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Gli italiani e la pizza: le abitudini di consumo emerse dalla ricerca Doxa per Eataly

L'indagine analizza il rapporto tra gli italiani e la pizza, concentrandosi su frequenza di consumo, tipologie preferite e abitudini di scelta

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 13/10/2021

Abitudinari nella frequenza di consumo, ma non nei gusti. Eataly ha commissionato a Doxa la realizzazione di una ricerca volta ad esplorare il tema del consumo di pizza degli italiani, da cui è emerso che questa specialità è a tutti gli effetti un comfort food legato a momenti di convivialità, ma non solo: i consumatori si fanno guidare nella scelta da filiera, ingredienti del territorio e lunghe lievitazioni.

La ricerca Doxa – che ha preso in considerazione diversi parametri: frequenza di consumo, tipologie preferite, comportamenti di scelta – è stata anche l’occasione per Eataly per lanciare il percorso di formazione per pizzaioli Eataly Pizza Makers, dedicato a giovani talenti, futuri custodi di un mestiere che è a tutti gli effetti un patrimonio culturale italiano da valorizzare che ha reso l’Italia famosa nel mondo.

La pizza è un rito settimanale

Ben l’86% degli italiani mangia la pizza almeno una volta a settimana, mentre il 40% arriva anche a due volte: dati che sottolineano l’amore per questo cibo cult della nostra tradizione gastronomica. L’alta frequenza di consumo è un’abitudine diffusa soprattutto tra il pubblico più giovane di età compresa tra i 18 e i 24 anni che si spinge a consumarla anche tre volte la settimana (16%).

Una tendenza che mostra un cambio di passo e mentalità: dall’analisi emerge che la pizza non è più percepita come un alimento da consumare con moderazione perché che fa ingrassare o perché pesante (lo pensano solo rispettivamente il 5% e il 3% degli intervistati), ma piuttosto come un comfort food da condividere in compagnia durante una serata tra amici e in famiglia.

Materie prime (italiane) di qualità e digeribilità

I fattori che influenzano i consumatori nella scelta della pizza sono diversi, ma tra questi ne spiccano due fondamentali: gli ingredienti, che devono essere di qualità e locali, e la digeribilità e leggerezza dell’impasto. Secondo l’analisi, gli italiani sono disposti a pagare di più se una pizza è preparata con ingredienti di qualità (84%) e italiani (76%), in particolare i più giovani, e se è lievitata a lungo (66%), scelta prediletta dai consumatori più maturi.
Altre caratteristiche ricercate sono ingredienti sostenibili (56%) e farine di grani antichi (52%), meno impattante invece la fama del pizzaiolo, che interessa un segmento più di nicchia, (24%) che sale ad un 35% tra i giovani nella fascia d’età 14-34 anni.

Le tipologie di pizza: agli italiani piace tonda

La pizza è una, ma le sue declinazioni e forme sono tante: alta, sottile, al trancio, alla pala, gourmet. Fra le tante opzioni tra cui scegliere, dalla ricerca emerge che il 76% degli italiani preferisce la classica pizza tonda nella versione tradizionale, servita con condimenti che vanno dal classico al creativo (45%) o napoletana con il cornicione alto (31%), probabilmente anche le più note e diffuse sul territorio nostrano. Per la romana, sottile e croccante, si parla dell’11%, mentre per quella al taglio, in teglia o in padella, del 7%. La versione gourmet, tagliata a spicchi e con ingredienti ricercati, è preferita solo dal 5%.

No all’abitudine, sì alla sperimentazione

Dalla ricerca Doxa per Eataly emerge un’altra curiosità interessante: gli italiani amano sperimentare. Se un tempo nell’immaginario comune la pizza era normalmente legata a un consumo abitudinario, oggi più di un terzo degli intervistati dichiara di essere propenso a provare gusti diversi e proposte nuove quando è fuori a cena (soprattutto nella fascia di età che oscilla tra i 18 e i 44 anni). Dall’analisi si evince che gli italiani sembrano decidere quale pizza ordinare sul momento, in base alle voglie della serata (46%) e alle proposte che più incuriosiscono sul menù (43%), mentre solo un 11% sceglie sempre la “solita pizza”.

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L'Autore

Giornalista

Curioso prima di tutto, poi giornalista. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.