Forum Unesco all’Auditorium Paganini di Parma il 12 e 13 settembre

Intervista di informacibo all'assessore al Turismo e al progetto Unesco del Comune di Parma, Cristiano Casa

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 18/07/2019

C’era una volta il 26 febbraio 2019, quando una lettera firmata da Vincenzo de Luca, direttore generale per la Promozione del sistema Paese, del dicastero degli Affari Esteri, mette lo stop alla sede di Parma per lo svolgimento del Forum dell’Unesco sulla cultura del food e delle industrie culturali creative”.

Eppure tutto era pronto, già fissato anche luogo e data, presso l’Auditorium Paganini per il 21-22 Marzo 2019, pronta anche la cena di gala da Alma, la scuola internazionale di cucina italiana, ma la doccia fredda del governo sembra faccia saltare tutto.

Da Parma si alza subito una levata di scudi, “Parma non si tocca!”

La voce più alta arriva dall’assessore al turismo con delega al progetto Unesco del Comune di Parma, Cristiano Casa che sulla sua pagina di Facebook scrive: “Il governo vuole fare saltare il Forum Unesco già programmato a Parma? Una vicenda imbarazzante con figuraccia a livello internazionale da parte del governo italiano. Insieme alla regione Emilia Romagna avevamo già organizzato la parte di “accomodation” delle varie delegazioni, come da accordi presi durante la ripartizione dei ruoli nei due incontri effettuati alla Farnesina in preparazione del Forum”.

Dallo scorso febbraio tutta Parma si mobilita con dichiarazioni, lettere al governo e a dar man forte a queste “pressioni” arriva anche le dichiarazioni pubbliche del ministro alle politiche agricole e del turismo, Gian Marco Centinaio e Maria Edera Spadoni, Vice Presidente della Camera dei deputati e parlamentare del Movimento 5 Stelle.

E finalmente lo scorso 6 marzo la Farnesina confermava: il ministero degli Esteri, d’intesa con il ministero per i Beni culturali e con il ministero delle Politiche agricole, “all’esito degli ultimi contatti conferma che il IV Forum Unesco si terrà nella città di Parma. Data e titolo preciso dell’evento sono in via di definizione con l’Unesco”.

Così il sindaco di Parma Federico Pizzarotti può agevolmente affermare: «Il caso può dirsi chiuso. Essere uniti è la cosa che a Parma e ai parmigiani riesce meglio. Ora sotto col lavoro per l’organizzazione del Forum, vogliamo ottenere un grande risultato». 

Il Forum a Parma il 12 e 13 settembre 2019

Nei giorni scorsi Informacibo ha pubblicato anche la data: il Forum si terrà a settembre, giovedì 12 e venerdì 13 con le prime dichiarazioni che ci hanno rilasciato il ministro Centinaio e la Vice Presidente della Camera Spadoni.

A questo punto era d’obbligo da parte nostra rivolgerci a chi è stato l’artefice della costruzione della prima fase del Forum mondiale Unesco sulla cultura e la nutrizione a Parma, l’assessore al Comune di Parma, Cristiano Casa.

È soddisfatto del dietrofront del governo e della definitiva conferma della sede del Forum a Parma, prima città creativa italiana della gastronomia Unesco dal 2015?

“Sono ovviamente contento prima di tutto per la nostra città, per il nostro territorio e per il sistema Parma. Più di un anno fa avevamo avanzato la nostra disponibilità ad ospitare il Forum insieme all’allora Rappresentante Permanente presso Unesco Vincenza Lomonaco, ora alla Fao, consapevoli che il sistema Parma avrebbe potuto portare un importante contributo sul tema. Ci siamo stupiti della volontà del Governo di cambiarne la sede quando ormai l’organizzazione era già ad uno stadio avanzato e ancora una volta il sistema Parma ha saputo fare squadra per riportarlo nella nostra città. Ci fa piacere che alla fine il Governo sia tornato alla decisione iniziale”. 

Scelta la sede del forum e risolti gli aspetti organizzativi?

“La sede è l’Audutorium Paganini. Abbiamo fatto diversi incontri a Roma per l’organizzazione del Forum e siamo arrivati ormai alla definizione del negoziato per la sottoscrizione del memorandum of understanding con Unesco. Con i vari rappresentanti dei ministeri ci siamo divisi gli aspetti organizzativi e noi, come Comune di Parma, insieme alla Regione Emilia Romagna, ci occuperemo della parte di accoglienza dei vari delegati ospiti”. 

Quale sarà  il tema specifico del Forum?

Il tema principale sarà la cultura e l’alimentazione, analizzando le innovazioni in chiave di sviluppo sostenibile pensando quindi alle questioni del cibo declinate in funzione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”. 

Quale specifico contributo porterà alla discussione con i partner di tutto il mondo  la città di Parma?

Uno dei panel riguarderà lo sviluppo socio-economico e culturale dei territori con riferimento all’esempio del network delle città creative della gastronomia Unesco. Nell’ambito di questo network, di cui Parma è coordinatrice, abbiamo deciso di dare vita ad un progetto su tutte le 26 città che ha l’obiettivo di sensibilizzare le nostre comunità al tema della lotta allo spreco di cibo. Da Parma a Tucson, da Chengdu a Florianopolis, da Macao a Bergen, si parlerà di food waste grazie a questo progetto. Durante il panel abbiamo proposto di presentare questo progetto, oltre a dare spazio ad altri casi interessanti di città creative della gastronomia Unesco impegnate in progetti virtuosi sul tema dello sviluppo sostenibile legato al cibo”.

Quali “pratiche” di sostenibilità alimentari la città di Parma proporrà alle altre città? Efsa, Alma, le altre realtà e istituzioni di Parma avranno un ruolo nel Forum?

Abbiamo presentato diverse proposte di relatori e, tra questi, anche Efsa ed Alma, oltre alla Fondazione Barilla, all’Università degli Studi di Parma con il grande progetto della Scuola di Studi Superiori in Alimenti e Nutrizione, al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano riserva Mab Unesco”. 

Bisogna “imparare” dai due Consorzi, Prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano, che sono riusciti ad esaltare il turismo gastronomico attraverso la costruzione del “mito” dei loro due prodotti d’eccellenza”, questa la dichiarazione di una esperta di turismo, Maura Rossi, alla Gazzetta di Parma, nei giorni scorsi. E’ d’accordo con questo giudizio e quale contributo ha dato il suo assessorato al tema del turismo enogastronimico?

Il Comune di Parma ha dato vita sin dal 2013 ad un piano di sviluppo turistico fondato sul tema dell’agroalimentare e dell’enogastronomia. Da qui è nato il club di prodotto Parma City of Gastronomy che oggi raggruppa circa 250 operatori (strutture ricettive, produttori, ristoranti, gastronomie, ecc) che fanno turismo nella nostra provincia, è arrivato il riconoscimento Unesco di città creativa della gastronomia. Oggi è attiva la cabina di regia che mette insieme tutte le filiere di Parma oltre agli altri attori pubblici e privati con la visione condivisa di far riconoscere la nostra terra nel mondo come la Food Valley. Da qui nascono gli eventi Cibus Off e Settembre Gastronomico con il momento di punta rappresentato dalla Cena dei Mille. Grazie a tutto questo oggi Parma inizia ad essere una destinazione turistica riconosciuta grazie ad una strategia ben definita e i risultati in termine di presenze turistiche ne sono la conferma con un continuo incremento ogni anno”.

Ora tutti al lavoro per un settembre pieno di iniziative per Parma che nel 2020 sarà anche capitale italiana della cultura. Parma è sul podio più alto nella graduatoria dei territori più attenti alla sostenibilità alimentare in questa Food valley emiliano-romagnola. Grazie al lavoro di squadra di tutto un territorio e al sapere di un mondo del lavoro attento a privilegiare una cultura artigiana che trasforma in vera eccellenza i prodotti simbolo del Made in Parma agroalimentare.

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