Dal congresso di Montecatini nasce una Slow Food tutta nuova

Al presidente uscente Gaetano Pascale subentra un comitato esecutivo formato da 7 componenti

di Redazione

Ultima Modifica: 11/07/2018

L’ultimo Congresso nazionale ha fatto emergere una Slow Food tutta nuova. La novità principale di questo IX Congresso nazionale, che ha riunito in Toscana – a Montecatini Terme – 650 delegati, la possiamo cogliere, oltre che nella nuova dirigenza, nelle parole del fondatore Carlin Petrini che ha lanciato nuove sfide: università diffusa per mettere a disposizione di tutte le conoscenze sul cibo e nuova socialità per far rivivere i borghi d’Italia.

Carlin Petrin: da Arci Gola, poi Slow Food e siamo un movimento mondiale

«Vivo questo Congresso di Slow Food Italia con molta attenzione, speranza e grande fiducia. La nostra storia -ha affermato Petrini- ci dà un’indicazione chiara: Slow Food è un movimento che nel tempo ha saputo evolversi, adattarsi in maniera costante. Non deve farci paura la trasformazione nell’organizzazione e negli ideali, perché abbiamo già vissuto momenti come questo nella nostra storia e ci sono costati anche qualche perdita. Da quel piccolo gruppo che si raccoglieva prima intorno ad Arci Gola e poi a Slow Food, e sviluppava le prime riflessioni di tipo gastronomico, siamo riusciti a diventare un movimento mondiale in grado di dialogare con la politica. Oggi siamo una rete presente in 160 Paesi nel mondo”.

Al Salone del Gusto il lancio dell’università diffusa

Al prossimo Terra Madre Salone del Gusto – a Torino, dal 20 al 24 settembre – Slow Food lancerà un’altra sfida: l’università diffusa. “Vuol dire -ha precisato Petrini- che non esiste alcuna primogenitura tra saperi accademici e tradizionali, ma ci deve essere dialogo. Noi realizzeremo dei luoghi, anche virtuali, in cui si trasmette sapere tradizionale nelle sedi di tipo universitario: un casaro, un produttore biologico, se si mette a disposizione, diventa docente”.

Nasce un nuovo Comitato esecutivo formato da 7 membri

Nell’ultima giornata del congresso c’è stato il passaggio di consegne alla guida di Slow Food: al presidente uscente Gaetano Pascale è subentrato un comitato esecutivo formato da 7 componenti.

Massimo Bernacchini, toscano con diversi anni di esperienza nei progetti di Slow Food a livello territoriale e regionale con grande sensibilità per il mondo della produzione in aree sensibili come le Isole; Giorgia Canali, classe 1986, vive a Cesena dove lavora come giornalista. Nel 2010 viene eletta fiduciaria, contribuendo alla nascita della Rete giovani di Slow Food in Italia; Antonio Cherchi, sassarese, 63 anni, commercialista, vive e lavora a Modena. Dal 2010 al 2014 è stato presidente di Slow Food Emilia-Romagna; dal 2015 ha ricoperto l’incarico di Tesoriere e consigliere nazionale; Silvia De Paulis, agronoma, dal ’98 al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Dal 2009, dopo il terremoto che ha sconvolto L’Aquila, ha contribuito alla realizzazione prima del progetto 10 orti per 10 tendopoli e poi del Mercato Contadino; Giuseppe Orefice, tecnologo alimentare, ha 42 anni e dal 2014 è formatore nell’ambito del progetto Orto in Condotta e docente Master of Food; è il presidente uscente di Slow Food Campania e Basilicata; Gaia Salvatori, classe 1989, componente della rete giovane di Slow Food Roma. Laurea in Comunicazione nel 2012 e specialistica in Marketing. In Cile lavora con Slow Food allo sviluppo dei Mercati della Terra, mentre oggi in Perú segue un progetto di conservazione produttiva della foresta amazzonica. Francesco Sottile, agronomo, insegna Biodiversità e qualità delle colture agrarie all’Università di Palermo. In Slow Food ha cominciato vent’anni fa dal mondo dei Presìdi siciliani allargando sempre più la propria collaborazione sul piano tecnico e associativo anche all’estero.

Il prossimo Congresso Internazionale nel 2020

Sarà questo nuovo Comitato esecutivo a guidare l’associazione nel segno del cibo buono, pulito, giusto verso il prossimo Congresso Internazionale del 2020.

Le parole d’ordine della nuova fase storica di Slow Food. “Stiamo vivendo una fase storica della nostra Associazione che segnerà la strada per un futuro straordinario, in Italia come nel mondo. -ha detto il presidente uscente Gaetano Pascale- La dichiarazione di Chengdu, l’esperienza vissuta durante il Congresso Internazionale in Cina con le mozioni approvate a sostegno della nostra nuova via, rappresentano una linfa vitale che ha rinnovato molti entusiasmi nei territori in cui Slow Food è presente e dove la sua attività è stata al centro di iniziative importanti. Da quel momento, in tutte le nostre condotte, in tutti i consessi regionali, all’interno del nostro Consiglio nazionale, le parole rinnovamento, inclusività, apertura, ascolto, sorriso, disponibilità, hanno acquisito nuova forza nei dialoghi e nei confronti che dovrà continuare”.

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