Perché in Alta Langa il merluzzo si lancia (e adesso ci hanno fatto un sentiero) - InformaCibo

Perché in Alta Langa il merluzzo si lancia (e adesso ci hanno fatto un sentiero)

Ad Albaretto della Torre, "Merluzzo in SensoVia" è un percorso in cinque tappe, una per ogni senso. Il nome richiama la storia della Via del Sale e un'antica gara di paese che lungo il sentiero rivive ancora oggi.

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 09/06/2026

Vince chi lo scaglia più lontano, e il premio è il pesce stesso: un merluzzo che, dopo troppi lanci, può arrivare al vincitore piuttosto malconcio. È il Lancio del Merluzzo, una gara di paese che sembrerebbe fatta per il mare e che invece si tiene in Alta Langa, tra colline e noccioleti, a un centinaio di chilometri dalla costa. L’antica tradizione rivive oggi lungo “Merluzzo in SensoVia“, il percorso di 4 chilometri inaugurato ad Albaretto della Torre dal Comune con l’agenzia LoveLanghe: cinque tappe, una per ciascuno dei sensi, e tra le esperienze proprio il lancio del pesce.

Per alcuni però potrebbe restare il dubbio: come è arrivato il merluzzo fin lassù? Per una volta la risposta non sta nel marketing, ma la racconta la geografia storica del Piemonte.

Perché un pesce di mare diventa tradizione in collina

Per secoli l’Alta Langa è stata attraversata dalla Via del Sale: non una strada sola, ma una rete di mulattiere che collegavano la costa ligure all’entroterra piemontese. Il sale era merce preziosa e pesantemente tassata dalla gabella, l’imposta su un bene di cui nessuno poteva fare a meno: prima del frigorifero era lo strumento principale per conservare il cibo. Lungo quelle stesse mulattiere viaggiava anche il pesce che del sale viveva: il baccalà e lo stoccafisso, le due facce della conservazione del merluzzo. Trattato così, poteva sopportare giorni di cammino verso l’interno e arrivare sulle tavole di paesi che il mare non lo vedevano mai. È da qui che il sentiero prende le mosse.

Oltre al merluzzo viaggiavano anche le acciughe sotto sale, ed è la loro storia a dire quanto in profondità il pesce di mare abbia messo radici in questa cucina di collina. A portarle erano gli acciugai, venditori ambulanti che soprattutto dalla Val Maira percorrevano il Piemonte con i carretti carichi di barili. Si racconta che l’acciuga aveva anche una seconda funzione meno limpida: nascondere il sale di contrabbando, stipato sotto gli strati di pesce per sfuggire ai dazieri. Da quel commercio è rimasto un piatto simbolo della regione, la bagna càuda — la salsa calda di aglio, olio e acciughe attorno a cui ci si siede ancora d’inverno. Pesce e sale, insomma, hanno risalito queste colline insieme, e insieme ci sono rimasti.

Dal gioco dei mercanti a una festa di paese

L’origine della gara di lancio sta proprio in quel commercio. All’arrivo dei mercanti, i bambini del posto correvano loro incontro, incuriositi e in attesa di un regalo. Per intrattenerli, i venditori inventarono il Lancio del Merluzzo: vinceva chi scagliava il pesce più lontano, e il premio era il merluzzo della gara che, dopo molti tiri, com’è facile immaginare, arrivava al vincitore in condizioni discutibili. Di passaggio in passaggio, quel gioco è diventato negli anni una festa: un gesto simbolico che celebra con ironia le radici della cultura rurale e il vecchio legame tra queste colline e la costa.

Merluzzo in SensoVia, itinerario Alta Langa

Merluzzo in SensoVia: quattro chilometri, cinque sensi

Costruite con il coinvolgimento del territorio, le cinque tappe dell’itinerario di Merluzzo in SensoVia assegnano a ogni senso un luogo preciso e un tema legato all’Alta Langa:

  1. Vista — Ponte panoramico: l’osservazione del borgo e dell’ecosistema circostante.
  2. Udito — Lavatoio di inizio Novecento: l’ascolto dei suoni della natura e dell’acqua.
  3. Olfatto — Bosco di roveri: introduzione al tartufo bianco d’Alba e ai funghi del sottobosco.
  4. Tatto — Noccioleti: la Nocciola Piemonte IGP.
  5. Gusto — Arnie e ruralità: il mondo delle api e del miele.

Lungo il cammino sono distribuiti quiz, giochi e contenuti multimediali pensati per adattarsi sia ai bambini sia agli adulti. Chi vuole fermarsi a mangiare trova diverse formule a base di prodotti di filiera corta: pic nic, brunch, degustazioni e aperitivi, oppure una box da portare con sé. L’itinerario si può percorrere liberamente, con i propri tempi o vivere attraverso le esperienze firmate LoveLanghe e SensoVia, Lancio del Merluzzo compreso.

Un itinerario per il turismo di prossimità

La proposta si inserisce in una tendenza cresciuta negli ultimi anni: il turismo di prossimità. Meno tempo per viaggiare, budget più contenuti e mete tradizionali congestionate dall’overtourism spingono a riscoprire luoghi vicini a casa, raggiungibili senza la complessità logistica di un viaggio lungo. “Merluzzo in SensoVia” risponde a questa domanda con un’offerta che tiene insieme camminata, gastronomia di territorio e paesaggio, pensata soprattutto per le famiglie e per chi cerca una giornata all’aperto senza spostamenti impegnativi.

Il sentiero, percorribile con i propri tempi e in libertà, è pronto ad accogliere i visitatori per la stagione estiva.


Per altre storie come questa, leggi: Mediterraneo in tavola, la mia rubrica dedicata al nostro mare. Notizie, ingredienti, piatti tradizionali e itinerari lungo coste e isole.

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L'Autore

Giornalista

Scrivo "nel bere e nel mare". Mi piace raccontare le storie che finiscono nei nostri bicchieri e tutto ciò che riguarda il prezioso Mediterraneo. Ne parlo su testate di settore come Informacibo.it e Osserva Beverage (La Repubblica). Curo "Onde", una newsletter dedicata ai temi della comunicazione e "Blu Mediterraneo", community per gli amanti del mare.