I vincitori del Premio Nonino 2019

Juan Octavio Prenz, Damijan Podversic e Anne Applebaum: la consegna si terrà il 26 gennaio

di Redazione

Ultima Modifica: 10/01/2019

Lo scrittore argentino di origine istro-croata Juan Octavio Prenz, il produttore vitivinicolo friulano di minoranza slovena, Damijan Podversic, e la storica e giornalista statunitense naturalizzata polacca Anne Applebaum, sono risultati i vincitori della 44/a edizione del Premio Nonino, istituito nel 1975, da Giannola e Benito Nonino, per salvare gli antichi vitigni autoctoni friulani in via di estinzione e per la valorizzazione della Civiltà Contadina.

A Damijan Podversic e alla Ribolla Gialla viene assegnato il Premio Premio Nonino Risit d’Aur – Barbatella d’Oro

Motivazione

Damijan Podversic

A Damijan Podversic “per aver dato appassionato impulso alla coltivazione della Ribolla gialla, antico vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia, e avviato l’iter per il recupero di terreni vocati alla viticultura e abbandonati dal 1940 sul Monte Calvario nella provincia di Gorizia. Il suo lavoro rappresenta simbolicamente una straordinaria occasione di ricerca e una delle espressioni più genuine del mondo vitivinicolo regionale.

L’assegnazione del premio vuole anche essere un appassionato appello ai vignaioli della Regioneaffinché trovino l’accordo sul disciplinare di produzione per ottenere al più presto la D.O.C. per la Ribolla gialla che ne garantisca la produzione esclusivamente per il territorio del Friuli Venezia Giulia”.

Consegna il premio Giannola Nonino

Premio Internazionale Nonino 2019 a Juan Octavio Prenz

Motivazione

Juan Octavio Prenz

Scrittore di assoluta originalità e felicemente appartato, Prenz unisce in un’opera inconfondibile la fantasia epica della grande letteratura latinoamericana e l’ombra misteriosa in cui si dissimulano i personaggi della grande letteratura mitteleuropea. Argentino di origine istro-croata, Prenz è un sommesso e appassionato cantore dell’errabonda, dolorosa, sanguigna e picaresca odissea che disperde gli uomini nel labirinto dell’esistenza umana, li fa vagabondare nel mare della vita strappandoli ad ogni irrigidita identità ma senza sradicare dal loro cuore una comune fedeltà di destini, affetti, bizzarrie, il gioco a carte nell’osteria e la resistenza alla violenza, al potere tirannico. Nelle poesie di Polene le immagini femminili che dopo aver attraversato gli oceani in prua ai velieri si smangiano nell’acqua della baia, diventano storie d’amore, di solitudine, di beffa e di lotta.

Il romanzo grottesco Favola di Innocenzo Onesto, il decapitato è una parabola dell’inumanità incombente sulla sorte di ognuno. Un capolavoro come Il signor Kreck intreccia la sanguinosa dittatura militare argentina – che ha spinto pure Prenz all’esilio – e il destino di un uomo che cerca di sparire nell’ombra anonima, in una narrazione che ha molte voci, molti punti di vista. In un altro stupendo epos, Solo gli alberi hanno radici, il fluire di migranti diventa una coralità di vicende umanissime, tragiche, cialtronesche, scapestrate, sempre fedeli a se stesse, un affresco di migrazioni, di legami affettivi, di trasgressioni nel mare di quella che Saba chiamava la calda vita”.

Consegna il premio Claudio Magris

Il premio Nonino a ‘un Maestro del nostro tempo’ va ad Anne Applebaum

Motivazione

Anne Applebaum è una delle più grandi testimoni morali del nostro tempo, e una fra i più importanti intellettuali pubblici internazionali. È una storica e giornalista, il cui lavoro sulla storia dei totalitarismi nel ventesimo secolo e sulla rinascita del nazionalismo e del populismo nel ventunesimo, è della massima importanza. Nata a Washington DC, la Professoressa Applebaum ha sia la cittadinanza Americana sia quella Polacca. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti accademici. Il suo libro, Gulag: Storia dei campi di concentramento sovietici, le è valso il Premio Pulitzer e la candidatura per il National Book Award. Ha scritto per molti giornali e quotidiani in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, e ha fatto parte del consiglio editoriale del The Washington Post dal 2002 al 2006.

Consegna il premio John Banville.

Biografia

Nata a Washington nel 1964 da famiglia ebraica e naturalizzata polacca, è sposata con il politico e scrittore po- lacco Radoslaw Sikorski con cui ha due figli Alexander and Tadeusz. È editorialista del The Washington Post, professoressa di Practice alla London School of Economics, storica, sag- gista e vincitrice del premio Pulitzer.

Dopo la laurea all’Università di Yale, ha vinto una borsa di studio Marshall presso la LSE dove ha conseguito un master in Relazioni Internazionali ed in seguito ha studiato al St. Antony’s College di Oxford. Nel 1988 ha iniziato il suo lavoro di giornalista come corrispondente per The Economist a Varsavia.

Il suo primo libro Between East and West: Across the Borderlands of Europe è il resoconto di un viaggio attraverso Lituania, Ucraina e Bielorussia, Stati che stavano percorrendo gli ultimi passi verso l’indipendenza. Dopo aver vissuto più di 15 anni in Europa, nel 2002 diventa editorialista per The Washington Post per il quale è stata mem- bro del comitato editoriale fino al 2006. Vincitrice del premio Pulitzer nel 2004 con il saggio Gulag: A History, è professoressa di Practice presso l’Institute of Global Affairs (l’Istituto di Affari Globali) della LSE, dove gestisce Arena, un innovativo programma sulla disinformazione e la propaganda nel XXI secolo.

Ha lavorato come Direttore Estero e Vice Direttore della rivista The Spectator a Londra, come Redattore Politi- co di The Evening Standard, come redattore per Slate e diversi giornali britannici, tra cui il The Daily e Sunday Telegraph. I suoi scritti sono apparsi su The New York Review of Books, The Wall Street Journal, New York Times, Financial Times, International Herald Tribune, Foreign Affairs, The New Criterion, The Weekly Standard, The New Repu- blic, The National Review, The New Statesman, The Guardian, Prospect, Commentaire, Die Welt, Cicero, Gazeta Wyborcza e The Times Literary Supplement, oltre che in diverse antologie.

Nel 2012-13 ha ricoperto la Philippe Roman Chair di Storia e Relazioni Internazionali presso la LSE.

Nel 2012 ha pubblicato La Cortina di Ferro: La disfatta dell’Europa dell’Est, 1944-1956, Ed. Mondadori – 2016 (Iron Curtain: The Crushing of Eastern Europe, 1944–1956, Ed. Penguin Books) che descrive l’imposizione del totalitarismo sovietico nell’Europa centrale dopo la seconda guerra mondiale, saggio che le è valso il Premio Cundill 2013 per la Letteratura Storica e la Duke of Westminster Medal. Gulag: A History e La Cortina di Ferro: La disfatta dell’Europa dell’Est, 1944-1956 sono stati pubblicati in molte traduzioni, comprese tutte le principali lingue europee. Entrambi i libri sono stati finalisti del National Book Award.

Nel 2017 pubblica Red Famine: Stalin’s war on Ukraine la cui traduzione italiana verrà pubblicata in maggio 2019 dalla casa editrice Mondadori.

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