Mare Mio by Gin Mare 2025: recuperati 1.504 kg di rifiuti dal Mediterraneo
Quinta edizione del progetto ambientale del brand: oltre 60 uscite in mare tra maggio e settembre, con immersioni fino a 55 metri di profondità. Dal 2021, sottratte 5 tonnellate di rifiuti alle acque italiane
di Simone Pazzano
Ultima Modifica: 23/10/2025
Centocinquanta chilogrammi di rifiuti recuperati nel solo intervento di Capri. Tre reti fantasma estratte dai fondali del Salto di Tiberio. Otto immersioni tecniche in cinque mesi di attività. Sono alcuni dei numeri della quinta edizione di Mare Mio, il progetto di tutela ambientale promosso da Gin Mare in collaborazione con la Fondazione Marevivo.
L’iniziativa, attiva dal 2021, ha registrato nel 2025 il recupero di 1.504 chilogrammi di rifiuti dalle acque del Mediterraneo, portando il totale complessivo a 5 tonnellate in cinque anni di attività. Il 50% dei materiali raccolti è costituito da plastica.
Indice
Interventi in profondità: il caso Capri
L’operazione più complessa della stagione si è svolta nei pressi del Salto di Tiberio, a Capri, dove nove sommozzatori hanno lavorato a profondità comprese tra 40 e 55 metri. L’intervento ha consentito di rimuovere 250 metri di reti da pesca abbandonate, comunemente definite “reti fantasma” per la loro capacità di continuare a intrappolare fauna marina anche dopo la dismissione.
Durante la stessa operazione è stata recuperata anche una scocca di motorino, esempio di smaltimento irregolare che può rimanere sui fondali per decenni.
Il protocollo operativo
L’attività si è articolata tra maggio e settembre con oltre 60 uscite in mare. Le località interessate includono Camogli, Portofino e Capri, aree caratterizzate da elevato traffico turistico e, conseguentemente, da maggiore pressione antropica sugli ecosistemi marini.
Il team operativo ha coinvolto marinai e sommozzatori specializzati, con un protocollo che prevede la catalogazione dei rifiuti recuperati, affidato a Marevivo per la successiva analisi e lo smaltimento secondo le normative vigenti.
Il contesto: i dati sulla plastica in mare
Secondo i dati internazionali, la produzione globale di plastica raggiunge 400 milioni di tonnellate annue, di cui 14 milioni finiscono negli oceani. Le proiezioni indicano che, senza interventi strutturali, entro il 2050 la quantità di plastica presente nei mari potrebbe superare quella dei pesci.
Nel Mediterraneo, la concentrazione di microplastiche risulta superiore alla media mondiale, con particolare criticità nelle aree costiere ad alta densità abitativa e turistica.
La collaborazione con Marevivo
Il progetto si avvale del supporto tecnico e scientifico della Fondazione Marevivo, attiva dal 1985 nella tutela del mare e delle sue risorse. La partnership prevede non solo la fase operativa di raccolta, ma anche attività di sensibilizzazione e formazione, con particolare attenzione alle giovani generazioni.
Ogni rifiuto recuperato viene sottoposto ad analisi per tracciarne l’origine e contribuire ai database nazionali sul marine litter, utilizzati per orientare le politiche di prevenzione.

Prospettive future: avanti anche nel 2026
Gin Mare ha confermato la prosecuzione del progetto anche per il 2026, con l’obiettivo di estendere le aree di intervento e intensificare le attività di monitoraggio dei fondali. Il brand, che basa la propria identità produttiva sulle botaniche mediterranee, collega direttamente la tutela ambientale alla sostenibilità della filiera.
La quinta edizione di Mare Mio si inserisce in un quadro più ampio di iniziative corporate dedicate alla salvaguardia marina, un settore che vede un crescente coinvolgimento sia del comparto privato che delle istituzioni pubbliche, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
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