Coronavirus e nuovo Dpcm: cosa succede a ristoranti, locali, movida. Testo integrale

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 19/10/2020

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato ieri sera, domenica 18 ottobre, il nuovo Dpcm varato per contrastare la seconda ondata di covid che resterà in vigore fino al 13 novembre.

Tra le novità, alcuni paletti per quanto riguarda la movida nei locali e gli orari per ristoranti e bar. Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui  sono compresi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 del mattino e fino alla mezzanotte con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo.

Se non c’è possibilità di consumo al tavolo, le attività sono consentito solo fino alle ore  18.00.

Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze. Misura questa, forse per cercare di arginare possibili assembramenti soprattutto in caso di movida.

Gli esercenti hanno anche l’obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Regole leggermente diverse per quanto concerne gli  esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade (gli autogrill), negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Stop a sagre ed eventi locali. Restano invece consentite “le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale ed i congressi, previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro”. Viene disposto inoltre che “Sono sospese tutte le attività di convegni o congressi ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza”.

Il nuovo decreto di Conte prevede che possa essere disposta la chiusura di vie o piazze dei centri urbani, dalle 21, nelle zone dove si potrebbero creare assembramenti. Resta possibile in queste zone l’accesso e il deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

Qui il testo integrale del decreto del 18 ottobre 2020

 

DPCM 18 ottob1603060912481_DPCM_18_ottobre_2020
re 2020

 

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