Conosciamoli meglio: Alta Langa DOCG, lo spumante brut del Piemonte

Alla scoperta delle bollicine piemontesi, le prime a metodo classico prodotte in Italia: dove nascono, il consorzio di tutela, le particolarità della produzione, il territorio, e come degustarle al meglio

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 10/12/2018

L’Alta Langa Docg è lo spumante brut del Piemonte. Una denominazione dalla produzione contenuta, con una storia molto lunga: fu il primo metodo classico a essere prodotto in Italia, fin dalla metà dell’Ottocento, nelle “Cattedrali Sotterranee”, le cantine sotto le colline di Canelli e dintorni, così storiche e uniche da essere riconosciute Patrimonio dell’Umanità Unesco. Viene prodotto in tre province piemontesi, e gli ettari destinati alla sua produzione stanno aumentando negli anni. Per degustarlo è stato creato persino un calice di design disegnato da Giorgetto Giugiaro. Ma anche un flute di cristallo è perfetto per valorizzarne profumi, aromi e perlage.

Non esiste un Alta Langa DOCG non millesimato: ogni bottiglia è numerata e quasi tutte vengono vendute in Italia. Le uve vengono coltivate in vigne a oltre 250 metri sul livello del mare, nella zona collinare a destra del fiume Tanaro in ben 146 comuni.

Territorio

I vigneti collinari dove nasce lo spumante Alta Langa DOCG (credits photo: altalangadocg.com)
I vigneti collinari dove nasce lo spumante Alta Langa DOCG (credits photo: altalangadocg.com)

Questo vino spumante è tutelato oggi dal consorzio Alta Langa che conta 103 soci del Consorzio, 78 vigneron, 25 case spumantiere. La produzione dell’Alta Langa DOCG si estende per 280 ettari di vigneto, distribuiti in tre province: Cuneo (130 ettari), Asti (130) e anche Alessandria (20 ettari). La resa massima di uva per ettaro è di 11.000 Kg. I vigneti entro il 2021 gli ettari per produrre spumante Alta Langa DOCG aumenteranno fino a diventare 350 pezzi. Dalla vendemmia 2018 sono stati prodotti 1.500.000 kg di uva e 1.300.000 di bottiglie. Il mercato di questo antico spumante piemontese è soprattutto interno. Il 95% infatti viene commercializzato in Italia e una piccola fetta (5%) negli Stati Uniti.

Il territorio di produzione (credits Consorzio Alta Langa DOCG)
Il territorio di produzione (credits Consorzio Alta Langa DOCG)

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I terreni su cui coltivare i vitigni di Pinot Nero e Chardonnay da cui produrre lo spumante piemontese devono avere delle caratteristiche particolari e proprio la loro posizione e le peculiarità del terreno rendono il vino così speciale.  Devono essere marnosi, calcareo-argillosi, con una fertilità moderata, solamente in collina, (altezza minima  di 250 metri s.l.m). Il Disciplinare prevede che ogni vigneto sia composto da almeno 4.000 ceppi ad ettaro.

Com’è fatto

spumante piemontese

L’Alta Langa DOCG è fatto di uve Pinot Nero e Chardonnay, in purezza o insieme in percentuale variabile; può essere bianco o rosé, brut o pas dosé e ha lunghissimi tempi di affinamento sui lieviti, come prevede il severo disciplinare: almeno 30 mesi.
Questo spumante è esclusivamente millesimato, riporta cioè sempre in etichetta l’anno della vendemmia. Le operazioni di vinificazione, imbottigliamento, elaborazione ed invecchiamento di questi vini devono essere effettuate tutte nel territorio della Regione Piemonte.

Concluso il periodo di affinamento minimo di 30 mesi, va eliminato il deposito dalla bottiglia per ottenere il vino limpido. Questo si ottiene con le operazioni di “remuage” e “degorgement”.

Nel remuage, le bottiglie vengono posizionate su speciali cavalletti di legno (pupitres) forati in modo tale che le bottiglie possano essere inclinate con diverse angolazioni. La posizione iniziale è orizzontale, poi le bottiglie vengono ruotate ogni giorno a mano  di un ottavo o di un quarto di giro, aumentandone gradualmente l’inclinazione, fino a portarle in posizione quasi verticale. Così il sedimento scivola lungo le pareti della bottiglia e si deposita sul tappo.

Il “remuage” dura 1-2 mesi, dopo di che le bottiglie vengono tolte e tenute capovolte, fino al momento del “degorgement”: oggi questa operazione, in passato molto delicata, viene svolta con il sistema “à la glace”. Si immerge il collo della bottiglia per 3-4 centimetri in una soluzione refrigerante a 25-30° sotto zero, una parte del vino congela e forma una specie di tappo che ingloba il sedimento da eliminare. A questo punto, la bottiglia viene rimessa in piedi senza il rischio che il sedimento possa ricadere all’interno del vino. Infine, a mano o con l’aiuto di macchine, il tappo corone viene tolto  e la pressione interna “espelle” il tappo di ghiaccio con incorporato il sedimento.

Le bottiglie vengono chiuse con tappo di sughero e confezionate. Adesso lo spumante è davvero pronto.

Degustazione

Nel bicchiere si presenta con sfumature da giallo paglierino a oro intenso e aromi che ricordano la frutta bianca e gli agrumi con sentori di crosta di pane. Al palato è armonico, caratterizzato da una delicata sapidità. L’Alta Langa rosé ha un colore rosa cipria o più marcato quando è giovane, l’intensità aromatica tipica del Pinot Nero, con profumi che spaziano dal pomplemo alle spezie, un gusto fruttato, equilibrato, ampio e lungo.

 

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L'Autore

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