Marchio di qualità "Etico e Tipico" a 23 esercizi di Modena tra bar e ristoranti - InformaCibo

Marchio di qualità “Etico e Tipico” a 23 esercizi di Modena tra bar e ristoranti

di Informacibo

Ultima Modifica: 11/02/2014

Modena febbraio 2014. Ventitré pubblici esercizi di Modena tra bar e ristoranti hanno completato il corso obbligatorio di formazione e informazione sui temi inerenti al progetto e potranno così fregiarsi del marchio di qualità “Etico e Tipico”. A questi si aggiunge l’osteria Francescana di Massimo Bottura, tra i primi a condividere e sostenere il progetto.

Il marchio “Etico e Tipico” contraddistingue le attività che, condividendo una “carta etica” in dieci punti, adottano comportamenti socialmente responsabili per la comunità, l’ambiente e i consumatori: dalla scelta di non avere slot o apparecchi legati al gioco d’azzardo, al contrasto all’abuso di alcol, dalla disponibilità di alimenti per celiaci all’offerta di prodotti tipici locali, all’impegno contro lo spreco e per l’ambiente, impegnandosi nella raccolta differenziata e nel risparmio energetico. Un punto in particolare della carta etica impegna i pubblici esercenti aderenti a donare a fine giornata le preparazioni alimentari invendute, ma valide a tutti gli effetti, ad associazioni di volontariato. Il servizio partirà ai primi di marzo grazie all’associazione Porta aperta che, attraverso il progetto “Nessuno spreco”, inizierà la raccolta con un furgone elettrico segnalato dal marchio “Etico e Tipico”. Nella fase sperimentale di avvio, che coinvolgerà anche attività del centro che non hanno il marchio di “Etico e tipico”, i destinatari degli alimentari raccolti saranno la mensa di Porta Aperta e l’emporio sociale Portobello.

Il marchio – un cuore attraversato da una forchetta e un cucchiaio accompagnato dallo slogan “il buono di Modena” – sarà registrato e sostenuto da campagne e azioni di comunicazione per valorizzare e segnalare bar e ristoranti impegnati a offrire un valore aggiunto in termini di attenzione alla comunità e ai consumatori.

“Anche con ‘Etico e tipico’ – sottolinea Stefano Prampolini, assessore comunale allo Sviluppo economico – intendiamo valorizzare e sostenere pratiche virtuose adottate volontariamente dalle imprese, oltre le prescrizioni di legge, all’insegna della responsabilità sociale. Un nuovo modo di intraprendere – conclude l’assessore – capace di creare benefici e vantaggi non solo per le aziende, ma anche per tutto il contesto in cui operano”.

Le 23 attività che si fregeranno del marchio “Etico e Tipico” sono: Al Goblet, Bar Glam, Bar Graziosa, Bar S. Agostino, Bar Tiffany, Caffè con Tè, Caffè Concerto, Caffè dell’Orologio, Bar Caribe, Caffetteria drogheria Giusti, Gran Caffè, Il Chiosco, Il giusto gusto, Italica Modena, L’Antidoto, La Bicicletta caffè e salumi, La Secchia Rapita, Maxela ristorante macelleria, Millybar, Mon Cafè, Osteria i 5 sensi, Pasticceria Remondini e Swing bar.

Gli attestati saranno consegnati dall’assessore Prampolini e da Massimo Bottura il 20 febbraio alle 20.45 all’Auditorium Monzani di via Aristotele, nella serata in cui si svolgerà “Fate il nostro gioco”, la conferenza – spettacolo, a ingresso libero, di sensibilizzazione e prevenzione contro il gioco d’azzardo patologico (una versione per gli studenti delle superiori andrà in scena nella mattinata del 20 febbraio).

Per chi non ha partecipato alla prima edizione, ma vorrà aderire successivamente al progetto, si raccolgono iscrizioni fino al 30 giugno. Se verrà raggiunto un minimo di venti iscritti si riproporranno i corsi previsti per l'attribuzione del marchio. Le domande vanno inviate a Servizio Attività economico-commerciali, via Santi 40 (tel 059 2032553 – email: [email protected]).

All’iniziativa dell’assessorato comunale allo Sviluppo economico aderiscono Cna, Confersercenti, Lapam e Confcommercio, e collaborano Piacere Modena, Aic (Associazione italiana celiaci), l’onlus Papa Giovanni XXIII e l’onlus Porta Aperta col progetto “Nessuno Spreco” per la raccolta degli alimentari invenduti e donati.

I pubblici esercizi di Modena che possono fregiarsi del marchio di qualità “Etico e tipico”, oltre a sottoscrivere la “carta etica” e gli impegni che prevede in termini di azioni e comportamenti, hanno partecipato, con titolari o dipendenti, al corso di formazione gratuito che ha approfondito i temi della carta in quattro incontri a frequenza obbligatoria. Gli appuntamenti, ciascuno di quattro ore, si sono svolti alla sala Borsa merci a Palatipico nei giovedì 16, 23, 30 gennaio e 6 febbraio.

Il primo incontro ha riguardato la conoscenza, degustazione, promozione e vendita di prodotti tipici locali Dop e Igp (tema affidato a Marina Turrini di Artest spa) con dimostrazione pratica di preparazioni (a cura del ristoratore Paolo Reggiani). Nel secondo appuntamento (a cura di Aic, Associazione italiana celiachia), con una parte teorica e una pratica, si è trattato di celiachia e dieta senza glutine, di modalità corrette di approvvigionamento, stoccaggio, produzione e servizio di un pasto senza glutine, e della normativa regionale. Al termine della lezione, a seguito di un test specifico è stato rilasciato un attestato. Il terzo incontro è stato dedicato alla prevenzione e contrasto di abuso di alcol (del tema, in particolare in relazione ai minori, hanno trattato Patrizia Gambarini e Susanna Beltrami della Polizia municipale di Modena), di gioco d’azzardo patologico e di economia commerciale del gioco d’azzardo (argomento affrontato, anche sotto il profilo legale, da Matteo Iori dell’onlus Papa Giovanni XXIII), e della prevenzione e contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata (relatore Amedeo Pazzanese, capo della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Modena). L’ultimo dei quattro incontri ha trattato invece di risparmio idrico ed energetico (a cura di Giuliano Cavazzuti di Hera), di raccolta differenziata (con Elisa Prata di Hera), del recupero di prodotti invenduti ma ancora perfettamente utilizzabili a favore di organizzazioni caritative (argomento affrontato sotto il profilo sanitario da Maura Malaguti dell’Ausl, e dal punto di vista del volontariato da Giorgio Bonini di Porta Aperta e Luigi Zironi del Centro servizi volontariato e dell’emporio sociale Portobello).

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Capo Redattore