E io brindo al nostro prosecco, il "petrolio d'Italia" di Gianluca Bisol - InformaCibo

E io brindo al nostro prosecco, il “petrolio d’Italia” di Gianluca Bisol

di Informacibo

Ultima Modifica: 08/04/2014

Il Prosecco piace. Sempre di più.
Nel 2013 sono state distribuite nel mondo 312 milioni di bottiglie.

Quelle di Champagne e spumante, di cui sono profondo estimatore, sono state 304 milioni. immaginatevi una piramide della qualità del Prosecco: una meraviglia del mondo tutta italiana, dove la Doc (Veneto e Friuli) rappresenta la base e salendo si trovano la Docg Valdobbiadene Conegliano e Asolo, e (in cima) il ripido cru Cartizze, quotato oltre 2 milioni di euro a ettaro, il vigneto da bollicine più caro al mondo! Il mio ingresso nel mondo del Prosecco risale a quasi 30 anni fa. All’epoca era un universo produttivo totalmente orientato al prodotto e poco consapevole delle sue grandi potenzialità. Contro il parere di tutti ero sicuro che il successo planetario prima o poi sarebbe arrivato, decisamente convinto che non fosse una tendenza di moda.

Per andare distante, serve guardare lontano. La mia famiglia è antica, dal 1542 siamo viticoltori del Cartizze: quindi le basi sono belle solide, l’ideale per puntare in alto e costruire qualcosa di davvero nuovo, per diffondere la nostra cultura del vino basata su entusiasmo, innovazione e amore per Valdobbiadene. Avete presente il Cartizze? Vigneti eccezionalmente scoscesi, dove si lavora solo a mano e dove la viticoltura è veramente eroica e vertiginosa.

Grazie a mio padre Antonio ho ereditato nel Dna abbondante passione per le salite e, in generale, per le sfide. Con l’aiuto di mio fratello Desiderio, direttore tecnico, e con una bellissima squadra di collaboratori abbiamo fatto comprendere il valore aggiunto del nostro Prosecco, centro di un universo di atmosfere “way of life” fatto di stile e di buongusto. In particolare, Desiderio ha portato avanti importanti ricerche in vigna e in cantina, con un’attenzione estrema alla gestione agronomica più sostenibile e alla tutela della biodiversità. Ogni anno nei nostri vigneti ritroviamo nuove specie botaniche e notiamo lo sviluppo di insetti e piccoli organismi utili all’equilibrio della vite e dell’ambiente in cui vive: per esempio, sapevate che sotto il primo metro di ogni ettaro di vigneto vive una massa di preziosi microorganismi pari alla dimensione di 35 pecore? Rispettando l’ambiente rispettiamo i nostri figli e il consumatore, e garantiamo al nostro vino la massima eleganza, genuinità e longevità.
Lavorando bene, tutti insieme e con passione, può solo andare meglio: la potenziale richiesta di Prosecco supererà il miliardo di bottiglie entro 20 anni, tanti posti di lavoro indissolubilmente legati al territorio.

La forza del Prosecco risiede nella sua capacità di farsi conoscere non come status symbol, ma come lifestyle symbol: infatti il nostro Prosecco è fine, moderno, versatile, sostenibile (anche nel prezzo) e rappresenta un nuovo stile di vita. Il settore enogastronomico sta rappresentando al meglio il nostro Paese e la nostra cultura nel mondo, sono certo che le istituzioni sapranno aiutarci a valorizzarlo e diffonderlo nel modo giusto.
È bello sapere che il Prosecco superiore è uno dei più amati ambasciatori dello stile italiano nel mondo.
Brindo al nostro petrolio: il made in ltaly. Cin cin.

(da Panorama 9 aprile 2014)

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