NutrInform Battery, lo schema di decreto notificato alla Commissione Ue

La misura non riguarderà i prodotti a indicazione geografica (Dop, Igp e Stg)

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 30/01/2020

L’Italia ha notificato alla Commissione europea il decreto interministeriale predisposto dai ministeri dello Sviluppo Economico, della Salute e delle Politiche Agricole, Alimentari e forestali che propone un sistema volontario di etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari, alternativo al francese Nutriscore.

Lo schema italiano prevede l’utilizzo di un simbolo “a batteria”, denominato NutrInform Battery, che indicherà al consumatore l’apporto nutrizionale dell’alimento in funzione del suo fabbisogno giornaliero e del corretto stile alimentare, evidenziandone l’apporto di calorie, grassi, zuccheri e sale per singola porzione rispetto alla quantità raccomandata dall’Unione europea.

La misura non riguarderà i prodotti a indicazione geografica (Dop, Igp e Stg)

Commentando la notifica la ministra alle politiche agricole, Teresa Bellanova,  ha  scritto sui social: “Siamo soddisfatti del lavoro fatto insieme ai ministeri della Salute e dello Sviluppo economico per dotare il nostro Paese di un sistema volontario di informazioni al consumatore attraverso il modello a batteria. Una forma di etichettatura che traduce visivamente la tabella nutrizionale e che prende in considerazione la porzione e il fabbisogno energetico”.

Poi pubblicamente la ministra ha aggiunto: «Daremo battaglia a Bruxelles su un punto: queste norme sono volontarie. Chiediamo alla Commissione Ue di vigilare attentamente perché alcune catene della grande distribuzione pretendono l’etichettatura con il Nutriscore minacciando o attuando ritorsioni commerciali. È inaccettabile. Sarebbe la fine del mercato unico, uno smacco per i consumatori. Non può essere la Gdo a dettare legge al posto della Commissione o degli Stati. Chiediamo anche agli Stati membri, in particolare alla Francia, di attivarsi per mettere fine al reiterarsi di questa pratica sleale, che viola anche la nuova direttiva europea in materia».

Cliccare  qui  per scaricare il documento inviato alla Commissione europea.

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