Le conserve con “etichetta anti-violenza” delle Cuoche Combattenti

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 24/11/2020

“Senza paura la vita è meravigliosa”: si una frase che sarebbe da tatuare, da ripetere come un mantra, da ricordarsi e sperimentare. Molte donne però questa paura la avvertono ogni giorno, vittime di episodi di violenza reiterata o sporadica, fisica o verbale.

Un incubo che è peggiorato con la pandemia. Chiuse in casa con i loro carnefici, senza via di scampo. Lo dicono i numeri: durante la primavera 2020 sono raddoppiate le chiamate al numero antiviolenza 1522. I numeri riportati dal Rapporto 2020 di ActionAid sul sistema antiviolenza in Italia parlano più delle parole: le richieste di aiuto al numero antiviolenza 1522 da marzo a giugno 2020 sono state 15.280, più del doppio che nello stesso periodo del 2019 (+119,6%). Le donne chiuse in casa erano ancora più in balia dei loro carnefici.

La denuncia è il primo atto forte per una donna per riprendere in mano la propria vita contro chi abusa di lei o le fa subire violenza, sia psicologica. che fisica. Ma cosa fare dopo? Come riprendersi davvero in mano vita e futuro, soprattutto se non si lavorava?

Nel delicato ma altrettanto importante percorso di fuoriscita dalla violenza domestica si inserisce il progetto-associazione Cuoche Combattenti di Palermo, presso il Centro antiviolenza Le Onde onlus di Palermo. Un progetto di autodeterminazione femminile e di riscatto e di condivisione con altre donne di consapevolezze acquisite. Attraverso il più semplice e tradizionale dei gesti: la cucina.

Mai più paura, mai più in silenzio, non siamo vittime ma combattenti!

CuocheCombattenti

È questo il motto delle Cuoche Combattenti. L’ associazione si muove su un terreno molto concreto dando alle donne vittima di violenza la possibilità di allontanarsi da ambienti malsani e di porsi in un’ottica lavorativa attraverso il recupero, la produzione, la commercializzazione di ricette popolari tradizionali.

cuoche combattenti
Credits photo: cuoche combattenti

I prodotti artigianali nascono da ricette tradizionali, utilizzando materia prima a Km 0 da coltivazioni biologiche per garantire il rispetto della della terra e un prodotto genuino.

Il quartier generale delle Cuoche Combattenti si trova a Palermo, in piazza Generale Cascino. Il loro è un vero e proprio laboratorio di produzione alimentare: vengono prodotte in loco confetture di frutta di stagione e marmellate, conserve dolci e salate, prodotti da forno ma non solo.

Durante l’anno vengono organizzati incontri aperti  per fare in modo che il loro messaggio possa essere d’aiuto per tante donne:

“Sogniamo un mondo in cui queste possano avvalersi di strumenti di riscatto, rimettersi in sesto e riprendere in mano le proprie vite” dicono.

Conserve (in cui la Sicilia per tradizione è maestra), marmellate, salse di pomodoro: tutto autoprodotto, tutto per dare lavoro e quindi un’indipendenza economica a chi ha. avuto il coraggio di dire basta. I barattoli hanno una curiosa etichetta “anti-violenza” e un pack che parla del percorso, dove anche sui coperchi delle conserve il messaggio contro la violenza è chiaro “Senza paura la vita è meravigliosa”. 

Il lockdown ha messo a dura prova anche la loro attività, che è rallentata ma non si è fermata e che in questi mesi sta decollando di nuovo. I prodotti delle Cuoche Combattenti si possono trovare anche in cesti natalizi con prodotti etici e reti territoriali di produttori indipendenti: uno dei regali più interessanti che si possano fare questo Natale.

I loro prodotti si possono acquistare anche online, tramite lo shop dedicato

Vi invitiamo a scoprire il loro progetto tramite la voce di Nicoletta Cosentino, direttrice aziendale in questo video:

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da CuocheCombattenti (@cuochecombattenti)

Infine, condividiamo un vademecum riportato sul loro sito internet (www.cuochecombattenti.com) su  alcune importanti consapevolezze:

  • la violenza non è solo fisica ma più spesso psicologica
  • può succedere a tutte e succede a tante
  • La violenza psicologica ha tanti alleati:
  • il silenzio che può essere imposto dall’abusante, dettato dalla paura della vittima e poi c’è il silenzio omertoso di tutto il tessuto sociale che ci circonda
  • la cultura di un amore romantico che ci lega in relazionali che contemplano il possesso O che ci lega stereotipi come Piccole Donne bisognose di protezione O che ci propone un amore assoluto è indissolubile che poi Porta gli uomini a non accettare la separazione
  • la dipendenza economica che spesso è una condizione creata nel tempo dell’abusante
  • la paura che consente all’abusante di perpetrare la violenza anche per anni e che è anche il termometro della violenza psicologica. 

Già perchè l’insegnamento più importante, il codice rosso che ci deve allertare, come spiegano le Cuoche Combattenti è questo:

Quando si ha paura, allora non si tratta più di un semplice conflitto coniugale, ma si sta subendo violenza

Credits photo: CuocheCombattenti.com

Condividi L'Articolo

L'Autore

giornalista