Premio Fabbri per l’arte – 13 anni e un secolo

19 fotografi per un secolo (più 13 anni) di dolcezza con l'Amarena

di Redazione

Ultima Modifica: 06/12/2018

Entriamo nella sala al piano nobile di Palazzo Pepoli Campogrande, un bellissimo palazzo a pochi passi da piazza Maggiore a Bologna, sede distaccata della Pinacoteca nazionale, e Nicola Fabbri, amministratore delegato della Fabbri 1905, ci mostra il Resto del Carlino che dedica un’intera pagina alla sesta edizione del Premio Fabbri per l’Arte intitolata “13 anni e un secolo – Fotografia”.

Il titolo de il Resto del Carlino: «Ho lavorato nell’azienda dell’amarena e ora l’ho fatta inquadrare dagli obiettivi»

Nino Migliori, nella sala di Palazzo Pepoli, sede della Mostra a Bologna

Il curatore della mostra, l’artista fotografo Nino Migliori

Ma Nicola subito non ci parla delle fotografie che sono sulle pareti della sala, bensì del curatore della Mostra, Nino Migliori, 92 anni, in gioventù ispettore generale dell’azienda bolognese dell’Amarena. E proprio all’artista Migliori il Carlino dedica il titolo a tutta pagina: «Ho lavorato nell’azienda dell’amarena e ora l’ho fatta inquadrare dagli obiettivi». Con commozione Nicola, mostrandoci il quotidiano bolognese, ci racconta che Migliori ha iniziato da giovanissimo a lavorare proprio nell’azienda di famiglia, “era un quadro aziendale di gran valore -dice Fabbri- stimato da tutti noi, poi da “grande” è diventato uno dei più grandi fotografi del mondo ed ora è stato il curatore di questa prestigiosa mostra artistica chiamata, 13 anni e un secolo e la famiglia Fabbri gli è riconoscente”.

E’ stato scelto un bel titolo: ci ricorda che l’azienda dell’Amarena Fabbri è nata nel 1905 e quest’anno compie 113 anni.

Diciannove fotografi per la mostra del Premio Fabbri per l’arte

Ed è stato proprio Migliori, tra l’altro vincitore anche della prima edizione del Premio, lanciato nel 2005 per celebrare il primo centenario della Fabbri, a riunire le opere dei diciannove fotografi, tra i migliori d’Italia, che hanno puntato i loro obiettivi sull’Amarena per la sesta edizione del Premio Fabbri per l’arte.

Dal 7 dicembre al 13 gennaio si possono ammirare le loro personali interpretazioni di Amarena – raccontando storie, tradizione, simbologie – in questa mostra che lega l’azienda Fabbri all’Arte.

Il legame con l’arte nasce fin dai primi anni di vita della Fabbri: fu lo stesso fondatore, Gennaro Fabbri, a commissionare ad un ceramista il celebre vaso bianco e blu diventato l’icona aziendale.

Per questa edizione Migliori ha scelto di invitare maestri di fama internazionale (Franco Fontana e Giovanni Gastel fra gli esempi) e giovani emergenti uniti da un denominatore comune: «il gusto della ricerca e la disponibilità a mettersi in gioco», per usare le parole del curatore. Un gioco che, come per ogni edizione del Premio, si annuncia dolcissimo.

Nicola Fabbri, Ad Fabbri 1905, durante l’anteprima della mostra

È la prima volta – ricorda l’ad Nicola Fabbri che il Premio, assegnato con cadenza triennale, sceglie in modo specifico la fotografia. Scultura e pittura avevano fatto da padrone in tutte le precedenti edizioni. Una scelta che trova ragione nella sempre maggiore internazionalità del nostro marchio, oggi presente in più di 100 nazioni nei 5 continenti. Vantiamo autori di respiro internazionale per cogliere le visioni originali, diverse e stimolanti che vogliamo far emergere dalle sensibilità di ciascun territorio“.

L’operatore della Rai si prepara ad inquadrare un’opera

Una mostra pronta a sorprendere e capace di far sognare

Molti lavori prendono spunto dal motivo bianco e blu che decora il vaso di Amarena Fabbri, icona e sinonimo di bontà scolpito nell’immaginario di generazioni, anche di quelle più giovani. Ogni opera, poi, ha in sé una narrazione fatta di ricordi personali e riflessioni sull’estetica contemporanea. Cui si unisce, in alcuni casi, un riconoscimento all’importanza della figura femminile attraverso la scelta di una donna come protagonista: a creare la famosa “marena con frutto”, del resto, fu Rachele Buriani, moglie del fondatore dell’azienda.

I fotografi coinvolti nell’iniziativa

Angelo Anzalone, Linda Bertazza, Paola Binante, Massimiliano Camellini, Silvio Canini, Alessia De Montis, Vincenza De Nigris, Franco Fontana, Giovani Gastel, Piero Gemelli, Mataro da Vergato, Stefano Mazzali, Brigitte Niedermair, Joe Oppedisano, Pierpaolo Pagano, Gianni Pezzani, Stefano Scheda, Pio Tarantini, Rui Wu.

La Mostra a Bologna

Palazzo Pepoli Campogrande, via Castiglione 7

7 dicembre 2018 – 13 gennaio 2019

Tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00, escluso il lunedì

Ingresso libero

Fabbri 1905 in breve

L’azienda conta oggi 300 dipendenti, 1.300 prodotti, 17 linee di produzione e 11 sedi in tutto il mondo. Una holding familiare che distribuisce in più di 100 nazioni, guidata dalla quarta generazione Fabbri: Nicola, Paolo e Umberto. La quinta generazione, rappresentata da Camilla, Carlotta, Stefania, Federico e Pietro Fabbri, ha già fatto il suo ingresso in azienda. Seguendo le orme di Gennaro: l’etica e la filosofia della prima generazione permea ancora oggi la storia aziendale e familiare. La produzione è divisa in tre settori distinti. La pasticceria e la gelateria artigianale, con prodotti per tutte le esigenze degli artigiani del dolce, e il mondo del fuoricasa, con un’offerta rivolta ai professionisti della ristorazione e del bar. Tutto il know-how espresso sui mercati professionali viene portato anche nel largo consumo, dove Fabbri è leader indiscusso di mercato con prodotti come la sua Amarena e gli sciroppi.

 

 

Nicola Fabbri e Nino Migliori mentre ammirano le opere in mostra

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