I vegetali non sono più una moda: come sta cambiando la dieta degli italiani

I vegetali non sono più una moda: come sta cambiando la dieta degli italiani

Dal boom dei flexitariani agli under 30 che consumano più verdure della media: oggi il vegetale è entrato stabilmente nelle abitudini quotidiane degli italiani.

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 20/05/2026

Nella dispensa degli italiani convivono sempre più insalate in busta, ceci in scatola, minestroni surgelati, piatti pronti a base vegetale, frutta e verdura fresche. Non è una rivoluzione vegana e nemmeno una dieta fatta di rinunce ma un cambiamento silenzioso e concreto in atto ormai da qualche anno, che riguarda il modo in cui milioni di persone mangiano ogni giorno.

A dirlo sono i numeri. Secondo una ricerca realizzata da REM-Lab, il Centro di Ricerche su Retailing e Trade Marketing dell’Università Cattolica di Milano a per Bonduelle, il 66,9% degli italiani consuma vegetali abitualmente, tutti i giorni o più volte a settimana, mentre tra gli under 30 la percentuale sale al 73,1%

Il dato più interessante, però, è forse un altro: i vegetali non vengono più percepiti come una moda del momento ma come un’abitudine di consumo ormai entrata stabilmente nelle abitudini degli italiani.

Il vegetale cresce più della media della GDO

Il fenomeno si riflette anche nei consumi. Secondo i dati di REM-Lab, infatti, a fronte di una crescita media dell’1,8% dei prodotti venduti nella GDO, il comparto vegetale registra un aumento del 5% nei volumi. Un segnale che racconta un cambiamento ormai strutturale nelle abitudini alimentari, a conferma del fatto che il mondo dei vegetali sta crescendo più rapidamente della media della grande distribuzione.

Il cambiamento non riguarda solo chi segue un’alimentazione vegetariana o vegana. Sempre più italiani stanno semplicemente cercando di mangiare più vegetale, inserendo con maggiore frequenza verdure, legumi e prodotti plant-rich nella dieta quotidiana.

Gli under 30 trainano il cambiamento

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Sono soprattutto i più giovani a guidare questa trasformazione. Tra gli under 30, oltre sette persone su dieci consumano vegetali abitualmente.

Ma il punto interessante è il modo in cui vengono percepiti questi alimenti. Se fino a pochi anni fa il vegetale veniva associato soprattutto all’idea di sacrificio o dieta restrittiva, oggi entrano in gioco motivazioni molto più ampie: benessere, certo, ma anche gusto, praticità, sostenibilità e convenienza economica.

La ricerca mostra infatti che i consumatori attribuiscono ai vegetali un alto valore in termini di salute (8,4 su 10), versatilità in cucina (7,9), leggerezza e digeribilità (7,9) e sostenibilità ambientale (7,6).

Un cambiamento culturale che racconta bene come il cibo vegetale sia uscito dalla nicchia salutista per entrare nella normalità della spesa quotidiana.

L’Italia dei flexitariani

A crescere non sono soltanto vegetariani e vegani, ma soprattutto i flexitariani: persone che seguono un’alimentazione prevalentemente vegetale senza eliminare del tutto carne e pesce.

Secondo la ricerca REM Lab, il 69% degli italiani si definisce flexitariano e il 12% afferma di esserlo in modo continuativo.

Le motivazioni principali riguardano la salute, indicata dal 42% degli intervistati, seguita dalla volontà di diversificare l’alimentazione, dall’attenzione alla sostenibilità ambientale e, in parte, anche da ragioni economiche.

Un altro dato interessante riguarda il modo in cui vengono consumati i vegetali. Sempre più persone combinano prodotti freschi, conserve e surgelati nella stessa settimana, scegliendo di volta in volta la soluzione più pratica. Oltre la metà dei consumatori utilizza abitualmente più tecnologie insieme: piatti pronti, prodotti ambient e surgelati convivono nello stesso carrello della spesa.

È probabilmente questa la fotografia più attuale dell’alimentazione italiana: non una rinuncia totale ai prodotti animali, ma un riequilibrio del piatto, dove i vegetali assumono un ruolo sempre più centrale.

Longevità e vegetali

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Romina Inès Cervigni, responsabile scientifica della Fondazione Valter Longo ETS, collega il crescente interesse verso il mondo vegetale ai principi della cosiddetta dieta della longevità. “Lo stile di vita salutare e la corretta nutrizione sono le armi più potenti che abbiamo a disposizione per programmare il nostro organismo ad una longevità sana, rallentando il decadimento cellulare e favorendo una migliore risposta immunitaria alle malattie”.

Secondo Cervigni, un’alimentazione basata prevalentemente su verdure, legumi, grassi sani e pesce può contribuire ad aumentare non solo la durata della vita, ma soprattutto la health span, cioè gli anni vissuti in buona salute.

Un aspetto interessante emerso dal confronto riguarda anche l’approccio flessibile all’alimentazione: non modelli estremi o rigidamente restrittivi, ma abitudini sostenibili nel lungo periodo e adattabili alla vita reale delle persone.

In questo scenario, prodotti vegetali già pronti o facili da preparare possono diventare uno strumento concreto per aiutare le persone a mangiare meglio, soprattutto nelle famiglie con ritmi sempre più frenetici.

Che si tratti di salute, sostenibilità, praticità o semplice abitudine, il rapporto degli italiani con il cibo vegetale sta cambiando rapidamente. E forse la vera novità non è tanto l’aumento dei vegetariani, quanto il fatto che milioni di persone abbiano iniziato a costruire pasti più equilibrati senza vivere questa scelta come una rinuncia.


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L'Autore

giornalista

Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici