Covid 19: cinque regioni in zona arancione fino a venerdì 15 gennaio

Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Calabria e Sicilia (25 milioni di abitanti) resteranno “arancioni” almeno fino a venerdì 15 gennaio. I Bar e ristoranti resteranno chiusi tutto il giorno

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 10/01/2021

Dalla mezzanotte di oggi, domenica, entra in vigore una nuova ordinanza, firmata dal Ministro della Salute Roberto Speranza.

Da domani, lunedì 11 gennaio, dopo il passato weekend che è stato “arancione” per tutti, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Calabria e Sicilia (25 milioni di abitanti in tuttoresteranno “arancioni” almeno fino a venerdì 15 gennaio, quando scadrà il Dpcm in vigore e il governo dovrà farne un altro.

Le limitazione alle libertà nelle zone arancioni riguarda gli spostamenti

Ci si può muovere soltanto per lavoro, salute, emergenze e per ragioni di studio, il che vuol dire che è possibile anche accompagnare i figli a scuola.

È vietato spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, tranne «comprovate esigenze». Bisogna avere con sé il modulo per l’autocertificazione, oppure compilarlo con le generalità e il motivo dello spostamento al momento del controllo.

Il transito sui territori «è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni». Il rientro a casa è sempre consentito.

Saranno comunque consentiti, negli stessi giorni, gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Il coprifuoco è sempre in vigore e l’orario non cambia: bisogna stare a casa dalle 22 alle 5.

Nelle regioni arancioni i ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, sono aperti esclusivamente per la vendita da asporto dalle 5 del mattino alle dieci di sera e per la consegna a domicilio

I Bar e ristoranti resteranno chiusi tutto il giorno (consentiti l’asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio sena limiti di orario).

Tutti i negozi al dettaglio sono aperti, mentre i centri commerciali sono chiusi nei giorni festivi e prefestivi. Nelle regioni arancioni i ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, sono aperti esclusivamente per la vendita da asporto dalle 5 del mattino alle dieci di sera e per la consegna a domicilio, consentita senza limiti di orario, ma che «deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti».

Non è possibile consumare cibo e bibite davanti al locale.

Si può sempre fare attività motoria e sportiva, purché all’interno del proprio comune e all’aperto. Palestre, piscine e centri sportivi sono chiusi.

I ristoranti degli alberghi sono aperti per i soli clienti che vi alloggiano

Se negli alberghi manca il servizio di ristorazione «il cliente potrà avvalersi di una ristorazione mediante asporto o consegna» nella propria camera.

Prossimamente una stretta sui parametri della zona rossa: scatterà con 250 contagi ogni 100 mila abitanti

Le Regioni sopra i 200 in allerta

Fino agli ultimi dati sono almeno cinque le regioni a rischio per un tasso di incidenza superiore ai 200 casi. In testa l’Emilia Romagna, con 242,44 positivi su 100 mila abitanti. Seguono la provincia di Bolzano (231,36), il Friuli Venezia Giulia (205,39) e le Marche (201).

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