Nasce “Firmato dai Pescatori Italiani”: un nuovo marchio per valorizzare il pescato nazionale
di Simone Pazzano
Ultima Modifica: 01/12/2025
È stato siglato a Carloforte, nella storica tonnara sarda, il protocollo che sancisce la nascita del marchio “Firmato dai Pescatori Italiani”. L’iniziativa, che è stata promossa da Coldiretti Pesca insieme a Filiera Agricola Italiana, mira a introdurre un sistema di tracciabilità e riconoscibilità per i prodotti ittici pescati nel nostro Paese, e a creare una filiera trasparente e sostenibile che può contare in Italia su circa 12mila imbarcazioni per un giro d’affari complessivo di poco meno di 750 milioni di euro.
Obiettivo: distinguere il prodotto italiano
L’introduzione del marchio avviene in un contesto di forte squilibrio tra offerta nazionale e pesce importato. Secondo i dati diffusi da Coldiretti, oltre 8 pesci su 10 nei ristoranti e supermercati italiani provengono dall’estero. Le importazioni ammontano a circa 840 milioni di chili all’anno, a fronte di una produzione interna che si ferma attorno ai 130 milioni di chili.
La difficoltà di identificare l’origine del pescato – complice anche un etichettaggio poco chiaro – è dunque una delle principali criticità rilevate, sia nella distribuzione che nella ristorazione.
Come funziona il marchio
“Firmato dai Pescatori Italiani” potrà essere apposto sui prodotti provenienti da pesca o acquacoltura effettuate in acque italiane. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato sostenere economicamente le imprese del settore, dall’altro offrire ai consumatori uno strumento per riconoscere più facilmente la provenienza del pesce che acquistano o consumano.
“Vogliamo far conoscere l’eccellenza degli stock ittici italiani, spesso sottovalutata, ma in realtà di altissima qualità“, ha sottolineato Daniela Borriello, responsabile Coldiretti Pesca.
Il protocollo prevede un sistema di controllo a cura di Filiera Agricola Italiana, ente che già opera nel comparto agroalimentare e che si occuperà di verificare la tracciabilità dei prodotti ittici che adotteranno il marchio.
Un modello mutuato dall’agroalimentare
Il modello proposto ricalca quello già adottato nel settore agricolo: una filiera che punta sulla trasparenza, sulla valorizzazione dei produttori locali e su un rapporto più diretto tra chi produce e chi consuma. Con l’estensione al comparto ittico, Coldiretti intende costruire un ponte tra mare e mercato, rispondendo anche alla crescente attenzione verso la sostenibilità.
Alla firma del protocollo erano presenti rappresentanti del mondo politico e associativo, tra cui Ettore Prandini, presidente Coldiretti, Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Daniela Borriello, responsabile Coldiretti Pesca, Stefano Albertazzi, direttore Filiera Agricola Italiana e Battista Cualbu, presidente Coldiretti Sardegna. Tra i punti messi in evidenza: la necessità di aumentare la competitività delle imprese italiane e la possibilità di ottenere una maggiore remunerazione per i pescatori, legata anche alla riconoscibilità del loro lavoro.
Condividi L'Articolo
L'Autore