Sfida tra maestri del vino: Caprai e Hofstätter a confronto

Una serata evento propone l'incontro tra le eccellenze prodotte dalla cantina umbra e quella altoatesina

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 24/06/2020

Il “re del Sagrantino” Marco Caprai e il “re del Pinot Nero” Martin Foradori Hofstätter si confrontano amichevolmente a colpi di degustazioni alla cieca e di chicche, in una serata evento. Il deus ex machina dell’azienda agricola Arnaldo Caprai di Montefalco (Umbria) e il rappresentante della quarta generazione alla guida della Tenuta J. Hofstätter di Tramin-Termeno (Alto Adige) hanno deciso di mettere a confronto territori, tecniche di vinificazione, vitigni autoctoni e filosofie aziendali in una serata dedicata a sommelier, appassionati e addetti ai lavori. Tra i protagonisti dell’evento anche il sommelier e wine writer Raffaele Fischetti.

Pinot nero, grande protagonista

L’appuntamento –  aperto al pubblico su prenotazione – è previsto per il 9 luglio e si svolgerà nella tenuta Barthenau, nel cuore dell’altopiano di Mazon, tra le vigne di Pinot Nero di casa Hofstätter. Proprio l’esigente vitigno a bacca rossa sarà il fulcro del confronto “alla cieca”: se Hofstätter cala il suo asso con il Barthenau Vigna S. Urbano Pinot Nero, Caprai risponde nel calice con il suo Malcompare, 100% Pinot Nero della Linea Signature, uno dei vini nati con la collaborazione, nel 2015, con Michel Rolland, espressione di una continua tensione alla sperimentazione e innovazione che fonda le sue basi su un profondo e instancabile lavoro di ricerca e valorizzazione del terroir. L’annata sarà per entrambi la 2016, che ha segnato punte di eccellenza per entrambe le aree viticole.

Produzione e fatturato: i numeri delle due realtà

Bianchi: Sauvignon, Gewürztraminer e “chicche” segrete

Sempre “blind” anche il confronto sulle due declinazioni di Sauvignon. La freschezza e l’intensità sono quelle dei saliscendi di Montefalco per il Sauvignon di Caprai e quelle delle vigne di alta montagna per l’Oberkerschbaum Sauvignon di Hofstätter che nasce da una particella dell’omonimo maso a Pochi di Salorno, tra 750 e 800 metri sul livello del mare. L’annata è la 2018, con la sua estate calda e secca che ha portato a una maturazione anticipata e a una conseguente vendemmia impegnativa che ha però saputo ripagare gli sforzi.

Per i bianchi non alla cieca, un’etichetta personalissima per Hofstätter che apre le porte della sua cantina privata con un Gewürztraminer affinato in anfora, frutto di un esperimento di oltre 10 anni fa e mai messo in commercio. Caprai si prepara a stupire invece con la Cuvée Secrète, il bianco punta di diamante dell’azienda, un blend delle varietà (segrete appunto) che ogni anno si esprimono al meglio e frutto di un affinamento di 6 mesi in barrique di rovere francese.

Vitigni autoctoni: Lagrein e Sagrantino

I due produttori, da sempre impegnati nell’identificare le loro aziende con i rispettivi territori, hanno scelto di puntare i riflettori dei rossi non alla cieca sulle etichette che meglio raccontano le radici della loro viticoltura: Vigna Steinraffler Lagrein l’autoctono di Hofstätter e, inevitabile, la scelta di Caprai che punta sul Sagrantino di Montefalco, varietà che ricama da oltre 400 anni le dolci colline della località umbra e di cui a questa cantina va il merito di averla recuperata e portata a un nuovo rinascimento. Per l’occasione, si degusterà il Sagrantino della Linea Signature, l’acclamato (quanto ricercatissimo), Spinning Beauty.

 

L’evento è aperto al pubblico. Il numero di posti è limitato, per prenotazioni scrivere a [email protected]

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L'Autore

Giornalista

Curioso prima di tutto, poi giornalista. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.