Tiramisù, è il ‘gusto d’Europa’ per la Giornata europea del gelato

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 14/03/2019

La 7° edizione della Giornata Europea del Gelato Artigianale, si avvicina, si svolgerà il prossimo 24 marzo 2019.

Il ‘gusto d’Europa’ per la Giornata europea del gelato artigianale 2019 sarà il Tiramisù.

Quest’anno infatti “sta ai colleghi italiani proporre un sapore del loro patrimonio gastronomico e sarà il tiramisù, un gelato che ci immerge nell’unicità del mascarpone, lo scricchiolio dei biscotti impregnati di caffè, aromatizzato con il liquore e il tutto cosparso di polvere di cacao”, ha dichiarato Henri Tavolieri, presidente dell’Associazione dei gelatieri artigianali belgi presentando l’iniziativa alla stampa. Una anteprima si era svolta al Sigep 2019.

La Giornata europea del gelato artigianale si celebra dal 2013 in accordo con le sigle di rappresentanza della categoria dei gelatieri artigianali di diversi paesi europei, coordinate da Artglace (l’organizzazione europea di categoria) per un settore che nell’Unione europea rappresenta quasi 50mila piccole imprese che danno lavoro a circa 300mila persone.

Il prossimo 24 marzo sarà possibile trovare il tiramisù nelle gelaterie artigianali di sette paesi diversi

Il Gelato unisce l’Europa e lo dimostrano i numeri

Le vendite di gelato hanno raggiunto i 9 miliardi di euro, pari al 60% del mercato mondiale, con una crescita media annua del 4 % e un numero di addetti pari a 300.000.

Le gelaterie artigianali sono sempre più numerose non solo in Italia (circa 39.000 punti vendita), ma anche nel resto d’Europa. Solo in Germania se ne contano 9.000 (di cui 3.300 gelaterie pure e oltre 4.500 di proprietà di italiani) in cui lavorano più di 20.000 persone, di cui la metà di origine italiana.

E non sono da meno Spagna (2.000 gelaterie), Polonia (1.800) e Inghilterra (1.000), seguite da Austria (900), Grecia (650) e Francia (400). Non solo: se un tempo la stagione andava da marzo ad ottobre, oggi non è più così. Si gusta un ottimo gelato artigianale anche per 10 mesi su 12 e già da febbraio viene reclutato il personale per tutta la stagione. Un bene, dunque, non solo per il palato ma per anche per l’economia.

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