InformaGiro Tappa 10: Penne – Gualdo Tadino in 10 assaggi

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 11/05/2018

La tappa più lunga del Giro d’Italia tocca luoghi incredibili dal punto di vista di arte e natura. Da Penne, naturale porta di accesso al Parco Nazionale del Gran Sasso a Gualdo Tadino, città ai piedi dell’Appennino Centrale, famosa per le ceramiche artistiche e la qualità delle acque minerali dei dintorni.

Due città ricche di diversità dal punto di vista gastronomico e ambientale, paradisi per gli amanti del trekking, dei grandi spazi e dei sapori autentici.

Ecco 10 ispirazioni curiose per conoscere meglio l’area della tappa, cosa vedere e cosa gustare tra Penne e Gualdo Tadino.

InformaGiro: Penne – Gualdo Tadino

  1. OGGI Gualdo Tadino fa parlare di sé in questi mesi anche per ospitare, fino al 28 ottobre nella Chiesa monumentale di san Francesco la mostra Meraviglia ed Estasi con le opere del pittore romano contemporaneo Luciano Ventrone, curata da Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi. Fiori e frutta sono tra i soggetti più indagati dall’artista a cui lo stesso attribuisce allusioni simboliche.
  2. IERI Penne è uno dei Borghi più belli d’Italia dalle origini antiche. Città pre-romana, sorge in una zona la cui frequentazione da parte dell’uomo risale almeno al Neolitico Medio. Fu l’antica capitale della popolazione italica dei Vestini, deve il suo toponimo al termine “pinna” nota ai romani come Pinna Vestinorum. E’ conosciuta anche come Città del Mattone per l’impiego di mattoni in tutti gli edifici, ed è famosa per il lago di Penne.
  3. PER STRADA  Nei dintorni di Penne, in provincia di Pescara, passano la Strada dell’Olio Aprutino Pescarese delle Colline Pescaresi e  la Strada del Vino Colline Aprutine. Gualdo Tadino è parte della Strada della Ceramica in Umbria.
  4. PER TERRA Penne fa parte del Distretto Rurale Terre Vestine: nell’area territoriale sono presenti importanti fliere olio, vino, florivivaismo, lattiero-caseario (pecorino di Farindola) e orticola. Le aziende agricole attive sono 6.675 . Il territorio ha una forte vocazione vinicola che olivicola
  5. PRODOTTI TIPICI A Penne: arrosticini, formaggio pecorino, insaccati, olio e vino. La cittadina fa parte del Distretto Rurale Terre Vestine, che annovera tra i prodotti tipici anche olio Extra Vergine d’Oliva Dop (cultivar Dritta e Castiglionese), Vini (Montepulciano, Trebbiano, Cerasuolo, Pecorino e Montonico), formaggi, conserve. A Gualdo Tadino: birra artigianale, zuppe di legumi, cicerchie, Strangozzi al tartufo, carne alla brace, norcineria, brisciarello (torta rustica a base di foglie di silene), Olio extravergine d’oliva “Cultivar di Rigali”.
  6. STREET FOOD Dal 6 all’8 luglio da non perdere lo street food festival di Gualdo Tadino targato Betterfood Festival in Piazza Martiri della Libertà.
  7. FORSE NON LO SAPEVI . Nella Riserva Naturale Regionale Lago di Penne, oltre ad essere tutelati natura e ambiente, è attiva la cooperativa Cogecstre, da oltre venti anni, che porta avanti una serie di iniziative finalizzate alla tutela degli ecosistemi, svolgendo, da oltre dieci anni, sperimentazioni e ricerche, esclusivamente nel campo dell’agricoltura biologica, sulla collina di Collalto.La cooperativa è riuscita ad ottimizzare una filiera produttiva che comprende, oltre ai cicli di produzione del farro, anche la trasformazione in azienda del prodotto, con diverse specialità gastronomiche.
  8. NEI DINTORNI Tappa a Nocera Umbra, famosa per l’abbondanza di acque, per lo più con caratteristiche uniche. Esistono innumerevoli sorgenti, alcune delle quali vengono condottate per servire altri comuni. Tra le altre spiccano, per importanza storica o per sfruttamento, quelle che si possono ritenere le sorgenti principali del Comune: la Angelica, la Flaminia e quella del Cacciatore.
  9. TENTAZIONI Un goloso piatto tipico della tradizione gastronomica gualdese è il Brisciarello, una torta rustica con foglie di silene, pianta utilizzata anche per preparare gustose frittate.
  10. TRADIZIONI La processione del Venerdì Santo di Penne è una delle più antiche manifestazioni sacre abruzzesi. Nasce nel 1570 ad opera di Fra Girolamo da Montefiore, cappuccino pennese che la istituisce per rinnovare la Confraternita del Monte di Pietà, ente incaricato di confortare i prigionieri prima del patibolo. La Chiesa dell’Annunziata durante la Settimana Santa oscura l’abside e l’altare con una tela raffigurante il Golgota.La statua del Cristo morto viene estratto dalla teca che lo contiene e posto su di un feretro adornato da un drappo finemente decorato in oro e argento che le Clarisse di Napoli realizzarono appositamente nel 1860. Allo stesso tempo la statua della Vergine Addolorata viene portata in corteo dal Duomo al suo cospetto. La processione parte al tramonto e circola tra i falò dei quartieri con lanterne e lumi accesi. Le statue della Vergine Addolorata e della Passione sono accompagnate dai membri della confraternita incappucciati, dalla banda e dal coro che intona il Miserere e le rituali marce funebri (fonte: InAbruzzo.it ).

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