Nasce il GENZIANOTTO, la genziana al Mosto Cotto, del Lab

02/10/2017

Incontriamo Giuseppe Simigliani, l’inventore del nuovo liquore abruzzese. Il Genzianotto è il risultato di una minuziosa ricerca sull’armonia degli opposti: “la sensazione dolce del mosto cotto avvolge il gusto amaro della radice di genziana
 

di Donato Troiano
Abbiamo avuto il piacere di degustare il GENZIANOTTO, liquore di radici di genziana e mosto cotto nato nel L-AB. E’ così che Giuseppe Simigliani ha chiamato il suo nuovo liquorificio a Ripa Teatina, in provincia di Chieti: perché il nome L-AB?
 
Tre lettere che racchiudono il duplice significato di tradizione e innovazione: L-AB sta per Liquoreria ABruzzese, ma si chiama così  soprattutto perché è un laboratorio di idee, dove si mettono in pratica le continue ricerche sulle infusioni. Il Genzianotto è il risultato di una minuziosa ricerca sull’armonia degli opposti: “la sensazione dolce del mosto cotto avvolge il gusto amaro della radice di genziana”. La caratteristica di questo amaro è proprio la sua dolcezza, che deriva esclusivamente dal mosto cotto, ovvero dalla dolcezza naturale dell’uva concentrata attraverso la cottura, dunque senza zucchero aggiunto. Nella retro-etichetta si leggono solo tre ingredienti: radici di genziana, mosto cotto e alcool, così scopriamo il codice etico del L-AB, dove si producono liquori artigianali senza l’utilizzo di estratti, aromi o coloranti.

L’ingrediente segreto? Il tempo, “nel L-AB non rinunciamo a lunghe macerazioni pur di ottenere il miglior risultato”.
Il Genzianotto è l’apripista di diversi liquori che stanno nascendo nel L-AB, non solo innovazione, ma anche molta tradizione abruzzese, ne è un esempio la genziana “40 GIORNI”, chiamata così appunto per il tempo minimo di macerazione delle radici di genziana nel vino pecorino, oppure “ANIMARENA”, un gioco di parole tra anima e amarena, questo il nome della ratafia, tipico liquore abruzzese, preparato seguendo la ricetta tradizionale, che prevede una lunga macerazione delle amarene nel vino Montepulciano d’Abruzzo, una tecnica che permette a questo liquore di mantenere i profumi e il gusto dell’amarena fresca, senza appunto l’utilizzo di sciroppi o estratti, che presumono inevitabilmente una cottura della frutta e un appiattimento dei profumi dell’amarena.

Ancora in fase di studio invece un liquore alla liquirizia e un altro alle fragole, il cui lancio sul mercato è previsto per la fine dell’anno, dunque non ci resta che attendere qualche mese per scoprire le nuove invenzioni liquoristiche abruzzesi del L-AB.
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