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Il turismo si conferma uno dei settori più duramente colpiti dalla pandemia

Franceschini: “nel 2020 oltre 11 miliardi di euro: e' il valore delle misure varate dal ministero di beni culturali e turismo”. Confturismo: Covid è costato 100 miliardi. Roberta Garibaldi e il Turismo Enogastronomico

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 01/01/2021

Il turismo nell’anno del Covid – 19.

Oltre 11 miliardi di euro. E’ il valore delle misure varate dal ministero di beni culturali e turismo per contrastare gli effetti ella pandemia nei settori del turismo e della cultura. Il ministro Dario Franceschini ha pubblicato sul sito del Mibact un dettagliato consuntivo degli interventi predisposti dal Minel 2020.

Un impegno – ha detto il ministro – che ha interessato tutti i settori di competenza partendo dalle categorie più colpite, per non lasciare fuori nessuno“.

Le slide del ministero di beni culturali e turismo

Il documento, riassunto in una serie di slide, che in parte pubblichiamo in questa pagina, ripercorre per ogni settore e nel dettaglio tutte le misure prese, per gli istituti, le imprese, i lavoratori, dal turismo al cinema, dai musei ai siti archeologici, dall’editoria alla musica, la tutela del patrimonio, le fiere, i congressi, la promozione del sistema paese.

Il governo ha stanziato fondi e ristori

Agli oltre sessanta provvedimenti del Mibact dal valore di 11 miliardi di euro – fa notare il ministro – si sommano le misure di carattere generale: dalla cassa integrazione ordinaria e speciale ai fondi integrativi salariali, dai contributi a fondo perduto corrisposti dall’Agenzia delle entrate in base ai codici Ateco settoriali, ai Tax credit speciali per le spese COVID, fino alle misure del Dl liquidità a supporto e garanzia delle imprese. Un’attività che ha impegnato notevoli risorse umane e finanziarie e che proseguirà fino a quando questi due settori strategici non avranno superato la crisi“.

Ma molte imprese e associazioni lamentano di essere state tagliate fuori o di ricevere pochi sostegni.

Confturismo: Covid è costato 100 miliardi

Da marzo a dicembre mancheranno all’appello 78 milioni di arrivi e 240 milioni di presenze tra italiani in vacanza Italia e stranieri. Ma a questi bisogna sommare anche tutta la parte dell’outgoing perché registriamo anche 36 milioni in meno di italiani che non andati all’estero (e avrebbero comunque lasciato un pizzico della loro spesa in Italia) Possiamo dire che questa crisi del Covid per il sistema turismo e per i più immediati settori collegati costa 100 miliardi di valore della produzione in meno (nel 2019 valeva 190 miliardi)“. Questo il bilancio di Alberto Corti, responsabile Confturismo Confcommercio, sulle conseguenze – finora – della pandemia sul settore del turismo e sull’indotto.

Confindustria Alberghi: aiuti inadeguati

In qualunque altro momento 11 miliardi nell’arco di un anno a sostegno di turismo e cultura sarebbero sembrati una cifra importante, ma purtroppo in un anno catastrofico per il settore come quello che abbiamo vissuto e che oggi ha certificato anche l’ISTAT con i dati sulle presenze nei primi 9 mesi dell’anno, ci dicono quanto siano invece insufficienti.

Il solo settore alberghiero a fine anno consoliderà una perdita superiore ai 17 miliardi rispetto all’anno precedente.

Le misure disposte, tutte certamente importanti, con il protrarsi ed aggravarsi della crisi sono diventate inadeguate.

Il fondo perduto ha portato ad alberghi e terme 450 milioni, a fronte degli oltre 17 miliari di perdite

Servono interventi che mettano le nostre aziende a riparo dal default e ci permettano di arrivare alla fine di questa traversata, come lui stesso dice, vivi e capaci di competere e di tornare a portare valore al Paese.

Al Ministro Franceschini chiediamo, scrive in una nota Confindustria Alberghi, un deciso scatto in avanti. Gli aiuti non possono inseguire la crisi, serve un piano per i prossimi mesi che disegni un percorso al fianco delle imprese e dei lavoratori del settore, per salvare il settore alberghiero ed il turismo italiano.

I dati Istat: crollo dei turisti stranieri del 68,6% nei primi nove mesi

Il turismo si conferma uno dei settori più duramente colpiti dalla pandemia. In Italia – certifica Istat – le presenze in hotel si sono ridotte del 91% durante il lockdown, di fatto azzerate. E dimezzate nei primi nove mesi dell’anno, da gennaio a settembre (-50,9%), in linea con il trend europeo.

I dati Istat raccontano di un crollo dei turisti stranieri del 68,6% nei primi nove mesi. Nonostante la riapertura delle frontiere dopo il lockdown, le flessioni sono restate molto negative. Il trimestre estivo ha registrato solo il 40% delle presenze di clienti stranieri rilevate nel 2019.

E l’impatto non sarà certo migliore nell’ultimo trimestre dell’anno, nonostante le nevicate abbondanti e i panorami di montagna invitanti. Istat parla anzi di “forte impatto negativo” nei mesi di ottobre, novembre e dicembre dovuto alle limitazioni imposte dai dpcm agli spostamenti sul territorio, alle attività commerciali e di ristorazione e all’apertura degli impianti sciistici.

Roberta Garibaldi: “Il 2020 è stato un anno complicato e difficile ma nel settore del turismo enogastronomico stanno nascendo nuove modalità di fruizione e di offerta”

Roberta Garibaldi

Sulla sua ultima newsletter Roberta Garibaldi,  docente universitaria, esponente del Board of Director della World Food Travel Association, del World Gastronomy Institute e del Consiglio di Presidenza della Società Italiana di Scienze del Turismo (SISTUR), oltre che redattrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2020, ha sottolineato le difficoltà del settore del turismo ma anche le potenzialità del settore del turismo enogastronomico.

La studiosa bergamasca ha ricordato come tutti si stanno mettendo in gioco per reinventarsi con forza e immaginazione questo settore e in particolare quello legato all’enogastronomia: “stanno nascendo nuove tendenze, nuove modalità di fruizione e di offerta, nonostante le difficoltà per i propri territori. Gli operatori hanno trovato nuove forme per offrire i propri servizi, gli enti locali hanno tentato aperture, le associazioni che raggruppano categorie di stakeholder hanno favorito le connessioni e le attività di rete. Da parte nostra, abbiamo cercato di mettere a servizio delle imprese e della pubblica amministrazione le nostre competenze attraverso diverse novità e iniziative.
Dialoghi sul Turismo Enogastronomico hanno avviato l’offerta gratuita di momenti di formazione sul tema del turismo enogastronomico, coinvolgendo in questi incontri un ampio spettro di persone, esperti e best practice. Il corso di specializzazione di Management del Turismo Enogastronomico a settembre – ha incrementato l’offerta formativa che siamo in grado di offrire, attraverso una proposta strutturata e organica su questo tema, per la prima volta in Italia.
Nell’ultimo mese abbiamo lanciato una piattaforma digitale, completamente personalizzabile per imprese e territori, con molteplici contenuti formativi per chi volesse approfondire ulteriormente i nostri temi.

L’altro filone delle attività di Roberta Garibaldi è quello della ricerca e dell’analisi.

Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico sarà pubblicato anche quest’anno: la data di uscita è prevista nel mese di aprile 2021

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