E' nato "Il libro della pizza" - InformaCibo

E’ nato “Il libro della pizza”

di Informacibo

Ultima Modifica: 09/07/2015

Milano luglio 2015. Tutti pazzi per la pizza, che non è solo patrimonio di Napoli, ma uno dei simboli dell’Italia intera, amato e conosciuto ovunque nel mondo. Per sottolineare le origini e i valori profondamente italiani della pizza – e per permettere a chiunque di farla da sé, buona come quella che si mangia in pizzeria è nato “Il libro della pizza”.

Più che un libro di cucina, un progetto culturale, un omaggio alla Margherita e alla sua italianità fortemente voluto da Stefano Peccatori di Mondadori Electa e Franco Manna di Rossopomodoro, che lo ha curato insieme ad Antimo Caputo di Molino Caputo per dare alle stampe un prodotto totalmente made in Italy (ma tradotto anche in inglese) su un tema che è un vero orgoglio per il nostro Paese.

Non a caso, non solo a Napoli, ma anche a Milano, dove questa mattina è stato presentato nell’elegante cornice di Casa BPM (Sala delle Colonne di Palazzo Corio Casati), il libro ha riscosso un grandissimo successo. E’ stata una festa per celebrare la pizza, vero street food italico che ha saputo innovarsi senza dimenticare le sue origini: così l’ha definita il critico gastronomico Allan Bay, moderatore del dibattito, introducendo un video goloso e allegro che racconta il backstage del progetto, il viaggio in Vespa dei due chef, di pizzeria in pizzeria, per carpire i segreti della pizza più buona e inquadrare tutte le prelibatezze di cui sono capaci i maestri pizzaioli protagonisti del libro.
Dopo i saluti di Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banca Popolare di Milano, che ha ospitato la manifestazione tra gli eventi celebrativi del 150esimo dell’istituto di credito, hanno preso la parola Antimo Caputo, amministratore delegato di Molino Caputo, Francesco Mondadori, autore milanese molto legato al mondo napoletano, e Franco Manna, presidente di Rossopomodoro e Sebeto Spa, il quale ha ringraziato gli 11 pizzaioli che hanno concesso i loro segreti e tutti coloro che hanno contribuito a realizzare il volume. Poi, tutti a scuola di pizza, che si è potuta gustare insieme ad altre specialità gastronomiche napoletane.

Il progetto del libro – hanno raccontato a due voci Stefano Peccatori, amministratore delegato di Mondadori Electa e Franco Manna – è nato quando ci si è resi conto che il Libro della pizza che Mondadori vendeva in centinaia di migliaia di copie ai turisti stranieri nei bookshop dei musei in realtà non parlava della vera pizza napoletana, ma di un prodotto che si era internazionalizzato e indebolito, perdendo le sue caratteristiche di profonda italianità. Per questo si è deciso di rifarlo chiedendo il supporto di 11 grandi pizzaioli napoletani e di due ottimi chef, così da individuare ricette innovative e tradizionali che fossero rappresentative ma anche facili da realizzare a casa, in modo che i turisti potessero portare con sè un pezzo di Italia e riprodurla con soddisfazione. Ovviamente, nulla vieta che a cimentarsi con farina e pomodoro siano anche gli italiani.

Sottolineare e mantenere l’identità italiana dell’arte della pizza napoletana è la stessa ragione che ha spinto Alfonso Pecoraro Scanio, ex Ministro dell’Agricoltura e presidente di Fondazione Univerde, a lanciare una petizione per fare inserire la maestria e la manualità dei pizzaioli di Napoli nella "Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità". Una battaglia in parte vinta, perché oggi l’arte della pizza partenopea è la candidata ufficiale italiana all’Unesco e per sostenerla si sta raccogliendo un milione di firme in tutto il mondo grazie all’impegno di Rossopomodoro e della Coldiretti, a partire da un grande evento non-stop che farà letteralmente il giro della Terra coinvolgendo pizzerie in ogni continente.
“Il libro della pizza: come prepararla a casa con i segreti e le ricette di 11 grandi maestri pizzaioli napoletani”, edito da Mondadori, è reperibile in tutte le librerie, in particolare nei punti vendita Mondadori e Feltrinelli, nei negozi di specialità gastronomiche italiane Eataly e nei bookshop di Expo e dei principali musei, tra cui quelli del Colosseo e di Pompei.

La promozione del libro è stata affidata a Clelia Martino di Rossopomodoro, da oltre 20 anni al fianco del Presidente Franco Manna, che ha presentato la manifestazione di questa mattina e ha dato un prezioso contributo alla realizzazione del volume, tradotto anche il lingua inglese.
In sella alla loro Vespa, con cui percorrono i vicoli e i rioni di Napoli, due ottimi chef napoletani, Enzo De Angelis e Antonio Sorrentino, accompagnano il lettore nei templi della pizza impastata e cotta sotto il Vesuvio, alla scoperta dei segreti dei grandi pizzaioli napoletani. Segreti che spesso hanno radici antiche, tramandati da maestro a garzone, da nonni ai nipoti, da genitori a figli, senza bisogno di regole scritte o di manuali. Perché i pizzaioli sono i custodi di un mestiere antico.

Si tratta di Raimondo Cinque (pizzeria Gigino Pizza a Metro), Davide Civitiello (Rossopomodoro), Luigi Condurro (Antica Pizzeria Michele), Luciano e Salvatore De Angelis (Fratelli Zombino), Ferdinando De Giulio (Ermenegildo), Domenico De Luca (Pellone), Teresa Iorio (Le figlie di Iorio), Gennaro Luciano (Antica Pizzeria Port'Alba), Ciro Oliva (Concettina ai 3 Santi), Salvatore e Francesco Salvo (Salvo).
Mancava Gino Sorbillo (Sorbillo), purtroppo trattenuto da altri impegni.

Attraverso la voce e la storia dei pizzaioli, raccontata in breve all’inizio di ogni capitolo, ci addentriamo nei misteri di un’arte. Ogni maestro spiega passo dopo passo quattro ricette, di cui una classica, una classica interpretata, una innovativa e una cosiddetta “in forma”, cioè stesa in una forma di fantasia secondo la sua creatività. Il tutto arricchito da un tutorial per eseguire perfettamente impasto, lievitazione e scelta degli ingredienti e illustrato da splendide fotografie.

Per altre informazioni: www.rossopomodoro.it

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Capo Redattore