L’Italia candida la Transumanza a Patrimonio dell’Umanità Unesco

In Italia rappresenta una ricchezza tenuta in piedi da 60 mila allevamenti

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 30/03/2018

“Settembre, andiamo. È tempo di migrare./ Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori / lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all’Adriatico selvaggio /che verde è come i pascoli dei monti”

 Sono i primi versi dei “Pastori”, poesia con cui Gabriele d’Annunzio ha dipinto l’antico rito di spostare le greggi verso climi più miti sul finire dell’estate.

Questa pratica di migrazione stagionale di greggi, mandrie e pastori chiamata Transumanza, (l’attività dei pastori di trasportare, «transumare», appunto) è candidata a diventare patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco.

La richiesta è stata presentata ufficialmente a Parigi dall’Italia, Paese capofila insieme alla Grecia e all’Austria, ora il dossier verrà giudicato dal Comitato di governo dell’Unesco nel novembre del 2019.

Dove viene praticata la Transumanza

La Transumanza viene praticata nelle regioni del Centro, del Mezzogiorno e non solo.

Da Amatrice a Ceccano nel Lazio, da Aversa degli Abruzzi a Pescocostanzo in Abruzzo, da Frosolone in Molise al Gargano in Puglia. Ma pastori transumanti sono ancora in attività anche nell’area alpina, in particolare in Lombardia e nel Val Senales in Alto Adige.

In Italia rappresenta una ricchezza tenuta in piedi da 60 mila allevamenti che ora cerca riconoscimento internazionale per la sua tradizione che lega comunità e territorio.

Plauso dal Viceministro Olivero, De Castro, Coldiretti

Un’iniziativa apprezzata dalla Coldiretti che definisce la candidatura “un passo importante che va accompagnato da un impegno concreto per salvare i pastori in Italia, un Paese dove ci sono 60 mila allevamenti spesso concentrati nelle aree più marginali del Paese, per un patrimonio 7,2 milioni pecore, per la maggior parte in Sardegna“. Plauso anche dal Centro di ricerca Biocult dell’Università del Molise che ha appena presentato una pubblicazione sulle potenzialità socioculturali ed economiche della transumanza nell’Appennino, parlando di “valorizzazione e rivitalizzazione degli spazi dedicati, così come delle pratiche e dei prodotti che ne derivano”.

Ci riempie di orgoglio questa candidatura – ha detto il vice ministro alle Politiche Agricole da poco con le deleghe del settore, Andrea Oliveroin quanto è l’unica per quest’anno del settore agricolo e valorizza una pratica che rinnova il profondo legame tra uomo, prodotto e paesaggio“. Soddisfatto della candidatura il primo vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, che ricorda il ruolo di capofila dell’Italia nella difesa di una ricchezza fondata su tradizioni, cultura, sapori e conoscenze, dopo i riconoscimenti della Dieta Mediterranea e dell’arte dei Pizzaiuoli Napoletani e la candidatura delle Colline del Prosecco.

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