Stop alla carne di cavallo a tavola? Ecco cosa sta succedendo e le proposte di legge. - InformaCibo

Stop alla carne di cavallo a tavola? Ecco cosa sta succedendo e le proposte di legge.

Dallo stop definitivo ai macelli al riconoscimento come animali d'affezione: focus sulla riforma storica in discussione alla Camera

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 23/02/2026

Il rapporto tra l’essere umano e il cavallo è antico quanto la civiltà stessa. Compagni di lavoro, atleti straordinari, protagonisti di terapie riabilitative e, sempre più spesso, veri e propri membri della famiglia. Eppure, nonostante questo profondo legame emotivo e storico, la legislazione italiana ha finora mantenuto una zona grigia, considerando gli equidi — cavalli, asini, muli e bardotti — come “animali da reddito”, destinabili al macello.

Oggi, questa contraddizione potrebbe essere giunta al capolinea. La XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha avviato l’esame congiunto di tre proposte di legge (la n. 48 a prima firma Brambilla, la n. 2187 a firma Zanella e la n. 2270 a firma Cherchi) che puntano a una svolta epocale: il riconoscimento degli equidi come animali d’affezione e il divieto assoluto della loro macellazione.

Non c’è ancora una legge approvata, ma il tema è ufficialmente all’esame. Ed è un passaggio rilevante, perché per la prima volta vengono esaminate insieme più proposte che puntano, con formule diverse, a vietare la macellazione degli equidi e a ridefinire il loro status giuridico.

L’Italia è tra i principali consumatori di carne di cavallo in Europa

L’Italia vive un profondo paradosso: da un lato è un Paese con una straordinaria tradizione equestre, pioniera nell’ippoterapia e ricca di associazioni dedite al recupero di cavalli maltrattati; dall’altro lato, è storicamente uno dei principali consumatori e importatori di carne di cavallo in Europa.

In Italia esistono numerose preparazioni tradizionali a base di carne di cavallo, radicate in diverse cucine regionali. Dalla pastissada de caval veronese ai pezzetti di cavallo al sugo del Salento, fino a specialità del Veneto, dell’Emilia-Romagna e di alcune aree del Lazio, si tratta di ricette storiche legate al territorio e alla cucina popolare. Proprio per questo, il dibattito parlamentare sul divieto di macellazione dei cavalli ed equidi tocca non solo il tema del benessere animale, ma anche quello delle tradizioni alimentari locali.

Tuttavia, negli ultimi anni si è registrato un drastico e inequivocabile cambio di rotta nella sensibilità pubblica.

Cosa prevede la riforma

Il fulcro delle tre proposte di legge attualmente in discussione (presentate rispettivamente da Noi Moderati, Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 Stelle) è il cambio dello status giuridico degli equidi..

Attualmente, un cavallo può essere inquadrato in due modi: destinato alla produzione alimentare (DPA) o non destinato alla produzione alimentare (Non DPA). Questa distinzione ha permesso per anni la creazione di un mercato parallelo in cui cavalli “a fine carriera” nel mondo dell’ippica, degli sport equestri o delle attività ludiche, venivano riclassificati o dirottati illegalmente verso il macello una volta non più “utili” o profittevoli.

La riforma intende cancellare questa ambiguità attraverso i seguenti punti chiave:

  • Riconoscimento come animali d’affezione: I cavalli e in generale gli equidi verranno equiparati per legge a cani e gatti. Questo significa che non potranno più essere considerati “bestiame” o “animali da reddito”.

  • Divieto assoluto di macellazione: Viene vietata esplicitamente l’uccisione di equidi per la produzione di carne, pelli, pellicce, prodotti derivati o preparati farmaceutici.

  • Stop allo sfruttamento: Le leggi mirano a vietare l’utilizzo di questi animali in attività che comportino sforzi eccessivi, stress psicofisico o che siano incompatibili con le loro caratteristiche etologiche. La proposta a firma Brambilla, in particolare, include anche lo stop ai servizi di trasporto a trazione ippica nei centri urbani (le famose “botticelle”).

Riconversione per la filiera della carne

Una delle critiche storicamente mosse a questo tipo di riforme riguarda l’impatto economico sugli allevatori e sulla filiera della carne. Le proposte di legge in esame, dimostrando pragmatismo, affrontano il problema alla radice istituendo un Fondo per la Riconversione.

Il fondo, che le stime indicano intorno ai 6 milioni di euro annui per i primi anni, sarà destinato a sostenere le aziende agricole e gli allevamenti che dovranno cambiare il proprio modello di business. Gli allevatori non verranno abbandonati, ma riceveranno sussidi per trasformare le loro attività. Le opzioni di riconversione virtuosa includono:

  • La creazione di fattorie didattiche per avvicinare i bambini alla natura.

  • Lo sviluppo del turismo equestre ecologico ed etico.

  • La trasformazione delle strutture in santuari o centri di recupero per animali salvati da maltrattamenti.

Sanzioni severe per chi trasgredisce

Una legge senza pene adeguate rischia di rimanere lettera morta. Per questo motivo, il legislatore ha previsto un apparato sanzionatorio estremamente severo per chi dovesse violare il divieto di macellazione o le norme sul benessere animale.

Le multe per le violazioni amministrative e penali saranno pesantissime, spaziando da 20.000 a 100.000 euro. Inoltre, sono previste pene detentive che, nelle stesure più rigorose in discussione, possono arrivare fino a 6 anni di reclusione. Le sanzioni verranno ulteriormente inasprite nel caso in cui la carne o i prodotti derivati vengano effettivamente immessi sul mercato o somministrati al pubblico.

Quali sono i prossimi passi?

Attualmente, l’iter è nella fase delicata dell’esame in Commissione. Il compito dei deputati è ora quello di sintetizzare le tre proposte in un unico Testo Unificato. Seguiranno le audizioni degli esperti, delle associazioni animaliste e dei rappresentanti degli allevatori, per poi passare al voto degli emendamenti e all’approdo nei due rami del Parlamento.

Se questa riforma dovesse completare con successo il suo iter, l’Italia compirebbe un balzo in avanti straordinario in termini di civiltà e diritti degli animali, allineando finalmente le sue leggi all’empatia e all’amore che milioni di italiani provano già da tempo per questi nobili compagni di vita.

Vuoi saperne di più? Qui trovi le tre proposte di legge

Tutte le proposte sono pubbliche e consultabili direttamente sul sito ufficiale della Camera dei Deputati. Ecco i link diretti ai testi originali in formato PDF per ciascuna proposta di legge (Atti Camera – XIX Legislatura):

1. Proposta di Legge A.C. 48 (Noi Moderati)

  • Titolo originale: “Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali da affezione”

  • Prima firma: On. Michela Vittoria Brambilla

  • Link al testo ufficiale: Scarica/Leggi il PDF (camera.it)

2. Proposta di Legge A.C. 2187 (Alleanza Verdi Sinistra)

  • Titolo originale: “Norme per la tutela degli equidi e loro riconoscimento come animali di affezione”

  • Prima firma: On. Luana Zanella (co-firmatari: Dori, Borrelli, Piccolotti, Zaratti)

  • Link al testo ufficiale: Scarica/Leggi il PDF (camera.it)

3. Proposta di Legge A.C. 2270 (Movimento 5 Stelle)

  • Titolo originale: “Norme per la tutela degli equidi e loro riconoscimento come animali di affezione”

  • Prima firma: On. Susanna Cherchi

  • Link al testo ufficiale: Scarica/Leggi il PDF (camera.it)

Per saperne ANCORA DI PIÙ

Dato che la Commissione Agricoltura le sta esaminando congiuntamente, i tecnici della Camera hanno preparato un Dossier del Servizio Studi che riassume, confronta e analizza i tre testi per aiutare i deputati nel lavoro di sintesi. Lo trovi qui:

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L'Autore

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