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La Tuma persa “ritrovata”, grazie a Facebook

L'hashtag #salviamolatumapersa e la campagna di sensibilizzazione che dal web ha puntato i riflettori per salvare un territorio ricco di eccellenze locali e Castronovo di Sicilia

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 12/12/2018

“Grazie ai social e all’hashtag #SalviamolaTumapersa siamo riusciti ad attirare l’attenzione e a trovare soluzioni per un territorio in difficoltà”: così Salvatore Passalacqua martedì sera a margine di un incontro in comune con sindaco, protezione civile, ufficio tecnico e Siciliana Acque per avviare una soluzione tempestiva che tolga dall’isolamento un’area del comune di Castronovo di Sicilia, isolato dopo una frana. “Sono venuto a salutare, ringrazio le istituzioni per l’impegno e tutti quanti hanno aderito all’appello online, la dimostrazione del lato bello e concreto della Rete”.

L’isolamento stava mettendo in pericolo la sopravvivenza di un prodotto locale molto speciale, la Tuma Persa. “Ma non ci sono solo io” prosegue Passalacqua “Ci sono anche una ventina di attività produttive e cinque famiglie”.

Tutto è partito dall’imprenditore Andrea Graziano, il fondatore dei ristoranti Fud.Chef, che ha lanciato la campagna di sensibilizzazione a cui si sono uniti ristoratori e semplici cittadini. “Graziano è stato un grande, ha avuto un’intuizione brillante e ha ideato un hashtag che ha colpito nel segno” sottolinea Passalacqua.

Graziano ha ideato l’hasthag #salviamolatumapersa e cominciato a diffonderlo sui social. A breve chef, cittadini, ristoratori e politici, hanno condiviso e portato all’attenzione del grande pubblico la situazione in cui versava il territorio.

Perchè #salviamolatumapersa ?

Salvatore Passalacqua, l’unico casaro a produrre la Tuma Persa.

A causa di una frana che da inizio novembre ha bloccato la Sp48, impedendo quindi l’accesso a un’area del comune,  il titolare del caseificio, Salvatore Passalaqua, ha dovuto fare i conti con il prezzo del latte maggiorato da parte dei suoi fornitori, a causa dei 45 chilometri in più che devono fare per raggiungerlo, visto che il comune è stato parzialmente isolato e la strada provinciale 48 interrotta.

L’isolamento ha causato un altro problema: i formaggi già pronti non possono essere esportati. Così una piccola produzione di circa ottomila forme l’anno rischia di scomparire per sempre.

Oltre alla tuma persa, ci sono altre famiglie in difficoltà: l’hashtag ha puntato sul prodotto più conosciuto forse a livello internazionale, ma era dedicato a puntare i riflettori su un’area dove lavorano molti produttori locali. C’è un agriturismo a Castronovo che ha dovuto interrompere le attività, dove viene prodotto zafferano e preparate ricette della tradizione a km 0, ci sono frutteti, coltivazioni di Pera Coscia, cultivar tipica, e impenditori agricoli che per raggiungere i loro appezzamenti di terreno devono affrontare ore di transito, con dei pezzi a piedi.

Maria Gattuso, la titolare dell’agriturismo Sorgente Refalzafi si sfoga “Non chiudiamo per testardaggine, perché ci crediamo, ma la situazione è molto complicata. Avevamo anche presentato un esposto sullo stato della strada in passato, prima che avvenisse la frana, perché anche la viabilità necessita di interventi urgenti. Così però la situazione è davvero difficile, perderemo la stagione natalizia”.

La storia di Castronovo parla di difficoltà ma anche solidarietà. L’appello #salviamolatumapersa ha provocato alcuni effetti: domani (giovedì) si recherà sul luogo della frana l’impresa per il carotaggio per realizzare un viadotto sopra lo smottamento, in modo tale che si possa passare sopra. Sempre giovedì cominceranno anche le azioni per realizzare una bretella che permetta di passare attraverso la frana in breve tempo.

Nell’immediato infatti si dovrebbe procedere con un bypass per consentire temporaneamente una rapida soluzione del problema. A regime, invece arriverà il viadotto.

Dal Comune fanno sapere che anche la popolazione locale ha contribuito: i proprietari terrieri cederanno il terreno per i lavori, senza necessità di espropri.

Nei prossimi giorni quindi verrà affidato l’incarico per un’indagine geologica e geognostica per verificare profondità e tipo di frana. Il costo complessivo presunto dovrebbe è di circa un milione di euro e le risorse saranno messe a disposizione dall’Ufficio del commissario di governo contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione.

La tuma persa e i formaggi a Castronovo

tuma persa passalacqua

ll caseificio Passalacqua di Castronovo di Sicilia (Pa) è conosciuto in tutta Italia per la produzione di formaggi e in particolare per uno che viene prodotto solo qui: la Tuma Persa appunto. Si tratta di un formaggio locale dalle origini antiche, con una crosta giallo-ocra, la pasta compatta e un sapore tra il dolce e il piccante, con leggero retrogusto alle erbe.

La Tuma Persa nasce praticamente nella stagionatura. E sembra che proprio a questo procedimento debba il suo nome.  Dopo essere stata messa informa infatti viene praticamente lasciata, “persa”, per 8/10 giorni prima di intervenire per la prima volta: viene quindi lavata in maniera grossolana dalla muffa creatasi e “riabbandonata” per altri 8/10 giorni. Infine, dopo essere stata lavata e spazzolata accuratamente, viene salata.

La produzione di formaggi è antichissima in Sicilia. Si stima sia nata a partire dal IX° secolo a.C., in piena dominazione egea. I metodi di caseificazione sono simili in tutta l’isola, come gli utensili, anche se prendono nome diverso a seconda delle località.

Il Comune produce diversi formaggi tradizionali dell’Isola, come il primo sale di pecora, il Pecorino Siciliano DOP, la ricotta di pecora e il Canestrato. Da oltre vent’anni Castronovo è famoso  per la produzione del Fior di Garofalo e della Tuma Persa.

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