A rischio l'economia del turismo per terremoto e maltempo

20/01/2017

A rischio l'economia del turismo per terremoto e maltempo
Le 10 province più colpite valgono 9 miliardi di Pil ed oltre 5 mln di arrivi annui. Calano gli arrivi, operatori e albergatori preoccupati
 
Un terremoto e un maltempo che dimezzano l'economia del turismo. A puntare l'attenzione su questo aspetto di una realtà drammatica in primo luogo dal punto di vista umano (si pensi anche al crollo dell'hotel di Farindola sul Gran Sasso) e poi dal punto di vista dell'economia dei territori interessati sono i giornalisti del Il Sole-24 Ore Marzio Bartoloni e Laura Di Pillo .
 
Le 10 province che sono state più colpite valgono 9 miliardi di Pil ed oltre 5 mln di arrivi annui, 20 mln di giorni di presenza, 25mila imprese coinvolte, in grado di attrarre 600 milioni di spesa solo dai mercati stranieri.
 
Nel quadrilatero tra Lazio del Nord, Abruzzo, Marche e Umbria, ci sono gemme come la Valnerina (da Amatrice a Norcia) investita dal sisma e ora alle prese con arrivi crollati al 90% o azzerati del tutto e mete famose in tutto il mondo come quelle dell’Umbria - da Assisi a Spoleto e Gubbio - che anche se lontane dal cratere del terremoto hanno subito cali dal 30% (a novembre) al 50% (dicembre). Numeri che hanno quasi azzerato il boom turistico che l’Umbria stava vivendo fino al 24 agosto (+11%), data della prima scossa. Anche in Abruzzo - come risulta a un primo monitoraggio di Confindustria Alberghi - il crollo degli arrivi rispetto al periodo agosto-dicembre 2015 è stato del 30-40%. Con le destinazioni sciistiche abruzzesi che guardano con terrore all’inizio della stagione. Mentre nelle Marche territori come l’ascolano o il maceratese registrano l’assenza quasi totale di turisti.
 
LA MAPPA DEL SETTORE TURISTICO NELLE AREE COLPITE DAI TERREMOTI NEL CENTRO ITALIA
Attività di alloggio e ristorazione (III trim. 2016), arrivi e giorni di presenza (anno 2015) e spesa viaggiatori stranieri sul territorio (2015; milioni di euro) (Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Banca d'Italia, InfoCamere-Unioncamere, Movimprese)
Il rischio è che il crollo vertiginoso continui nei prossimi mesi dimezzando di fatto l’economia turistica in queste zone che tutte insieme - calcolando le 10 province più coinvolte - producono quasi 9 miliardi di Pil (compreso indotto e investimenti), con 5,2 milioni di arrivi, 20 milioni di giorni di presenza, 25mila imprese coinvolte che attraggono 600 milioni di spesa solo dai turisti stranieri. «Il Governo deve studiare degli ammortizzatori sociali per il settore almeno per coprire metà del 2017 quando si sentiranno le ripercussioni di questo crollo», avverte Fabio Paparelli assessore al turismo dell’Umbria.
 
C’è rabbia e preoccupazione anche tra gli albergatori abruzzesi che fanno ancora i conti con il calo registrato dopo il sisma dell’Aquila del 2009. «Stiamo rivivendo quel dramma – spiega Gianmarco Giovannelli presidente di Federalberghi Abruzzo – il turismo montano è in grande sofferenza in queste ore, non era immaginabile una situazione così grave sulla mobilità e sulle utenze elettriche» aggiunge Giovannelli che chiede «un piano di intervento straordinario per liberare subito le strade e facilitare un ritorno alla normalità. La Regione non è in ginocchio come si crede - sottolinea - le strutture della costa non sono a rischio, ma le difficoltà ci sono e vanno affrontate».

Fino all’agosto di quest’anno la stagione marciava: circa 1,6 milioni gli arrivi. «Dopo il terremoto di Amatrice il calo è stato di circa il 30%, soprattutto a settembre» conferma. Emergenza neve e sisma di questi giorni hanno svuotato gli hotel. «Nel 2016 il calo registrato dal settore turistico regionale è stato in media del 40%» dice Dario Colecchi presidente di Federturismo Abruzzo. A soffrire anche il Parco Nazionale d’Abruzzo, gioiello del turismo regionale, e località note come Pescasseroli e Roccaraso. «In queste ore –aggiunge Colecchi a Roccaraso sono state registrate il 50% di disdette e parliamo di una località che ha una immagine forte e una dotazione infrastrutturale importante».
Nel mirino degli operatori turistici soprattutto la chiusura della strada statale 17 per tre giorni per neve: «Per noi un danno enorme», conclude Colecchi.
 
Intanto la cronaca della tragedia dell’hotel Rigopiano e le immagini di zone del centro Italia isolate e piegate dal sisma fanno il giro del mondo.

Con effetti anche per la capitale. «Nell’immaginario collettivo soprattutto degli stranieri quando si parla di centro Italia si pensa a Roma – spiega Giuseppe Roscioli, vicepresidente Federalberghi –, il rischio di disdette c’è anche per Roma e se non viene fatta una comunicazione corretta i danni potrebbero essere alti» avverte Roscioli. «Nelle prossime settimane dobbiamo pensare a misure di sostegno per il settore per garantire la sopravvivenza di alberghi e operatori», conclude Gianfranco Battisti presidente di Federturismo.
 

Zunica (Assoturismo Abruzzo): Situazione drammatica, decretare lo stato di crisi
"La situazione è drammatica: mi auguro che le istituzioni decretino lo stato di crisi". Questo l'appello che aveva lanciato nei giorni scorsi Daniele Zunica, presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti Abruzzo e titolare dell''Hotel Zunica 1880', storico albergo di Civitella del Tronto.
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