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Le Langhe e il fascino di un territorio speciale

di Informacibo

Ultima Modifica: 23/04/2013

Un’occasione unica ed esclusiva per degustare l’eccellenza della produzione vitivinicola nel cuore del suo territorio

di Mariella Belloni – foto by Canio Romaniello

E’ stata presentata nella suggestiva cornice del Castello di Grinzane Cavour “Grandi Langhe Docg”, la manifestazione a cadenza biennale promossa dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero, organizzata da Sopexa, agenzia francese già affermata nel settore agroalimentare, e aperta esclusivamente al pubblico professionale a livello internazionale. E’ un’occasione imperdibile per gli operatori di settore di degustare i grandi vini DOCG delle Langhe – Barolo, Barbaresco, Diano d’Alba, Dogliani, Roero, Roero Arneis – direttamente nei diversi comuni di origine, di incontrare i produttori e stringere nuovi accordi commerciali. Un vero e proprio viaggio con degustazioni itineranti sul territorio, in castelli e dimore storiche tra le più suggestive alla scoperta del paesaggio delle Langhe, un territorio unico in cui da sempre esiste un legame viscerale tra l’uomo e la vite. Partecipano 230 produttori: ciascuno presenta 3 vini Docg, in tutto quindi  oltre 300 etichette di Barolo, Barbaresco, Diano d’ Alba, Dogliani, Roero, Arneis. Ogni giornata prevede degustazioni itineranti, dedicate alle specifiche denominazioni presentate, tra vigne e castelli della Langa. Dal castello di Barolo all’Enoteca Regionale del Roero di Canale (CN) ai palazzi storici di Monforte d’Alba, Neive, Dogliani, La Morra. Le location si potranno raggiungere tramite un servizio navetta. Sono circa 250 gli operatori professionali iscritti, provenienti da tutta l’Europa, ma anche dall’Austria, Repubblica Ceca, Germania, Danimarca, Norvegia, Polonia, Svezia, Svizzera, Russia, Usa, Australia, Brasile, Cina, Cipro, Hong Kong che, dal 5 al 7 maggio, parteciperanno alla prima di “Grandi Langhe Docg. “Ci siamo ispirati alla Borgogna,  mancava un grande evento rivolto a importatori, ristoratori ed enotecari: ora c’è”. Questa la scommessa del Consorzio dei Vini delle Langhe, una scommessa vinta – dice il presidente Pietro Ratti -.  “Oltre ad essere un evento rivolto ai buyer – aggiunge Ratti – la novità è che stavolta non andiamo noi da loro, ma li portiamo a vedere le colline e presentiamo i vini e il territorio di produzione”.

Luigi  Barbero, presidente Atl Langhe Roero e Ferruccio Ribezzo, presidente Consorzio Turistico Langhe, Monferrato, Roero, ricordano il trend positivo del turismo in Langa nel 2012: “Nonostante il periodo di crisi, sono aumentate le presenze del 3 per cento. Ora si superano i 700 mila turisti all’anno. Tanti sono stranieri e spendono mediamente da 120 a 170 euro al giorno. Molti arrivano attratti dal mondo del vino che in Langa conta 10 mila ettari di filari e circa 60 milioni di bottiglie”. Daniela Scarzello, funzionario presso Regione Piemonte, si è fatta portavoce dell’assessore all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “La Regione crede nello sviluppo di un’economia legata al turismo, al vino e al territorio. E’ un modo efficace di investire risorse pubbliche”. Per “Grandi Langhe” sono stati messi a disposizione fondi comunitari per 210 mila euro.  “Chi arriva, avrà anche la possibilità di visitare cantine vinicole, castelli, musei – ricorda il presidente dell’Enoteca regionale di Grinzane Tomaso Zanoletti.  

Grandi Langhe Docg, appuntamento unico nel suo genere e il primo organizzato in Piemonte, è dunque un’occasione imperdibile per scoprire la ricchezza di questa terra, apprezzarne la storia, le tradizioni e il paesaggio racchiusi in un bicchiere e conoscere da vicino le persone che con la loro passione rendono i vini qui prodotti così speciali.                    

Le colline di Langhe e Roero, situate nel Piemonte meridionale, sono infatti una delle zone tra le più vocate al mondo alla viticoltura grazie alla particolare collocazione geografica, al clima e alla ricchezza del sottosuolo da cui deriva un’eccezionale qualità e varietà di produzione. Questo territorio, destinazione turistica alternativa ed emergente, si distingue anche per le sue eccellenze enogastronomiche, paesaggistiche e culturali e accoglie con calore i visitatori alla ricerca di esperienze autentiche. La collaborazione con il Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero e l’Agenzia Turistica Locale Langhe Roero permetterà ai visitatori di organizzare il proprio soggiorno durante la manifestazione usufruendo della migliore ospitalità.

Quale location migliore del Castello di Grinzane Cavour, che fu dimora di Camillo Benso Conte di Cavour, sorto in uno degli scenari più suggestivi della Langa, a 5 km da Alba, per presentare un importante evento come il ‘Grandi Langhe Docg 2013’? L’imponente maniero, realizzato intorno alla torre centrale della prima metà del secolo XI, si può ammirare in tutta la sua bellezza, grazie ai restauri iniziati nel 1960, in occasione del primo centenario dell’Unità d’Italia. Esso possiede una pianta quadrilatera con un’alta torre, ospita l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, prima nella regione, ed i due musei: Museo con cimeli cavouriani e un Museo Etnografico. Nelle sue sale infatti si possono ammirare allestimenti sul Tartufo, rari oggetti dell’enogastronomialocale, ambientazione della cucina albese del ‘600 e dell’800, distilleria del ‘700, bottega del bottaio, contadiniere da cortile, come anche i mobili, manoscritti e la Fascia Tricolore del Sindaco che appartennero al Cavour. All’interno del Castello, nelle splendide sale dalla magnifica vista sulle colline circostanti, il rinomato ristorante, con circa 70 posti, è luogo ideale per degustare i piatti tipici della cucina albese, accompagnati dai migliori vini della zona, presenti in Enoteca. Alessandro Boglione è il giovane braidese Chef/Patron del Ristorante “al Castello, riconosciuto della stella Michelin.

Le Langhe e il fascino di un territorio speciale. Immagina una terra in cui l’arte e i sapori si rincorrono tra colline e vigne; immagina borghi e città che si vestono a festa e celebrano la loro storia secolare: benvenuto nelle Langhe, dove ogni momento è un evento imperdibile. 

Langhe e Roero: terre di grandi vini

Parlare di Langhe Roero e grandi vini è davvero tutt’uno. Qui, le terre calcaree ed argillose abbinate all’astuzia dell’uomo nell’utilizzare i più vocati versanti, hanno creato un’economia vinicola tra le più fiorenti, in grado di presentarsi come tappa obbligata per gli amanti del buon bere. La coltura della vite ha disegnato il paesaggio delle colline, con l’ordinato succedersi dei filari e la colorazione dei pampini delle viti che muta cromaticamente la copertura dei versanti a seconda della stagione. Dall’uva nebbiolo, il cui nome deriva probabilmente dal tardivo periodo di vendemmia, quando appunto le nebbie si impadroniscono già, all’alba e all’imbrunire, di queste terre, si ricavano assoluti nettari degli Dei. Il Re dei vini, come spesso viene definito per ricordare le sue nobili origini, il Barolo, viene prodotto in undici Comuni delle Langhe. Il suo colore granata intenso, il suo complesso bouquet, che mescolano il dolce sapore del frutto dal quale origina ai decisi sentori di spezie e tannini cedutigli dai legni nei quali è invecchiato, ne hanno fatto un vino conosciuto e ricercato in ogni parte del mondo. Non da meno, sempre ricavato da uve nebbiolo e con un gusto secco ma più delicato, è il Barbaresco, prodotto in una piccola zona costruita dai territori di quattro Comuni delle Langhe. A completare le tre grandi “B” de l’enologia di Langhe e Roero è il Barbera, vino da tavola per eccellenza dell’intero Piemonte, che in quest’area ha trovato terreno fertile per una varietà, il “Barbera d’Alba” che è considerato dagli esperti vino emergente per la sua versatile capacità di adattarsi anche a lunghi invecchiamenti. 

Langhe e Roero: onde di terra

Le Langhe e il Roero sono il sistema collinare più visitato del nord ovest italiano. Le colline, che si estendono attorno al bacino idrografico del fiume Tanaro sono imperdibili per chi vuole scoprire i segreti della “dolcevita” all’italiana, dove clamore e confusione sono banditi per ritrovare ritmi di vita a misura d’uomo.                                                                   

Un territorio dove, per parlate, usi e costumi, già si sentono le influenze della vicina Francia e si possono ammirare numerose testimonianze che la storia ha lasciato nel corso degli anni in queste terre di passaggio, a metà strada tra il mare della Liguria e le città della parte più economicamente sviluppata  del Paese. Lungo le vie del sale sono nate osterie, stazioni di posta e punti di ristoro che con il tempo hanno saputo affinare una cucina dai sapori unici che, miscelando ingredienti semplici, attira da sempre gli appassionati della buona tavola per i suoi gusti intensi.

I paesaggi sono fortemente condizionati dalla presenza della vite, la coltura che ha finito di plasmare le colline ed in grado, con l’alternarsi delle stagioni, di proporre eccezionali accostamenti cromatici cangianti con il susseguirsi dei mesi. Da queste coltivazioni si ottengono uve alla base di alcuni vini tra quelli di maggior blasone dell’intero panorama enoico: i nobili Barolo e Barbaresco, la più giovane Barbera o il frizzante Moscato, accanto a tantissime altre varietà che fanno di Langhe e Roero un vero e proprio patrimonio dell’umanità enologica.                                                                              

Ma queste terre sono anche conosciute come un vero giacimento di tesori gastronomici. Il Tartufo bianco d’Alba, bitorzoluta pepita delle tavole più raffinate, i pregiati formaggi prodotti sulle colline più alte, i profumati frutti del Roero, le pregiate carni della razza autoctona Piemontese o ancora la nocciola, ingrediente fondamentale dei principali dolci del luogo che qui, in una pasticceria di Alba, ha saputo mescolarsi con il cacao per diventare Nutella, la crema oggetto di culto conosciuta in ogni parte del mondo.

Langhe e Roero, con i loro profili ondulati, sono terre di grandi silenzi ma anche di improvvise esplosioni di vitalità.

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Capo Redattore