Forza Abruzzo! Tra big chef e nuovi talenti

06/02/2017

Forza Abruzzo! Tra big chef e nuovi talenti

di Eleonora Lopes
 

Si chiude la terza edizione del congresso dedicato ai cuochi che quest’anno ha visto salire sul palco Crippa e Colagreco accompagnati dai loro bracci destri abruzzesi

Forza Abruzzo! Non poteva che aprirsi con questo grido, la terza edizione di Meet in Cucina, il meeting per i cuochi abruzzesi ideato dal giornalista Massimo Di Cintio.

Anche lo chef-star Massimo Bottura (super ospite della passata edizione) lo ha gridato in un video di saluto che ha fatto apposta per il pubblico di Meet dalle cucine della Francescana. E mai come quest’anno, in un momento così drammatico per questa regione, il grido si è fatto più unito che mai per dare un segnale di vitalità e tenacia che sì, nonostante tutto, l’Abruzzo ce la farà anche questa volta.

L’evento, promosso in collaborazione con Andrea Di Felice e Lorenzo Pace, rispettivamente presidente e segretario dell’Unione Cuochi Abruzzesi, e svoltosi alla Camera di Commercio di Chieti, nasce con l’obiettivo di riunire in una giornata, i professionisti del mondo della ristorazione per farli confrontare, scambiare idee e quindi crescere.

Ad aprire il congresso, Enrico Crippa, chef 3 stelle Michelin a Piazza Duomo, Alba, 17esimo ristorante migliore al mondo per la classifica dei “The World's 50 Best Restaurants”. Professionalità e creatività che lasciano senza parole, per uno degli chef italiani più talentuosi del palcoscenico internazionale. Crippa è salito sul palco accompagnato dal suo sous chef, Antonio Zaccardi, 36 anni, di Castiglione Messer Marino che è al Piazza Duomo dal 2006, orgoglio abruzzese.

Tra i big anche Mauro Colagreco, origini italo (abruzzesi)-argentine, chef-patron del Mirazur a Menton, in Costa Azzurra, 2 stelle Michelin, oggi occupa il posto numero 6 nella classifica “The World's 50 Best Restaurants”.

Cuore ed estro per questo chef che rende il suo provenire da tante nazioni la sua forza in cucina. Quella di Meet è stata per Colagreco l’occasione per arrivare in Abruzzo per la prima volta (il nonno era di Guardiagrele); sul palco con lui, lo chef de partie Luca Mattioli, 26 anni abruzzese di Francavilla al Mare, altro orgoglio per l’Abruzzo.

Presenti sin dalla prima edizione anche Arcangelo Tinari accompagnato dal papà Peppino, di Villa Maiella, Guardiagrele, 1 stella Michelin e, Mattia Spadone con il papà Marcello, de La Bandiera, Civitella Casanova, 1 stella Michelin; due ristoranti che rappresentano un pezzo di storia della cucina abruzzese che in questo momento stanno vivendo un passaggio generazionale ricco di sfide e voglia di crescere.

A chiudere la kermesse, giocava in casa, Niko Romito, titolare e chef del Reale a Castel Di Sangro, 3 stelle Michelin dal 2013, diventato oramai ambasciatore dell’Abruzzo nel mondo. Romito non ha cucinato nessun piatto, ma ha preferito fare una chiacchierata a tu per tu con i giornalisti per raccontare i suoi progetti gastronomici e imprenditoriali che stanno portando il nome dell’Abruzzo in tutte le nazioni, senza il sostegno, ha tenuto a sottolineare, delle istituzioni.

L’Abruzzo gastronomico cresce in maniera esponenziale, ma accanto ai big, in questa edizione hanno partecipato, e si sono distinti, anche tre giovani cuochi che si sono messi in luce negli ultimi anni:Daniele D’Alberto, Br1, Montesilvano, Gianni Dezio, Tosto, Atri e Cinzia Mancini, Bottega Culinaria Biologica, S. Vito Chietino. Negli anni scorsi tra gli spettatori, quest’anno i tre ragazzi sono saliti sul palco da protagonisti, emozionati ma tanto felici.

Eleonora Lopes e Daniele D’Alberto

Daniele D’Alberto, giovanissimo, ha fatto la classica gavetta da cuoco, dopo il diploma all’alberghiero di Pescara, ha lavorato a “Casa Vissani” e a “La madonnina del pescatore” da Moreno Cedroni.

Daniele ha presentato in anteprima “Odio il riso”, un nome provocatorio ci spiega: «perché il riso è il vero banco di prova per ogni cuoco, è il piatto dell’amore, considerate le attenzioni necessarie per prepararlo». Un tortello di riso con sopra riso soffiato condito con quattro consistenze di pomodori e quattro di limoni, e spinto da contrasti di gusto e sapori, con paprika dolce, basilico rosso e salsa di agrumi.

Nel secondo piatto “Sgombro, rape rosse e pompelmo”, il protagonista assoluto è il pesce povero dell’adriatico, scottato appena in padella ed esaltato dal pompelmo e da una salsa di rapa rossa, per un mix di acidità e dolcezza.

Eleonora Lopes e Cinzia Mancini e Massimo Di Cintio

Poi è stata la volta di Cinzia Mancini, unica presenza femminile di questa edizione, un passato da stilista allo IED prima che scoppiasse l’amore per la cucina e un’importante esperienza Da Caino con Valeria Piccini. Cinzia ha realizzato due piatti che rappresentano il suo percorso in questi dieci anni e il suo legame con i produttori locali.

Il primo del 2007 “Baccalà e peperoni”, una sorta di cannellone realizzato con una sfoglia di peperone ripieno di baccalà.

L’altro, un piatto di oggi “Fagioli di Paganica” incentrato su un unico ingrediente, i fagioli di Paganica appunto, raccontati sul palco da Mattei Griguoli, presidente Associazione fagioli di Paganica. "Ho voluto ricreare –racconta- la classica pasta e fagioli, ricostruendo i fagioli con una quenelle di purea di fagioli e caffè disidratato, la pasta con la farina di legumi fatta poi essiccare al forno per dare consistenza e la parte liquida con un brodo di fagioli".

Eleonora Lopes e Gianni Dezio

Ultimo giovane talento a salire sul palco Gianni Dezio, nato ad Atri e poi emigrato in Venezuela con la famiglia che lì ha aperto un ristorante. Dopo la laurea in Scienze del Turismo, è tornato in Abruzzo apposta per frequentare la scuola per giovani cuochi di Romito, la Niko Romito Formazione. A Meet 2017 ha presentato il “Ceviche di baccalà”, una panzanella rivisitata con baccalà su una base di marinatura tipica del Sudamerica, privata però del pomodoro e dell’aceto sostituiti da un succo di agrumi per conferire note fresche e acide. E poi il dolce “Terra dei Calanchi”, che riprende nella forma e negli ingredienti tutto quello che questa terra dona: capperi, liquirizia, more selvatiche, erbe spontanee, un mix di profumi meravigliosi! "Abbiamo voluto ricreare –conclude- con questo dolce tutti gli elementi che gli splendidi calanchi offrono nei profumi e nella sostanza".


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