Pro Faito, il cibo per tenere viva una montagna

Pro Faito, il cibo per tenere viva una montagna

L’enogastronomia è uno strumento per costruire comunità, fare rete e avere un presidio stabile in un territorio fragile.

di Alice Bignardi

Ultima Modifica: 11/06/2026

Cosa fanno davvero le pro loco e quale ruolo giocano nel tenere vivo un territorio? Questa è la storia della Pro Faito, creata nel 1984 a Monte Faito, nel territorio di Vico Equense, impegnata nella tutela, sviluppo e promozione della montagna. Da oltre 40 anni mette in relazione residenti, visitatori, operatori economici, istituzioni e autorità locali.

Con la caduta della funivia nell’aprile 2025, la Pro Faito si è trovata in un territorio ancora più fragile e isolato. Per rispondere a queste difficoltà, ha scelto di fare dell’enogastronomia lo strumento con cui ricostruire e alimentare il tessuto culturale e sociale del luogo.

I prodotti tipici di Faito e dintorni

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Faito è una montagna sul mare ricca di prodotti tipici. Le nocciole e le castagne del Faito raccontano il rapporto tra la montagna e i suoi boschi. 

Poco più sotto, nella frazione di Moiano, piccole zone sono ancora dedicate agli allevamenti che producono il latte per il fior di latte, completamente diverso dalla mozzarella di bufala perché molto più sapido, ma al tempo stesso più delicato. In forma di treccia, zizzona, nodini o bocconcini, il fior di latte si compra quasi ogni giorno e si tiene fuori dal frigorifero. Al secondo giorno si fa a cubetti e si utilizza per paste al forno e torte salate.

Il territorio è letteralmente disseminato di caseifici che, con lo stesso latte, producono anche provole dolci e affumicate, ricotta, caciocavallo e Provolone del Monaco DOP

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Da abbinare al fior di latte, i pomodori cuore di bue locali: un tempo tipici della zona, oggi sempre più rari da trovare nella loro varietà originaria a causa dell’altissima richiesta. Sempre di Moiano sono i tipici taralli napoletani a base di strutto e mandorle tostate. 

Come dolce tipico di tutta la zona, data anche la disponibilità dei limoni di Sorrento e dei limoni di Amalfi, le delizie al limone, che si servono affogate nella loro crema. 

Faito vivo, sentieri del gusto

Nasce da questa enorme ricchezza l’idea di Faito vivo, sentieri del gusto, un progetto per il cui finanziamento la Pro Faito ha partecipato al Bando enogastronomico della Regione Campania, che destina un totale 9,5 milioni di euro per sostenere progetti di valorizzazione del turismo enogastronomico, integrati con inclusione sociale e promozione culturale. 

Il progetto consegnato prevede una mappatura di tutte le strutture ricettive, la creazione di strumenti digitali per raccontarle e collegarle, un calendario di attività distribuite durante l’anno e l’istituzione di un eco-museo diffuso. Si tratta di una proposta continuativa e destagionalizzata fatta di laboratori, passeggiate, esperienze di raccolta e trasformazione delle materie prime, visite guidate, cene, workshop, attività didattiche e momenti dedicati ai bambini. 

L’obiettivo è creare una rete che unisca tutti i soggetti che abitano la montagna per poi riuscire a instaurare un legame con chi la visita, usando il patrimonio enogastronomico del Monte Faito.

Una rete di eventi per tenere acceso il Faito

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Sul Monte Faito esistono esperienze diverse che contribuiscono allo stesso obiettivo. Tra queste c’è Faito Doc Festival, evento internazionale dedicato al cinema documentario la cui 20esima edizione è in programma dal 18 al 26 luglio 2026 e avrà come tema la Comunità. 

Il Faito ospita anche Faito Psiché, progetto nato in collaborazione con la comunità terapeutico-riabilitativa Il Camino: dal 7-11 settembre 2026, un convegno che intreccia psicologia, arte e relazione umana, con masterclass, pratiche esperienziali, teatro sensoriale, biblioteca vivente, yoga, musicoterapia e arteterapia. 

A questi percorsi si aggiunge In Canto, dal 17 al 21 settembre 2026, tre giorni di canti nel bosco che sfruttano la particolare acustica delle neviere, antiche conche di raccolta del ghiaccio che ancora oggi resistono intatte grazie alle radici degli enormi faggi secolari.

Infine, una sagra: sul Faito c’è la Festa della Castagna di Monte Faito, che si raccoglie nel bosco tra ottobre e novembre. 

Cinema, psicologia, musica, cammini: il Faito sta costruendo intorno a sé una rete di esperienze che parlano la lingua della cultura e della relazione. Il cibo, qui, può diventare proprio questo: un modo concreto per tenere insieme memoria, economia locale, accoglienza e futuro.


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L'Autore

Scopro l'Italia un ingrediente alla volta. Seguo gli chef in cucina e mi faccio raccontare tutti i loro segreti!