostro impegno – conclude la chef – è quello di poter restituire a tutta la categoria un panel di informazioni utili nella gestione quotidiana del lavoro, singolo e di brigata e uno strumento concreto anche per le nuove generazioni, sempre più esposte a questo tipo di pressioni”. In fondo, di recente, lo hanno dimostrato anche un gruppo di ricercatori della Harvard University e della Stanford University che il lavoro dello chef è ad alto livello di stress, prendendo in considerazione 10 fattori legati al posto di lavoro (inclusi gli orari, i turni, lo squilibrio famiglia-lavoro, l’assenza di un’assicurazione, gli ipotetici licenziamenti).

E i cuochi sono nella top ten dei mestieri più stressanti. Appena dopo chirurghi, poliziotti e giornalisti.

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L'Autore

giornalista Osservaitalia