Riorganizzazione di Parmalat: i sindacati lanciano l'allarme - InformaCibo

Riorganizzazione di Parmalat: i sindacati lanciano l’allarme

Il quartier generale di Collecchio verrà abbandonato e la società smembrata?

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 28/01/2019

Un forte grido di allarme da parte dei sindacati per la riorganizzazione di Parmalat, “che mette a rischio un modello del nostro settore agro-alimentare, gestito finora dal management italiano di Parmalat”, dopo la notizia riportata dal giornale della Confindustria, il Sole 24Ore.

Ecco il comunicato diffuso dalle tre maggiori sigle sindacali di categora

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil esprimono grande preoccupazione per la notizia, riportata oggi da alcuni quotidiani, dell’intenzione del gruppo Lactalis di avviare una riorganizzazione della Parmalat, legata al delisting borsistico oramai al traguardo. “Una proposta che mirerebbe a cancellare la corporate italiana e che potrebbe creare rischi per la tenuta occupazionale della stessa Parmalat, ma anche di Galbani, per le sinergie ipotizzabili tra i due grandi gruppi. Inoltre, mette in discussione lo stesso sistema produttivo delle due aziende: il profilo industriale che si prospetta non è compatibile con il mercato italiano, dove i brand locali, legati al territorio, e la filiera corta, hanno un forte valore commerciale”, secondo i sindacati.

Le segreterie nazionali – dichiarano le tre sigle di categoria – hanno chiare le potenzialità industriali e commerciali dei perimetri dei gruppi sul territorio nazionale, che non vorremmo fossero messe in discussione, così come interessanti potrebbero essere gli sviluppi a livello di export. Per il 1° febbraio, abbiamo convocato il coordinamento nazionale delle Rsu, con cui ci confronteremo su proposte alternative a quelle ventilate da Lactalis, sulla richiesta di un tavolo di confronto e, se sarà necessario, anche sulla mobilitazione dei lavoratori interessati contro una decisione che può mettere in discussione due brand italiani storici come Parmalat e Galbani. Due aziende che in Italia contano circa 5.000 addetti, per metà operai e il restante 50% impiegati e commerciali”.

La dichiarazione di Franco Verrascina presidente della Copagri

Preoccupa la riorganizzazione della governance della Parmalat annunciata dalla multinazionale francese Lactalis, che farà perdere definitivamente l’indipendenza di uno dei più importanti gruppi alimentari italiani, cosa che seppur formalmente era finora riuscita a mantenere“. Lo afferma il presidente della Copagri Franco Verrascina, commentando il riassetto della Parmalat annunciato dalla Lactalis.

Chiediamo al governo di contrastare tale operazione e di attivarsi per stoppare una riorganizzazione che rappresenta un vero e proprio fallimento del sistema capitalistico italiano“, precisa Verrascina, nel ricordare che dopo aver perso il marchio Parmalat, si rischia di perdere anche la gestione dell’azienda e lo stabilimento di Collecchio, nel parmense, che catalizza grandi quantità di prodotto nazionale.

Il presidente Verrascina chiede la stessa attenzione riservata giustamente ad altre vicende, quale quella legata all’azienda Pernigotti, invitando il Ministro Di Maio “ad attivarsi per limitare gli effetti di quello che si profila essere un durissimo colpo per gli allevatori italiani e per l’immagine e l’economia del Paese, oltre a rappresentare una evidente sconfitta del sistema capitalistico e di un certo tipo di politica”.

Da parte sua il segretario della Flai-Cgil Mauro Macchiesi, dice in una nota: “Stando a quanto comunicato da Lactalis non esisterà più una funzione corporate italiana, non esisterà più un management italiano. Come sindacato siamo preoccupati per i possibili impatti negativi sull’occupazione e anche perché questa riorganizzazione può mettere a rischio un intero modello del nostro settore agro-alimentare, gestito finora dal management italiano di Parmalat, che vuole dire acquisto di latte italiano, cura e sensibilità italiana nella ricerca e nell’innovazione dei prodotti”.

Il piano di Lactalis

Il Sole 24 Ore riporta che, in vista dell’imminente cancellazione del titolo Parmalat dalla quotazione di Borsa, Lactalis, che possiede il 97% del capitale del gruppo di Collecchio, ha approvato una riorganizzazione mondiale. All’interno del gruppo Lactalis nasceranno nove divisioni, di cui tre di prodotto (Formaggi, ingredienti e prodotti freschi), cinque geografiche e una dedicata all’export. Tutte saranno gestite direttamente dal quartier generale di Lactalis a Laval, cittadina del Nord-Ovest della Francia, da manager francesi.

Per capire l’importanza della notizia bisogna dare un’occhiata ai numeri di Parmalat. Oggi il gruppo Parmalat è tra i leader mondiali nella produzione e distribuzione di latte, dei suoi derivati (yogurt, condimenti a base di panna, dessert e formaggi) e di bevande a base di frutta. Nel 2017 ha generato ricavi per oltre 6,6 miliardi di euro, di cui quasi il 60% nelle Americhe (39% America del Nord e 20% America latina). Le vendite in Europa (17% del totale), contano esattamente come le vendite in Oceania. Quindi si tratta di un gruppo totalmente internazionale, tanto è vero che i dipendenti italiani sono solo 1.900 su un totale di 26.000, con 10 stabilimenti in Italia su un totale di 93 siti produttivi.

Parmalat, epilogo brutale per il polo del latte italiano

Articolo di Paolo Bricco (dal Sole 24Ore, cliccare qui)

 

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