Il mare in tavola a Natale: tradizione consolidata, consapevolezza in crescita
di Simone Pazzano
Ultima Modifica: 01/12/2025
Code più lunghe ai banchi, richieste precise, quel rituale di scelte che prepara la tavola delle feste: nelle settimane che precedono Natale, le pescherie italiane raccontano una storia che si ripete, confermata anche dai dati. Una recente ricerca condotta da MSC – Marine Stewardship Council in collaborazione con NielsenIQ ribadisce la tradizione: l’87% delle famiglie italiane porterà piatti di mare sulla tavola natalizia. I numeri però raccontano anche altro d’interessante: per un consumatore su quattro, ad esempio, la sostenibilità è entrata tra i criteri di scelta.
Indice
La Vigilia resta il cuore della tradizione
Il calendario del pesce durante le festività segue una gerarchia precisa: le vigilie si confermano infatti il momento di maggior presenza del pesce in tavola. La Vigilia di Capodanno guida la classifica con il 70% delle tavole, seguita dal 24 dicembre al 63%. A Natale invece la percentuale scende al 40%, mentre l’Epifania segna il calo più netto: solo il 14% sceglie piatti di mare per chiudere le festività. Un ritmo che riflette la liturgia domestica italiana, dove la cena della Vigilia mantiene il suo carattere di appuntamento irrinunciabile.
Le specie più amate: crostacei, salmone, vongole
Se si analizzano le preferenze degli italiani in tema di specie ittiche, i crostacei guidano la classifica con il 48% delle scelte. A seguire si trovano il salmone (41%) e le vongole al 30%. Una concentrazione che però pone una questione rilevante:
la pressione sulle specie più comuni rischia di accentuarne il sovrasfruttamento, in un contesto globale dove la FAO stima che oltre il 35% delle popolazioni ittiche mondiali sia già oltre i limiti di sostenibilità.
Quest’anno potrebbe quindi essere una buona idea portare in tavola un pesce diverso, considerate le innumerevoli possibilità che ci propone il Mediterraneo. Diventa dunque fondamentale conoscere bene la stagionalità del pesce.
Gli spaghetti alle vongole, piatto simbolo
A guidare la classifica dei piatti delle feste sono gli spaghetti alle vongole, votati dal 48% dei partecipanti al sondaggio. Seguono l’insalata di mare al 41% e la frittura mista al 38%. In questa speciale graduatoria del gusto degli italiani, il polpo con le patate e il cocktail di gamberetti, entrambi al 34%, completano un quintetto che racconta abitudini consolidate da decenni, trasmesse tra generazioni come un patrimonio di gesti e sapori.
La sostenibilità entra nei criteri di scelta
Il dato più interessante della ricerca riguarda però la provenienza del pesce. La sostenibilità è diventata infatti uno dei primi tre criteri di scelta per quasi un consumatore su quattro, il 22% degli intervistati. In cima alla lista restano la freschezza del prodotto, indicata dal 63%, il prezzo al 45% e le certificazioni di qualità al 33%.
Il fatto che la sostenibilità compaia tra i fattori determinanti per oltre un quinto degli italiani segna un cambiamento importante rispetto al passato.
Cosa farebbero gli italiani di fronte a specie a rischio
La consapevolezza di tutto ciò emerge anche nelle dichiarazioni di intenti. Alla domanda su come reagirebbero scoprendo che il pesce servito a Natale proviene da specie a rischio di estinzione, il 36% afferma che ne ridurrebbe il consumo, il 28% continuerebbe ad acquistarlo ma solo da fonti certificate sostenibili, mentre il 22% smetterebbe di consumarlo del tutto. Numeri che raccontano una sensibilità diffusa, anche se resta da capire quanto le intenzioni dichiarate si traducano poi in comportamenti reali al banco del pesce.
Alternative sostenibili: un mercato che esiste
Il mercato del pesce offre molte opzioni. Esistono infatti oltre 200 specie ittiche certificate , come spiega Valentina Prati, responsabile della comunicazione di MSC in Italia: “Il periodo natalizio rappresenta un momento ideale per riflettere sul valore delle nostre scelte alimentari. Scegliere pesce da pesca sostenibile, riconoscibile dal marchio blu MSC presente in Italia su oltre 1300 referenze di prodotti ittici surgelati, in conserva, refrigerati e nel pet food, significa contribuire concretamente alla tutela degli oceani e alla continuità delle tradizioni che amiamo”.
Cosa indica lo Standard MSC
Il programma MSC si basa su uno standard scientifico e indipendente, articolato su 3 principi fondamentali:
- Stato degli stock ittici – le popolazioni devono essere in salute e sfruttate in modo che possano riprodursi e mantenersi nel tempo.
- Impatto ambientale della pesca – le attività di pesca devono minimizzare gli effetti sugli ecosistemi marini, preservando habitat e biodiversità.
- Gestione efficace della pesca – devono essere presenti sistemi di gestione solidi, trasparenti e basati su dati scientifici per garantire la legalità e la tracciabilità lungo tutta la filiera.
Solo le attività di pesca che soddisfano tutti e tre i principi possono ottenere la certificazione MSC, offrendo ai consumatori la garanzia di un pesce buono per sé e per l’oceano.
In Italia le festività natalizie restano dunque il periodo preferito per portare il mare in tavola. Ma la tradizione, per continuare, dovrà fare i conti con la salute dei mari da cui attinge. Una consapevolezza che, almeno nei numeri di questa ricerca, sembra farsi strada. La sfida da vincere sarà rendere le alternative sostenibili sempre più visibili e comprensibili al consumatore medio, che spesso si muove tra abitudine e fretta, con poco tempo per decifrare etichette e certificazioni.
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