Dolci di Carnevale fritti in Italia e la ricetta delle chiacchiere

I dolci di Carnevale fritti in Italia e la ricetta delle chiacchiere

Le origini, la storia e le ricette dei dolci fritti di Carnevale in Italia, per portare in tavola il sapore della festa più trasgressiva dell'anno

di Informacibo

Ultima Modifica: 21/01/2026

I dolci di Carnevale in Italia hanno una regola non scritta ma condivisa da nord a sud: devono essere fritti, abbondanti e zuccherati. È il tempo della sospensione delle regole, delle maschere e dell’eccesso, anche a tavola. Dalle fritole veneziane alle chiacchiere, dai krapfen alle castagnole, il Carnevale italiano si racconta attraverso un patrimonio di dolci fritti che cambia nome, forma e ingredienti a seconda delle regioni, ma conserva ovunque lo stesso significato simbolico.

Origini del Carnevale

Il Carnevale affonda le sue radici nelle feste pagane dell’antichità, in particolare nei Saturnali romani, durante i quali l’ordine sociale veniva temporaneamente rovesciato e ci si concedeva libertà altrimenti negate. Mascheramento, eccesso e abbondanza sono elementi caratteristici di questa festa che hanno attraversato i secoli fino a noi.

Nel Medioevo, il Carnevale assume una collocazione precisa nel calendario cristiano: il periodo che precede la Quaresima, un momento di digiuno e astinenza fino a Pasqua. Il termine Carnevale deriva dal latino carnem levare, ovvero “togliere la carne”, e indicava il banchetto finale prima dell’inizio delle restrizioni. Non a caso, in questo periodo si concentrano preparazioni ricche, fritte e zuccherate, pensate per consumare grassi e scorte prima del periodo penitenziale.

I dolci di Carnevale fritti in Italia

In Italia il Carnevale si esprime soprattutto attraverso i dolci fritti, diversi da regione a regione ma uniti dalla stessa idea di festa. Cambiano i nomi, gli impasti e le farciture, ma la tecnica resta quella della frittura, simbolo di abbondanza e trasgressione.

Tortelli e fritole di Carnevale

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Le fritole veneziane

Diffusi in Lombardia, i tortelli di Carnevale sono palline di pasta lievitata, fritte e cosparse di zucchero. Possono essere semplici o farciti con crema pasticcera, marmellata o cioccolato. Spostandoci in Veneto, troviamo la regina del Carnevale veneziano: la Fritola. Già nel ‘700 era considerata “Dolce Nazionale dello Stato Veneto”, preparata dai fritoleri con uvetta e pinoli.

I krapfen

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In Alto Adige, durante il Carnevale, compaiono i krapfen, dolci fritti lievitati ripieni di marmellata o crema. Di origine mitteleuropea, sono oggi diffusi anche oltre il periodo carnevalesco, ma restano legati all’inverno e alle festività.

Le castagnole

Tipiche di molte regioni del Centro Italia, le castagnole sono piccole sfere di pasta fritta che ricordano nella forma le castagne, da cui prendono il nome. La loro particolarità? L’uso del liquore (spesso anice o maraschino) nell’impasto per favorire la friabilità.

Zeppole

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Le zeppole di San Giuseppe

Le zeppole sono tra i dolci fritti più amati del Sud Italia, soprattutto in Campania e Puglia. Questi soffici cerchi di pasta lievitata, fritti e ricoperti di zucchero, possono essere serviti semplici o farciti con crema pasticcera e amarene. Una variante molto apprezzata è quella delle zeppole di San Giuseppe, preparate soprattutto per la Festa del papà.

Frittelle di riso

Specialità toscana, le frittelle di riso si preparano con riso cotto nel latte, aromatizzato con scorza di agrumi e liquori, quindi fritto fino a ottenere una crosticina croccante. Sono legate sia al Carnevale sia alla festa di San Giuseppe.

Le sfrappole

In Emilia-Romagna le chiacchiere prendono il nome di sfrappole. La presenza di liquore nell’impasto e una friabilità marcata le distinguono dalle versioni di altre regioni. Anche in questo caso, lo zucchero a velo è immancabile.

Ravioli dolci fritti

Diffusi in molte regioni italiane, i ravioli dolci fritti sono scrigni di pasta ripieni di marmellata, crema pasticcera o ricotta e cioccolato. Una volta fritti, vengono spesso spolverizzati con zucchero a velo.

Cicerchiata

Tipica di Abruzzo e Marche, la cicerchiata è composta da piccole palline di pasta fritta legate da miele caldo e decorate con zuccherini colorati. La forma ricorda una corona o una piramide e, come la pignolata, è pensata per essere condivisa con più persone.

Chiacchiere, bugie o frappe: come chiamarle?

chiacchiere ricetta

Le chiacchiere sono probabilmente il dolce fritto più diffuso in Italia. Cambiano nome a seconda della regione:

  • In Piemonte e Liguria le chiamano Bugie.
  • In Toscana sono i Cenci.
  • Nel Lazio e in Umbria diventano Frappe.
  • In Veneto prendono il nome di Galani o Crostoli.

Nonostante il nome cambi, l’obiettivo è lo stesso: ottenere una bolla croccante che si scioglie in bocca.

La ricetta delle chiacchiere

Chiacchiere di Carnevale

Che Carnevale è senza le chiacchiere? Ecco una ricetta per farle a casa in pochi passaggi. 

Piatto Dessert
Cucina Italiana
Preparazione 30 minuti
Cottura 30 minuti
Riposo 30 minuti
Tempo totale 1 ora 30 minuti
Porzioni 8 persone

Ingredienti

  • 500 g di farina 00 media Ideale W 170–220
  • 3 uova
  • 1 pizzico di sale
  • 60 gr burro morbido
  • 70 g zucchero semolato
  • 30 ml grappa o liquore all'anice
  • 1 limone (scorza grattugiata)
  • zucchero a velo per decorare
  • olio di semi di arachide per friggere

Istruzioni

  1. Su una spianatoia, crea la classica fontana con la farina.

  2. Al centro inserisci uova, zucchero, burro, liquore e la scorza di limone. Lavora fino a ottenere un panetto liscio ed elastico.

  3. Avvolgi l'impasto nella pellicola e lascialo riposare per almeno 30 minuti a temperatura ambiente. Questo passaggio è cruciale per "rilassare" il glutine.

  4. Stendi l'impasto molto sottilmente (circa 2 mm) con il mattarello o con la macchina per la pasta. Più la sfoglia sarà sottile, più le chiacchiere saranno friabili.

  5. Con una rotella dentellata, ricava dei rettangoli e pratica uno o due tagli centrali.

  6. Immergi poche chiacchiere alla volta in olio a 175°C. Basteranno pochi secondi per lato finché non saranno dorate.

  7. Scola su carta assorbente e, una volta fredde, spolverizza abbondantemente con zucchero a velo.

 

I carnevali più famosi d’Italia e i loro dolci

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Ogni Carnevale italiano ha una propria identità, fatta di maschere, riti e dolci tradizionali. A Putignano va in scena, dal 1394, uno dei Carnevali più antichi d’Europa, a Ivrea la celebre Battaglia delle Arance ricorda la rivolta popolare contro la tirannia, mentre a Viareggio i carri allegorici sono veri capolavori di ingegneria e satira politica.

Infine, una curiosità: il Carnevale Ambrosiano a Milano segue il rito della Chiesa di Sant’Ambrogio e termina il sabato successivo al Martedì Grasso, prolungando la festa (e le fritture) di altri quattro giorni.



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