Tutti a firmare per la Pizza napoletana nella lista del patrimonio Unesco

L'Italia ha deciso di sostenere la candidatura all’ Unesco di Parigi

05/01/2016

Tutti a firmare per la Pizza napoletana nella lista del patrimonio Unesco
Parma 5 gennaio 2016. Agli italiani sembrerebbe un atto dovuto il riconoscimento come patrimonio dell'umanità del piatto simbolo della tradizione italiana.
La Pizza napoletana!

Una ricetta tanto semplice e preziosa quanto violata, almeno negli ultimi decenni, che merita un riscatto universalmente riconosciuto.
Un atto dovuto, ma non scontato, se è vero che anche in questo  2016 continua la raccolta di firme per sostenere l’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani nella lista dei patrimoni immateriali dell'umanità tenuta dall'Unesco.

Dal piatto all’Unesco
Vero simbolo del Belpaese, la pizza da cibo povero di strada oggi è riconosciuta come uno dei prodotti che meglio sintetizzano i principi della dieta mediterranea, già dal 2007 tra i patrimoni immateriali dell’umanità.
E proprio come si è fatto per la dieta mediterranea, anche per la pizza l’impegno da parte dell’Italia è contrastare i rischi che la globalizzazione di un prodotto comporta. 

Da questi dati, dunque, è partita la petizione promossa insieme all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani dalla Fondazione UniVerde.
Una promozione che è stata solo un punto di partenza e che in questo nuovo anno vedrà un’accelerazione.
 
Nelle intenzioni di Alfonso Pecoraro Scanio, presidente di UniVerde e primo promotore di questa candidatura, c'è da "proteggere la pizza e l’economia a essa legata da fenomeni come l'Italian sounding, cioè la più complessa forma di concorrenza sleale sul mercato. L'Italia ha per questo deciso di proporre alla sede centrale Unesco di Parigi l’inserimento dell’Arte della Pizza nella 'Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità'".

Tutti pronti per firmare
Da tempo si sono aperti i giochi per il riconoscimento ufficiale, grazie anche all’impegno di Rossopomodoro che, attraverso la persona del presidente Franco Manna, promuove la raccolta delle firme in tutta Italia e presto una iniziativa si svolgerà anche a Parma, la città che dal 2015 si fregia del titolo di "Città della Gastronomia Unesco".

A sostenere l'iniziativa di Pecoraro Scanio ci sono personalità di tante regioni italiane: il piemontese Jimmy Ghione, inviato di Striscia la notizia; Gino Sorbillo dell’omonima e famosa pizzeria napoletana; Lara Sansone titolare del Teatro Sannazzaro di Napoli; gli attori lombardi Claudio Bisio e Renato Pozzetto; lo chef stellato Alfonso Iaccarino; il presidente di Federculture, la redazione di INformaCIBO e tantissimi altri: la petizione corre verso il milion e di firme.
 
Lo sbarco in Brasile
Rossopomodoro in prima fila da Eataly in Sud America,  in Brasile e in Argentina
Il nuovo anno comincia per Rossopomodoro  con le stesse buone “azioni”  con cui si è concluso il 2015: sostenere con sempre maggiore forza la petizione ‪#‎pizzaunesco.
Alla presenza di Alfonso Pecoraio Scanio nel  locale Rossopomodoro in Brasile (foto qui sopra) presso Eataly São Paulo il pizzaiolo Davide Civitiello (Campione del Mondo della Pizza) ha presentato la campagna 2016 insieme a Fondazione UniVerde.

Proprio questa sera (dalle ore 18 alle ore 19), sempre alla presenza di Pecoraro Scanio, si terrà  un'altro grande appuntamento "verso il milione di firme"  a Buonos Aires nel locale "Cucina Paradiso" dello chef pluripremiato Donato De Sanctis (vedere qui sotto la locandina):
 
 
Le firme degli esponenti politici
La candidatura dell’arte della pizza è stata sostenuta inoltre dalle firme di esponenti politici tra i quali: Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Stefania Giannini, Ministro dell’Istruzione, Gianluca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Giuseppe Castiglione, Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma, Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio, Mario Oliviero, Presidente della Regione Calabria, Sergio Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte e della conferenza Stato-Regioni, Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, Rosario Crocetta, Presidente della Regione Sicilia, Piero Fassino, sindaco di Torino e Presidente Anci, Enzo Bianco, Sindaco di Catania, Nunzia De Girolamo, capogruppo NCD alla Camera, Loredana De Petris, Presidente del gruppo misto Sel al Senato, Vittorio Sgarbi, Assessore dei Verdi al comune di Urbino, Massimo Bray, ex Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Michele Valensise, Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri e Sebastiano Cardi, Ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite.
 

Negli ultimi giorni dell’anno appena passato ha firmato anche Katherine Kelly Lang,
la Brooke di Beautiful, firma la WorldPetition, come si vede nella foto
 
Una chiamata all'azione per tutti quelli che, anche attraverso la tutela del prodotto della buona tavola, vogliono salvaguardare la dignità del made in Italy.
Alle firme già raccolte, dunque, ne dovranno segure molte altre, tra cui quelle su Change.org e quelle che saranno raccolte a Expo Milano 2015. È così che può avere inizio un lungo negoziato internazionale che vedrà il coinvolgimento di 163 Stati, ciascuno dei quali potrà in autonomia valutare il valore di tale candidatura che solo il 15 novembre 2016 ne decreterà o meno l’inserimento nell’elenco Unesco
 
L’Arte dei pizzaioli napoletani nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità
 
La Pizza napoletana candidata a diventare patrimonio Unesco
 

Claudio Bisio, Renato Pozzetto che firma la petizione e l'ex Ministro dell'Agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio
 

Francesco Tusino, Alfonso Pecoraro Scania e lo chef Peppe Zullo

 

L'ex Ministro dell'Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio e il direttore di INformaCIBO Donato Troiano

 
Francesco Tusino mentre firma la petizione insieme a Donato Troiano, Alfonso Pecoraro Scanio e Peppe Zullo
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