La dolcezza del prosciutto crudo in Brianza è firmata “Marco d’Oggiono”

25/10/2016

Agnese, Dionigi e Giulia SpreaficoAgnese, Dionigi e Giulia Spreafico
Agnese, Dionigi e Giulia Spreafico
di Loredana Fumagalli
 
In provincia di Lecco, a Oggiono, come recita il suo marchio, un’azienda storica nel settore della salumeria, ha deciso di mantenere la sua accezione di prosciuttificio artigianale per continuare a offrire prodotti d’eccellenza mettendo la qualità al primo posto in tutta la filiera di produzione. Con queste peculiarità, il prosciutto crudo Marco d’Oggiono, il prodotto testimonial più identificativo, alla fine del secolo scorso aveva già tutte le carte in regola per essere riconosciuto dalla Regione Lombardia come “ Prodotto tradizionale lombardo”. 

La storia da raccontare che lega questo prosciutto al suo territorio di Brianza, inizia nel 1945, nell’immediato dopoguerra, quando Luigi Spreafico trasforma la sua attività di macelleria e salumeria in un prosciuttificio e riassume nel marchio che tuttora identifica l’azienda, l’attaccamento all’italianità, il rispetto per una sana alimentazione dei suini e la passione per l’artista Marco D’Oggiono, tra gli allievi prediletti di Leonardo da Vinci.  
  
Dionigi, Agnese e Giulia, hanno ereditato poi la dedizione, la determinazione imprenditoriale del loro padre per continuare a produrre i prosciutti crudi più delicati del nord d’Italia utilizzando solo cosce di suino della Val Padana, stagionati naturalmente con tutto il tempo che ci vuole. Il prosciutto crudo Marco d’Oggiono esprime nell’interezza del sapore, del colore e della consistenza tattile in fetta, la “dolcezza” che lo contraddistingue.

L’attenzione alla filiera produttiva, che si avvale per la scelta del sale di una riserva naturale protetta nel territorio pugliese, ha condotto l’azienda nel 2013 alla certificazione biologica e con questo plus, i prodotti a marchio Marco d’Oggiono risultano commercialmente più competitivi nell’affrontare il mercato italiano della ristorazione di alto livello, ma anche quello estero negli store per gourmet, specialmente in Inghilterra e nel Benelux.

Al prosciutto crudo con osso, disossato e fiocco, si affiancano gli altri prodotti:  il “Salame di coscia”, ottenuto con la carne di rifilatura dei prosciutti e quindi di particolare pregio, il “Vaniglia della Brianza”,  “La vera mortadella di fegato” , la “Pancetta tesa brianzola”, quella con la maniglia che si attaccava al chiodo in cantina. Da piena attenzione, la  “Bresaola di Chianina” di punta d’anca dalla finezza di fibre e con una marezzatura sottile, frutto di una lavorazione delicata. Il “Carpaccio celtico di Chianina” è ricavato dal vitellone di razza Chianina, il cui sapore è esaltato da una concia sapiente con erbe di bosco e affumicatura naturale. “ Collinetta”, è il nome della pancetta cotta, arrotolata e leggermente affumicata.  Ancora più forti per il prestigioso riconoscimento rilasciato da Gourmet – Art quale “Testimone d’eccellenza 2015” per la regione lombarda, nei nuovi progetti aziendali, prossima sarà l’inaugurazione del canale di vendita in e-commerce. 

“La macchina è pronta – afferma con entusiasmo Agnese Spreaficobasta solo schiacciare il pulsante d’accensione”.
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