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La Settimana della cucina italiana nel mondo fino a domenica 29 novembre

La ministra alla politiche agricole e alimentari Teresa Bellanova: “Ristoratori e cuochi sono gli Ambasciatori delle produzioni made in italy nel mondo. Nutrinform Battery a tutela della dieta Mediterranea”

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 24/11/2020

Da ieri e fino a domenica 29 novembre è in corso la V edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, per promuovere a livello internazionale le tradizioni culinarie ed enogastronomiche, segni distintivi dell’identità e della cultura italiana.

Il Governo, la Farnesina, l’Enit, Mipaf, Miur, Mibact, Consolati, Istituti italiani di cultura, Uffici ICE e Camere di Commercio e tantissime associazioni, compresa la nostra testata, mettono in campo tutte le loro forze per sostenere e diffondere l’iniziativa, ovviamente solo via web. Nella foto di copertina Walter Potenza, chef abruzzese con alcuni ristoranti e una cucina italiana negli Usa, presenta “La stozza” al Prosciutto di Parma.

Ieri il webinar dall’Ambasciata italiana a Mosca tra l’ambasciatore Pasquale Terracciano e i giornalisti Gigi e Clara Padovani

Gli assi portanti della “Settimana”

  •          La Dieta Mediterranea quale stile di vita sano e modello di alimentazione equilibrato alla portata di tutti.
  •          I prodotti a denominazione protetta e controllata, e il contrasto al fenomeno dell’Italian sounding.
  •          I vini italiani e i loro territori.
  •          Gli itinerari enogastronomici e turistici regionali, e la riscoperta dei borghi italiani e dei loro prodotti culinari tipici.
  •          L’internazionalizzazione dell’offerta formativa italiana nel settore della cucina e dell’ospitalità.

Ecco l’intervento della ministra alle Politiche agricole e alimentari, Teresa Bellanova, all’incontro “Saperi e Sapori delle terre italiane, a 200 anni dalla nascita di Pellegrino Artusi”, l’evento che celebra il patrimonio della cucina italiana nel mondo.

Ristoratori e cuochi sono gli ambasciatori delle nostre produzioni Made in Italy presso il grande pubblico, in Italia e all’estero. Il culmine di una filiera ampia e molto articolata, dove la capacità creativa di creare gusto e proporre esperienze sensoriali deve essere accompagnata dalla capacità di trasmettere al consumatore finale tutto quello che c’è a monte: lavoro, sforzo, amore per la terra, saperi antichi e locali, ma anche innovazione, tecnologie, impegno e ingegno per la tutela della qualità”.

Dopo aver sottolineato la nuova cornice dell’evento, non più rassegna limitata nel tempo ma come asse cucina e alimentare che si inserisce nella promozione integrale con attività che le sedi diplomatiche possono portare avanti tutto l’anno, Bellanova ha rimarcato “l’unitarietà della filiera dal produttore al consumatore”, e alcuni recenti provvedimenti proprio in questa direzione. “Con il Fondo Ristorazione abbiamo messo 600 milioni di euro a favore del mondo della ristorazione. Una misura innovativa, per cui mi sono battuta con forza in questi mesi per creare un legame tra l’esigenza di risposta efficace alle aziende colpite dalle chiusure del canale della ristorazione, sostegno alla filiera agroalimentare, rilancio degli acquisti di prodotti agroalimentari di qualità e di origine italiana, a partire dai DOP e IGP”.
Inoltre, “Il rafforzamento del Fondo indigenti, con l’obiettivo di contenere le eccedenze ed evitare gli sprechi alimentari di produzioni italiane, in linea con quanto previsto dalla strategia “dal campo alla tavola” della Commissione europea. Anche in questo caso, abbiamo agito con l’intenzione di affrontare le fragilità alimentari del nostro Paese venendo incontro alle difficoltà dei produttori. Non è chiusura protezionistica ma consapevolezza che nel sistema agroalimentare italiano tutto si tiene e che, in un momento di crisi straordinaria, è necessario spalmare gli interventi su tutti gli anelli della catena”.

Il bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi e il decimo anniversario del riconoscimento Unesco della Dieta Mediterranea

Bellanova ha poi ricordato le ricorrenze significative che incrociano questa edizione della Settimana: il bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi, “promotore della distintività che contrassegna il patrimonio italiano e lo rende unico al mondo”, ed il decimo anniversario del riconoscimento Unesco della Dieta Mediterranea.

Parte l’Ufficio per la Dieta Mediterranea presso il Mipaaf

“Per celebrare questa ricorrenza abbiamo deciso di istituire l’Ufficio per la Dieta Mediterranea presso il Mipaaf, promuovere e diffondere i principi e le ragioni della Dieta Mediterranea attraverso uno specifico portale web; realizzare nel 2021 un programma di comunicazione istituzionale sulle tematiche della Dieta mediterranea anche in vista di Expo Dubai; sviluppare iniziative sulla dieta mediterranea e sulla educazione alimentare nelle scuole e nelle Università anche con il supporto del CREA/Alimentazione. (leggere qui).

Salvaguardare il patrimonio della Dieta Mediterranea è necessità evidenziata nel 2005 anche dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente nel rapporto sulla Strategia mediterranea per lo sviluppo sostenibile. Ecco perché”, ha proseguito la Ministra, “abbiamo fortemente voluto, nel nostro Paese, l’obbligo dell’indicazione d’origine in etichetta per latte, formaggi, pasta, riso, derivati del pomodoro, carni trasformate. E in Europa abbiamo chiesto di voltare radicalmente pagina sull’etichettatura nutrizionale fronte-pacco. Perché crediamo nel diritto dei consumatori a informazioni corrette, a sistemi che garantiscano il diritto alla trasparenza sul viaggio del cibo dal campo alla tavola, e che promuovano stili di vita alimentari sani. La Dieta Mediterranea lo è”.

NUTRINFORM BATTERY A TUTELA DELLA DIETA MEDITERRANEA E PER INFORMARE IN MODO CORRETTO IL CONSUMATORE

E infine: “Pochi giorni fa abbiamo firmato il decreto che introduce il logo nutrizionale facoltativo denominato “NutrInform Battery”, finalizzato a rendere più facilmente leggibili le informazioni nutrizionali degli alimenti. Abbiamo il nostro logo nutrizionale facoltativo che prende in considerazione il fabbisogno quotidiano di sostanze nutritive, in modo da favorire una scelta consapevole da parte dei consumatori per un’alimentazione sana, variata e bilanciata. In linea con i principi della nostra cultura alimentare, di cui la Dieta mediterranea è chiara espressione. Siamo impegnati in un difficile negoziato a livello Ue ma anche in ambito FAO/Codex per affermare principi che a noi sembrano scontati ma che sono costantemente sfidati: l’informazione corretta al consumatore affinché possa scegliere in maniera autonoma senza sistemi distorsivi come algoritmi e semafori; la ricerca di diete bilanciate – di cui la Dieta mediterranea è chiara espressione – che si fondano su principi di varietà e moderazione; la valorizzazione delle tradizioni locali anche per riaffermare una dimensione conviviale del cibo, che non può essere inteso solo come somma di elementi nutritivi”.

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