Rapporto Ismea-Qualivita 2016: la produzione certificata Food e Wine vale 13,8 miliardi

08/02/2017

Rapporto Ismea-Qualivita 2016: la produzione certificata Food e Wine vale 13,8 miliardi

È stato presentato lo scorso 7 febbraio a Roma il Quattordicesimo Rapporto Ismea – Qualivita sulle produzioni italiane agroalimentari e vitivinicole Dop, Igp e Stg.

Alla presenza di operatori del settore della qualità certificata, rappresentanti di consorzi di tutela, delle associazioni e della stampa, è stata diffusa la fotografia del settore corredata da un’attenta analisi dei dati con riferimento alle principali aree tematiche:

L’Italia, leader mondiale per DOP IGP

L’Italia, leader mondiale per numero di DOP IGP con 814 prodotti Food e Wine, raggiunge i 13,8 miliardi di euro di valore alla produzione nel 2015, per una crescita del +2,6% su base annua e un peso del 10% sul fatturato totale dell’industria agroalimentare nazionale. Le Indicazioni Geografiche continuano a rappresentare un fattore chiave della crescita del made in Italy nel mondo, con un valore all’export di 7,8 miliardi di euro, pari al 21% delle esportazioni del settore agroalimentare e un trend positivo che sfiora la doppia cifra con un +9,6%.

Il settore Food - composto da oltre 80mila operatori - vale 6,35 miliardi di euro alla produzione (-1,5% su base annua) e registra una crescita al consumo del +1,7%, con un trend che nella Grande Distribuzione supera il +5%. Il comparto Wine - che raggiunge una produzione certificata di 2,84 miliardi di bottiglie - vale 7,4 miliardi di euro alla produzione con una crescita del +5,8%.

Il Sistema delle DOP IGP in Italia garantisce qualità e sicurezza anche attraverso una rete che, nel 2016, conta 247 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf e oltre 162mila interventi annui - in Italia, all’estero e sul web - effettuati dagli Organismi di controllo pubblici.


Scenario DOP IGP Europa e Italia
L’Italia mantiene il suo primato mondiale nel settore delle produzioni certificate DOP, IGP e STG, con 814 prodotti dei comparti Food e Wine e ben 13 nuove registrazioni nel corso del 2016. Anche a livello globale con 69 nuovi prodotti registrati del comparto Food, di cui 65 in Paesi UE e 4 in Paesi Extra UE, le Indicazioni Geografiche continuano a crescere e chiudono il 2016 con 2.959 IG all’appello (23 fuori Europa).

Consumi GDO
Nel 2015 sono cresciute del +5,1% le vendite in valore dei prodotti Food DOP IGP a peso fisso presso la Grande Distribuzione nazionale, trend decisamente più sostenuto di quello rilevato per l’intera categoria dei prodotti agroalimentari a peso fisso nella GDO (+1,9%). Per il Wine l’incidenza dei vini certificati presso la Grande Distribuzione, senza considerare gli spumanti, sfiora il 75% delle vendite in valore per un giro d’affari di 1,3 miliardi di euro.

Impatto economico del sistema IG per provincia italiana
Gli areali di produzione delle denominazioni nel loro complesso coinvolgono capillarmente tutto il Paese, con zone ad alta presenza di filiere agroalimentari di qualità ed altre con intensità minore. L’analisi Ismea-Qualivita sulla ricaduta del valore economico delle filiere DOP IGP nelle Province italiane restituisce una fotografia dell’impatto del sistema IG a livello territoriale. L’analisi conferma una forte concentrazione - soprattutto nelle aree del Nord-Est e Nord-Ovest - con il 20% delle province italiane che copre oltre l’80% del valore economico complessivo, anche se si rilevano dinamiche di impatto diverse sui territori d’Italia per le varie filiere produttive. Nel comparto agroalimentare, le prime tre Province - Parma, Modena, Reggio nell’Emilia - confermano l’importanza della Food Valley emiliana, grazie al numero di filiere DOP IGP (34) che insistono nel territorio, ma soprattutto all’entità del valore economico delle produzioni maggiori (Parmigiano Reggiano DOP, Prosciutto di Parma DOP e Aceto Balsamico di Modena IGP, in primis). Nel comparto Wine, è il “Sistema Prosecco” a determinare il maggiore impatto sul territorio di Treviso e Verona, Province che presentano, comunque, altre numerose importanti denominazioni; seguono le Province di Siena, Cuneo, Asti e Firenze areali di produzione delle “denominazioni storiche” toscane e piemontesi.

Dati produttivi ed economici Food
L’agroalimentare certificato DOP IGP produce per 6,35 miliardi di euro, in debole flessione rispetto al dato consolidato 2014 (-1,5%), mentre al consumo registra un aumento del +1,7% che attesta il dato totale a 13,3 miliardi di euro (corrispondente al 10% della spesa complessiva destinata dalle famiglie italiane ai generi alimentari). Sui mercati esteri il volume d’affari conseguito con l’export del Food italiano DOP IGP, raggiunge nel 2015 i 3,1 miliardi di euro (+17% su base annua): risultato considerevole rispetto alla pur consistente crescita del +7,8% delle esportazioni complessive dell’agroalimentare nazionale.

Dati produttivi ed economici Wine
Il Comparto Wine registra una produzione certificata di 2,84 miliardi di bottiglie e un valore alla produzione dello sfuso di 7,4 miliardi di euro (+5,8%), aspetti che, insieme all’aumento del valore all’export del +7,7%, sono sostenuti in particolare dall’ottimo trend del “Sistema Prosecco” che con un +57% sul 2014 stima un valore alla produzione dello sfuso di oltre 600 milioni di euro.

Comunicazione
Superano i 32 milioni di euro le risorse investite in comunicazione dai Consorzi di tutela del comparto Food, destinate soprattutto a Tv, stampa e partecipazione a fiere, in particolare nazionali. Il 67% degli investimenti è destinato alla comunicazione in Italia e il restante 33% verso l’estero. Circa un Consorzio su tre ha almeno un profilo sui Social Network Sites per un pubblico che sfiora i 2 milioni di utenti Facebook e 4 milioni di visualizzazioni su Youtube.

Legislazione e Controlli
Nel 2016, ai 13 nuovi prodotti DOP e IGP, si aggiungono 4 richieste di registrazione da parte dell’Italia. Nel nostro Paese sono inoltre state effettuate 16 modifiche a disciplinari, avanzate 10 domande di modifica a disciplinari e applicata 1 protezione transitoria. Il Sistema italiano conta 247 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf - 137 Food e 110 Wine - e 247 Agenti vigilatori. Nel corso dell’anno sono stati effettuati dagli Organismi di controllo pubblici oltre 162mila controlli, di cui più di 1.500 sul Web, per un valore di sequestri complessivo che supera i 36 milioni di euro.

La dichiarazione di Raffaele Borriello, direttore generale Ismea

Da qualche anno l’ISMEA pone grande attenzione al comparto delle produzioni agroalimentari e vinicole a Indicazione Geografica (IG), nel tentativo di contribuire allo sviluppo di filiere strategiche per l’agroalimentare italiano. Tale attenzione alimenta una sistematica attività di monitoraggio realizzata in collaborazione con la Fondazione Qualivita per la stesura di rapporti quale questo; ma anche la realizzazione di studi specifici e la messa a punto di strumenti operativi a supporto dell’attività dei Consorzi di tutela e degli operatori del settore. L’obiettivo è di contribuire allo sviluppo sistemico del comparto delle IG attraverso più strumenti: conoscenza del mercato e circolazione delle informazioni; sviluppo delle competenze e delle capacità manageriali nei Consorzi e nelle aziende; promozione di coesione e organizzazione interna per meglio rispondere al mercato, coglierne le opportunità e fronteggiarne i rischi. Questo quattordicesimo Rapporto sulle produzioni DOP, IGP e STG è rivolto a definire le dimensioni e i contorni del comparto e a coglierne l’andamento, anche alla luce di quanto sta accadendo a livello internazionale, dove le difficoltà di conseguire sostanziali progressi verso un riconoscimento delle IG a livello multilaterale, indicano la strada dei negoziati bilaterali tra UE e Paesi terzi come l’alternativa più efficace per garantire la protezione delle IG italiane nei mercati di destinazione. Su questo fronte, l’UE ha concluso (o sta negoziando) accordi con molti partner commerciali importanti che includono la tutela delle IG, come quello con il Canada (CETA), recentemente entrato in vigore, seppur a titolo provvisorio.

Un esempio delle opportunità offerte da tale accordo è l’autorizzazione concessa ai produttori italiani – dopo ben 20 anni e benché in regime di coesistenza con altri marchi simili – di utilizzare sul mercato canadese denominazioni come “Prosciutto di Parma DOP” o “Prosciutto di San Daniele DOP”. I benefici ottenibili grazie al riconoscimento internazionale valorizzano l’importanza di un supporto tecnico e informativo sulle dinamiche negoziali e sulla candidabilità delle nostre IG ad accedere alle liste dei prodotti tutelati dagli accordi. Al 2016 l’Italia è ampiamente il Paese al mondo che vanta il maggior numero di certificazioni, con 814 prodotti iscritti nel registro UE, di cui 291 prodotti alimentari e 523 vini, a cui si sono aggiunti i riconoscimenti di altre tre denominazioni a fine anno. Un sistema che garantisce qualità, sicurezza e trasparenza anche grazie all’azione dei 247 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf: 137 per i prodotti agroalimentari certificati e 110 per i vini DOP e IGP. Nei prossimi anni non sarà difficile conservare questo primato, che pure assume importanti contorni simbolici. Piuttosto, la vera sfida sarà promuovere e favorire la diffusione in altri Paesi – dentro e fuori lʼUE – del modello di produzione agroalimentare di qualità legata al territorio, come valore culturale oltre che economico, in linea con principi etici e sociali condivisi a livello globale da una quota crescente di consumatori. Questo vuol dire che lavorare al riconoscimento della qualità agroalimentare rafforzando il sistema delle Indicazioni Geografiche non significa solo valorizzare i “beni privati” prodotti dalle imprese italiane, aiutandole a fare reddito e a posizionarsi in modo favorevole nella catena globale del valore; ma anche essere dalla parte dei consumatori e dei cittadini del mondo, agevolando la produzione di un “bene pubblico” da essi sempre più richiesto. Un motivo in più per confermare su questo terreno l’impegno dell’ISMEA

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